:: Recensione di Il corridoio di legno di Giorgio Manacorda (Voland, 2012) a cura di Michela Bortoletto

by

Berlino: seconda metà del Novecento. Un esclusivo collegio. Un gruppo di adolescenti che condividono interessi, studio e fatica. Rituali di iniziazione alla vita. Amicizie, rivalità, incomprensioni. E un gruppetto di amici sempre più affiatato: due fratelli, Stefano e Andrea, un tedesco, e qualche amico sempre più uniti da ideali e aspirazioni.
Roma: qualche anno più tardi. Una città dominata da un regime autoritario. Scontri sanguinari  tra la milizia del regime e il gruppo di lotta armata. Il capo dei ribelli che sembra esser diventato ora il capo della milizia. Violenza, sangue, soprusi che avranno un impensabile epilogo: l’arresto e la condanna a morte del capo della milizia.
Ma chi era quest’uomo? E perché alcuni membri del gruppo di lotta armata sono passati dall’altra parte? Cos’è successo a quel gruppetto di amici così pieni di ideali cresciuti a Berlino? Cos’è successo ai due fratelli? Perché Andrea è tornato in Italia? Perché tutta quella violenza tra due fratelli? Perché quel tragico epilogo?
Un poliziotto ha l’incarico di dare una risposta a queste domande. Ma oltre all’ufficialità del suo ruolo c’è altro. Perché questo poliziotto era uno di quei ragazzini cresciuti nel collegio berlinese. Conosce bene Andrea, Silvano, Stefano, Alberto, Michele, il Tedesco. È cresciuto con loro e vuole capire. Torna così a Berlino, nei luoghi dell’adolescenza e incontra Lotti, la donna di Andrea. Ed è a Lotti che leggerà le lettere di Andrea che il suo socio in affari gli ha consegnato. È a Lotti che non risparmierà nulla, nessun dettaglio. È su di lei che Giorgio rovescerà tutta la verità, non le risparmierà nulla. Perché la verità deve venire a galla, perché Lotti deve sapere. Perché lui deve capire. Per poter mettere la parola fine.
Con Il corridoio di legno Giorgio Manacorda esordisce nel mondo del romanzo. E non poteva farlo nel modo migliore. La storia è coinvolgente, mai scontata. Lo stile è scorrevole, essenziale ma efficace. Il lettore legge una lettera di Andrea e non riesce a smettere. Gli eventi si ricostruiscono poco alla volta, tra flash back e anticipazioni.  Ogni pagina riporta un dettaglio essenziale, un particolare, un episodio essenziale alla ricostruzione del quadro finale. Nulla è lasciato al caso e ogni pagina tira l’altra. Si legge tutto d’un fiato!
Tra i dodici libri scelti per concorrere al Premio Strega, Il corridoio di legno  è stato poi purtroppo escluso dalla cinquina finale. Resta comunque un’ottima prova letteraria, non rimane che aspettare ora e scoprire a chi verrà assegnato l’ambito premio.

Giorgio Manacorda, nato  a Roma nel 1941, insegna letteratura tedesca presso Facoltà di Lingue e letterature straniere moderne dell’Università della Tuscia (Viterbo). Ha scritto vari saggi su autori di lingua tedesca (da Goethe a Heiner Müller passando per Hofmannsthal, Roth, Kafka, Bachmann e altri) e si è occupato di poesia italiana contemporanea. Il suo libro più recente è Scrivo per te, mia amata e altre poesie (1974-2007), Scheiwiller 2009. Il corridoio di legno è il suo primo romanzo.

Liveridiscrivere intervista Giorgio Manacorda qui

Una Risposta to “:: Recensione di Il corridoio di legno di Giorgio Manacorda (Voland, 2012) a cura di Michela Bortoletto”

  1. :: Recensione di Delitto a Villa Ada di Giorgio Manacorda (Voland, 2013) a cura di Michela Bortoletto « Liberi di scrivere Says:

    […] Il corridoio di legno, entrato oltretutto nella rosa dei dodici finalisti al Premio Strega 2012. (qui) La sua scrittura procede liscia senza intoppi, è scorrevole e non è appesantita da lunghe e […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: