:: Un’ intervista a Eleonora Mazzoni a cura di Elena Romanello

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Tra le novità della casa editrice Einaudi spicca Le difettose, romanzo ironico e toccante di Eleonora Mazzoni, già attrice di teatro e di fiction televisive, che approda alla letteratura raccontando l’odissea di Carla, docente universitaria quarantenne, che fa i conti con un desiderio e una ricerca di maternità difficile se non impossibile. Un libro che racconta, senza drammi ma senza nascondere la verità, la ricerca di un figlio in un Paese come l’Italia, dove si è penalizzate da una legge oppressiva, parlando a chi vuole essere mamma ma in definitiva parlando della vita e delle sue scelte a tutti.

Come è nata l’idea de Le difettose?

E’ nata dopo qualche anno che frequentavo i reparti di procreazione assistita. Mi sembrava di avere aperto la porta su un mondo incredibile ma sconosciuto, gremito, variegato, ricco di storie, un mondo che ho avuto voglia di raccontare. In più intuivo che questa materia mi avrebbe dato la possibilità, in modo più sotterraneo, di raccontare anche altro: il momento misterioso e complesso che sono il concepimento e la nascita; il rapporto tra i nostri desideri e la loro realizzazione, fino a che punto li seguiamo, quando li abbandoniamo; il sentimento del tempo che passa; i legami tra madri e figlie.

Perché e come si passa dal lavorare nello spettacolo alla scrittura?

All’inizio avrei voluto fare un documentario o un film, ma tra il momento in cui hai l’idea e quello in cui cominci l’opera, nel mondo del cinema, possono passare tanti anni. Perchè è un’arte collettiva e soprattutto costosa, mentre la letteratura è solitaria ed economica. Dopo il liceo classico e la laurea in Lettere, periodi ricchi di poesie e di un romanzo mai finito, pur avendo fatto solo il mestiere dell’attrice, non avevo mai smesso di scrivere: appunti, scene, soggetti, racconti. Mi è sembrato di tornare a casa. Credo che recitare e scrivere siano due strumenti più simili di quello che si può immaginare. Per recitare devi metterti in contatto con una parte molto profonda di te, lavori sulla psicologia dei personaggi, sui dialoghi, sul ritmo, sui sottotesti. Esattamente come quando scrivi.

Il tuo libro parla di un grave problema sociale italiano (per non  definirlo con qualche epiteto) la legge sulla procreazione assistita: qual è il tuo pensiero in riguardo, cosa si potrebbe e dovere fare per migliorarla?

La legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita è la più restrittiva al mondo, molto meglio la Turchia o addirittura l’Irlanda (dove non si può nemmeno abortire). Io credo che vietare non serva, se non a discriminare chi non ha soldi. Chi ce li ha, aggira la legge andando all’estero, per fare l’eterologa, ad esempio. O crioconservare gli embrioni e fare la diagnosi pre-impianto (anche se negli ultimi 2 anni e mezzo, grazie ai ricorsi vinti in Corte Costituzionale, queste due pratiche sono permesse anche in Italia, a discrezione del medico). Credo che per una cosa così intima come il voler diventare genitori lo Stato non possa dettare regole ferree. Ci deve essere una normativa (tutti i paesi ce l’hanno, anche la progressista Spagna che ci ha lasciato, per ora, Zapatero) ma una rigidità come abbiamo noi proprio no, è inaccettabile, è quasi ottusa. Per capire cosa fare e cosa no, cosa si desidera veramente, fino a che punto conviene spingersi occorre uno sguardo umano, rispettoso della vita ma totalmente laico e antropocentrico come quello di Seneca. Per questo nel romanzo ho scelto la sua voce.

Quanto c’è di te in Carla e negli altri personaggi?

Tanto. Come sempre. Anche se nel prossimo libro scegliessi come protagonista un ottantenne di colore ci sarebbe molto di me. Ogni personaggio è un mix di persone conosciute (non solo una) più una bella dose di immaginazione. Su questo, come diceva Stanislavskij per l’attore, si innesta il vissuto dello scrittore. Così scaturisce una simbiosi tra lui e il personaggio, capace di creare una terza realtà.

Senza volermi addentrare nella tua vita, la vicenda raccontata è autobiografica o capitata a qualche persona che ti è cara?

Pur non essendo autobiografica, la storia parte da un’esperienza personale e dall’avere raccolto, in tanti anni impiegati nella ricerca di un figlio, un ricchissimo materiale umano. Migliaia di donne incontrate in rete e nella vita reale che avevano il mio stesso problema e avevano intrapreso, o stavano intraprendendo, l’iter della fecondazione artificiale, un percorso lungo, complesso, psicofisicamente faticoso.Ma nello stesso tempo appassionante.

Cosa consiglieresti ad una Carla che incontri nella vita reale,  magari una tua amica?

Di non vivere questa incapacità dolorosa di procreare come una disgrazia. O una punizione. Come dice Carla, rispetto alle madri “secondo natura”, le “difettose” possono avere una marcia in più. Possono cioè fare, attraverso questo limite, un percorso di conoscenza e di approfondimento su cui le altre molte volte sorvolano. La maternità non è solo legata al fatto di partorire o no dei figli. E’ una categoria dello spirito. E’ un miscuglio di potenza, potere e forza che ciascuna donna ha e che deve tirare fuori. Occorre partorire prima di tutto se stesse. Perchè madri si diventa.

Hai degli altri progetti, legati magari al libro (monologhi, presentazioni) o su altri libri da scrivere?

Sto facendo molte interviste e presentazioni (per chi fosse interessato tutto il materiale si trova nel sito http://www.ledifettose.it). Ho venduto l’opzione per i diritti cinematografici, per cui il romanzo potrebbe diventare un film. Scriverò la sceneggiatura ma non voglio recitarci. Questione di misura. Per quanto riguarda il mio prossimo romanzo ho già buttato giù (durante la gravidanza passata interamente a letto) l’imbastitura del secondo. Ora devo solo trovare tempo e concentrazione per lavorarci sodo.


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3 Risposte to “:: Un’ intervista a Eleonora Mazzoni a cura di Elena Romanello”

  1. Avatar di samantagiambarresi samantagiambarresi Says:

    Interessante. Da leggere.

  2. Avatar di Sconosciuto :: Un’ intervista a Eleonora Mazzoni a cura di Elena Romanello « Liberi di scrivere « Elena Romanello scrittrice e non solo Says:

    […] :: Un’ intervista a Eleonora Mazzoni a cura di Elena Romanello « Liberi di scrivere. Share this:TwitterFacebookLike this:Mi piaceBe the first to like this post. […]

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