:: Recensione di La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo (Neri Pozza, 2010) a cura di Michela Bortoletto

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“Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo..” Comincia così una celebre canzone che ormai fa parte della storia della nostra musica. Ma questo potrebbe anche essere l’inizio e la sintesi del libro di Eshkol Nevo. Un libro che parla soprattutto di amicizia, ma anche di incertezze, di imprevisti della vita, di dolore e di speranza per un futuro migliore.
I protagonisti sono loro: Amichai, Churchill, Ofir e Fried. Loro però non vogliono cambiare il mondo come gli amici di Paoli. Si accontentano di cambiare loro stessi.
La loro non è un’amicizia come tante altre. È quel tipo particolare di amicizia nata sui banchi di scuola che ha saputo affrontare crescita, scelte e separazioni. È quella forte, che ha saputo creare un legame indissolubile nonostante tutto, nonostante l’università, gli anni di militare, i matrimoni e persino i tradimenti. È l’amicizia vera, raccontata attraverso gli occhi di Fried.
Come tutte le volte, i quattro amici si ritrovano a casa di Amichai a vedere le partite dei mondiali di calcio. È il 1998 e i quattro decidono di mettere nero su bianco dove pensano o sperano di ritrovarsi ai successivi mondiali. C’è chi spera di cambiare lavoro e scrivere un libro (attenzione però! Nulla è come sembra!), chi vuole occuparsi di una causa importante, chi di rimanere sempre con la ragazza appena conosciuta, chi sogna di aprire una clinica per le terapie alternative.
Passano i giorni, i mesi e gli anni. Ci si ritrova in un attimo nel 2002 alla vigilia dei mondiali. È arrivato il momento della resa dei conti. Chi di loro sarà riuscito a realizzare i propri desideri? Chi avrà fallito? Fried si ritrova così a fare un bilancio della propria vita, inevitabilmente intrecciata a quella di Amichai, Ofir e Churchill. Si rende così conto che tutto è cambiato, ma non per lui.
Amichai, Ofir e Churchill sono cresciuti ulteriormente, sono andati avanti, hanno trovato la loro strada.
Solo Fried sembra ancorato al passato, rimpiangendo ciò che ha perso senza saper trovare il  modo di andare avanti. Tutto intorno si muove mentre lui è immobile. Lui non guarda davanti a sé perché troppo impegnato a volgersi indietro verso il suo passato. E quando lo capirà comincerà davvero a cercare di voltare pagina e cambiare. Ma forse per lui ormai sarà troppo tardi…

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