:: Recensione di Il segreto della sesta chiave di Adriana Koulias (Newton Compton, 2012) a cura di Viviana Filippini

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Lo ammetto in ambito letterario sono un po’onnivora, cerco di leggere di tutto.  Ci sono però alcuni generi che non sono proprio il mio forte, o meglio non riescono a coinvolgermi fino in fondo.  Purtroppo a causa di questo mio difetto non sempre riesco ad apprezzare in modo pieno un romanzo fantasy, uno di fantascienza, l’esoterico o il troppo sentimentale. Fatta questa piccola premessa, devo aggiungere che amo le sfide e cimentarmi con i libri che non mi appartengono del tutto e proprio perché mi ha stuzzicato parecchio, tra di loro inserisco Il segreto della sesta chiave, l’ultimo lavoro Adriana Koulias, pubblicato dalla Newton Compton.  Due gli ambienti di sviluppo della trama di questo romanzo tra lo storico e l’esoterico. Il primo è il presente, dove uno scrittore di gialli si reca a Venezia seguendo l’invito misterioso di un suo devoto lettore che lo accoglie nella sua casa sull’Isola dei Morti, sede del cimitero della città lagunare. Dal 2012 l’enigmatico appassionato trasporta noi che leggiamo e lo scrittore nella Germania degli anni Trenta, a Berlino, davanti ad un porta di un appartamento dove si trova Otto Rahn. Quest’ultimo è un archeologo, profondo studioso di tutto ciò che riguarda la storia del Graal, incaricato da Heinrich Himmler di una missione speciale: recuperare il trattato di magia nera scritto da papa Onorio nel XIV secolo e noto a tutti come Le serpent Rouge. Motivo: Himmler vuole il manoscritto per regalarlo a Adolph Hitler. Rahn non vorrebbe cadere nella rete di legami con il regime nazista, ma la voglia di indagare e scoprire i misteri del grimorio lo porteranno ad accettare – non ha altra scelta – l’incarico e a partire per l’avventurosa missione di ricerca. Lo stato psicofisico di Otto Rahn sarà messo a dura prova dall’ incombenza ufficiale che ha accettato, perché più si addentrerà nella ricerca, maggiore diventerà il suo legame di dipendenza dalla dittatura e verrà in contatto con realtà sconvolgenti ed inaspettate: complotti politici, intrighi tra confraternite e associazioni segrete, omicidi brutali, persone dall’identità e ruoli ambigui: il fatto più sconvolgente per Rahn è la scoperta che tutti desiderano Le Serpent Rouge  con la sesta chiave, quella appartenuta ai Catari,  per liberare il suo terrificante potere. Questo è il succo della trama creata dalla  Koulias, dove la scrittrice mescola realtà storica e finzione narrativa con sapienza e bravura, utilizzando un linguaggio equilibrato che rende scorrevole la lettura del libro. La storia non ha come ambiente di sviluppo un luogo solo, perché il protagonista trascinerà il lettore da Berlino a Parigi, passando ad Arques, a Rennes le Chateau, con tappe a Beziers e a Montsegur. Ciò che mi ha colpito non è  solo la quantità di personaggi storici e di sette segrete coinvolte nella vicenda, ma la serie considerevole di elementi legati al mondo del mistero: enigmi da risolvere, libri di magia nera, bianca e grigia, quadrati magici, tesori nascosti in cripte segrete e naturalmente il Graal. Forse c’è qualche divagazione di troppo che rallenta il ritmo della storia, ma Il segreto della sesta chiave è un buon romanzo d’avventura, che piacerà agli appassionati del genere storico e ai conoscitori dell’esoterismo. Chi come me è interessato al genere storico troverà una accurata ricostruzione, ricca e particolareggiata, ma anche elementi che spingeranno la curiosità ad approfondire attraverso altre letture il contesto reale di persone, luoghi e vicende coinvolti nel romanzo della Koulias.  Per esempio lo sapevate che Otto Rahn scrisse dei libri e che ci sono altre opere che lo vedono come protagonista? Io no, ne ho conosciuto l’esistenza solo attraverso lo scritto dell’autrice brasiliana (per la precisione le opere di Otto Rahn sono Crociata contro il Graal e Alla corte di Lucifero. I Catari guardiani del Graal). Il mio limite – me ne scuso con chi leggerà-  è relativo a ciò che riguarda la dimensione esoterica che non è proprio “il pane per i miei denti”, nel senso che non conoscendola in modo approfondito certi aspetti particolari della narrazione mi sono sfuggiti o comunque li ho apprezzati solo finito il libro. Non c’è che dire Il segreto della sesta chiave è una vicenda compatta, ben costruita, con una suspense e dinamismo che rendono le pagine tipicamente cinematografiche, facendole scorrere in successione come i fotogrammi di una pellicola alla Indiana Jones. Poi, l’irrompere di impensabili colpi di scena e la convivenza di scienza, fede, filosofia, religione, arte ed esoterismo non fanno altro che creare la giusta atmosfera per stuzzicare il lettore alla ricerca di un buona avventura da leggere.

Adriana Koulias  è nata in Brasile, risiede in Australia dall’età di nove anni. Si interessa di storia, filosofia e scienze esoteriche. Vive con la famiglia a Sidney. Con la Newton Compton ha già pubblicato il romanzo Il tempio del Graal e I custodi del Graal. Ha un sito internet www.adrianakoulias.com.


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Una Risposta to “:: Recensione di Il segreto della sesta chiave di Adriana Koulias (Newton Compton, 2012) a cura di Viviana Filippini”

  1. Avatar di Marco Marco Says:

    Grazie per la recensione!

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