La Fenice rossa (The Silent Girl, 2011) della regina del medical thriller Tess Gerritsen, traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani, 9° episodio della serie crime con protagoniste l’anatomopatologa Maura Isles e la detective Jane Rizzoli, è da poco uscito in Italia grazie a Longanesi, e già scopro dal blog di Antonio Genna che il decimo episodio della serie uscirà nei Paesi anglosassoni il 28 agosto con il titolo Last to Die.
La Fenice rossa ci porta nella Chinatown di Boston e ci introduce in una storia dai risvolti inquietanti e misteriosi che sembra trarre origine da una strage avvenuta anni prima in un ristorante cinese La Fenice rossa. Il cuoco, un immigrato clandestino di nome Wu Weimin senza apparentemente una ragione, quasi preda di una forza misteriosa, uccise il cameriere Jimmy Fang e tre clienti per poi puntarsi la pistola alla testa e togliersi la vita. Il caso non fu mai risolto. Diciannove anni dopo un gruppo di turisti partecipanti ad un Ghost Tour di Chinatown fa una macabra scoperta: rinviene una mano tranciata ad un cadavere. Il resto del corpo, appartenente ad una giovane ragazza dai capelli rossi, viene ritrovato poco lontano proprio in cima all’edificio che un tempo ospitava La Fenice rossa.
Maura Isles e Jane Rizzoli chiamate sul luogo del delitto si troveranno così ad avere a che fare con un caso decisamente fuori dal comune. Maura sebbene ancora scottata da una relazione appena finita e oggetto delle critiche di tutto il Dipartimento di Polizia di Boston e un po’ anche di Jane, per aver fatto arrestare con la sua deposizione un poliziotto colpevole dell’omicidio di un uomo che aveva appena ucciso un poliziotto padre di famiglia messi da parte i suoi problemi personali si getta nel caso per trovare prove che aiutino la sua amica a venire a capo di una faccenda che sembra avvolta da una maledizione.
Non solo ci furono le vittime della strage alla Fenice rossa, ma collegati ad essa si verificarono anche alcune tragedie che definirle casi fortuiti suona un po’ approssimativo. Nel giro di un mese un poliziotto incaricato dell’indagine ebbe un infarto, il tecnico della Scientifica che era intervenuto sulla scena del crimine morì in un incidente stradale, la moglie dell’ispettore Ingersoll l’altro poliziotto incaricato dell’indagine morì per un ictus e la figlia di una delle vittime della strage scomparve durante una gita scolastica e non venne più ritrovata come la figlia di Jimmy e Iris Fang.
Una vera maledizione tanto da far dire al dottor Lawrence Zucker, psicologo forense: “Tanto vale chiamarla la maledizione della Fenice rossa.” Guardò il dossier. “Oppure è colpa della casa. A chinatown quel palazzo è considerato infestato dagli spiriti” Guardò Jane. “Dicono che quando ci entri, il male ti si attacca e ti segue ovunque tu vada”.
Antiche leggende e pericoli più che reali porteranno sia Maura che Jane tra colpi di scena e sparatorie a scoprire che nel passato spesso ci sono fantasmi più concreti di quanto ci si possa immaginare.
Finalmente un thriller interessante e ben costruito, con due protagoniste che ho imparato ad apprezzare negli anni e ritornano a portarci in un’indagine complessa e coinvolgente. L’autrice dissemina indizi e tracce in modo abile e così facendo alimenta la curiosità del lettore senza portarlo in vicoli ciechi. Lo stile della Gerritsen è piacevole e scorrevole, non intasa la narrazione con termini medici incomprensibili, ma quando parla utilizzando il gergo tecnico dà un senso di veridicità e autenticità in più alla narrazione. Un buon thriller. Consigliato.
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