:: Recensione di Acque torbide di A. Novelli e G. Zarini (Fratelli Frilli Editori, 2012) a cura di Elisa Giovanelli

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Michele Astengo è un investigatore privato che sbarca il lunario con casi di adulterio o storie di figli tossicodipendenti e ragazze di facili costumi. Niente incarichi troppo complicati. La gloria non gli appartiene, come lui stesso afferma, anche perché non bisogna inflazionarla, ma lasciarla a chi se la merita davvero. I suoi giorni sono incasinati, o nella migliore delle ipotesi, vivibili. Abita a Genova e ha l’ufficio in centro, in salita San Matteo, all’ultimo piano del prestigioso palazzo Doria-Danovaro, eredità di un lontano zio. La vita di Astengo è piuttosto grigia, come il fumo delle sigarette che si accende in continuazione. Ex poliziotto, ne ha viste abbastanza da essere disilluso dalla vita e non tenere in gran considerazione il genere umano. Il suo carattere da orso, unito a una buona dose di cinismo e di sarcastica ironia, fa sì che l’investigatore conduca una vita solitaria e stia antipatico a molti. I rapporti non sono facili nemmeno con le donne: Astengo ama le belle bambole e detesta le complicazioni sentimentali. Nel caso gli capitasse qualcosa, le uniche persone che si preoccuperebbero per lui sono Dalia, la sua sensuale segretaria, e Corrado, il suo informatore, un nano ghiotto di focaccia.
Il nuovo incarico di Michele Astengo sembra essere uguale a tutti gli altri: una storia di infedeltà coniugale con la solita moglie tradita che vuole conoscere l’identità dell’amante del marito fedifrago, in questo caso Luca Tessori, l’assessore regionale all’ambiente. Quando però il cadavere di Tessori viene ritrovato in mare senza che nei suoi polmoni ci sia acqua salata, Astengo si trova coinvolto in una storia molto più complicata, fatta di segreti scomodi, intrighi e loschi affari per cui si è disposti a uccidere. L’investigatore dovrà impegnarsi e sarà costretto a rivelare la sua brillante intelligenza deduttiva per fare emergere la verità.
Novelli e Zarini dopo tre thriller all’americana, pubblicati da Marsilio, ambientano il loro nuovo romanzo in Italia, nella loro regione, la Liguria, e precisamente a Genova, una città perfetta per una storia noir. Come sempre bravi ad adattare stile e narrazione al genere scelto, il duo di scrittori di Savona imbastisce una trama dal ritmo un po’ più lento, dove si ha il tempo di perdersi tra i caruggi e dare la giusta attenzione alla città, Genova, che con la sua atmosfera particolare è un personaggio a tutti gli effetti. Non mancano i colpi di scena, i morti e le storie nere, ma l’ambientazione italiana fa sì che non ci siano serial killer o macabre descrizioni dei delitti come di solito accade nelle storie di Novelli e Zarini. Michele Astengo è un personaggio molto interessante, delineato in maniera efficace attraverso le sue parole e i suoi atteggiamenti. È un antieroe, che spesso dimentica le buone maniere e non fa grandi sforzi per piacere al prossimo, ma si rivela migliore di chi nasconde torbidi segreti dietro larghi sorrisi e modi eleganti. La lettura è avvincente e si fa davvero fatica a interromperla, tanto si è coinvolti e desiderosi di immergersi in Acque torbide. Chi conosce Genova segue con gran piacere l’investigatore in giro per le zone più caratteristiche, chi invece non c’è mai stato di sicuro ne vorrà fare la meta della prossima gita. Altamente consigliato a chi ama Chandler e i film con Humphrey Bogart!

3 Risposte to “:: Recensione di Acque torbide di A. Novelli e G. Zarini (Fratelli Frilli Editori, 2012) a cura di Elisa Giovanelli”

  1. Avatar di wolfghost wolfghost Says:

    Ah, interessante! 🙂 Poi abitando io a Genova… 😉
    “città perfetta per una storia noir”… il centro storico in particolare, direi.

    http://www.wolfghost.com

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