Una casa di petali rossi (edito dalla Nord in Italia) è il romanzo d’esordio della giovane Kamala Nair, nata a Londra da genitori indiani e vissuta tra Inghilterra e Stati Uniti d’America, senza mai perdere il profondo legame con la propria cultura di origine. Un legame viscerale che ha influenzato la stesura di questo primo lavoro caratterizzato da un linguaggio di piacevole ed elegante lettura e un richiamo a modelli letterari storici, tra i quali la piccola Mary Lennox protagonista del romanzo Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett, pubblicato nel 1909.
Protagonista del romanzo della Nair è la giovane donna Rakhee Singh alle prese con un imminente cambiamento della propria vita: il fidanzato le ha regalato un anello e le ha chiesto di sposarlo. Prima che tutto questo accada, Rakhee si imbarcherà su un aereo diretta in India, non – come molti lettori potrebbero magari pensare – per sfuggire al legame d’amore con l’amato fidanzato, ma per sistemare definitivamente i conti con il proprio passato. Ed ecco un lungo flashback in India, proprio durante quella vacanza estiva che ha cambiato per sempre la vita di Rakhee, di sua madre Amma e di tutti i parenti: la famiglia dei Varma. Sì perché la vacanza indiana al seguito della madre fatta dalla protagonista bambina non è stato per lei una semplice divertimento, ma si è mutata nella scoperta di un mondo nuovo e di uno scottante segreto che la sua parentela ha custodito gelosamente per tantissimo tempo. Nel Kerala, Rakhee arriva ad Ashoka, la casa con la scalinata d’ingresso coperta da petali rossi (quelli dell’omonima pianta) chiamata così da suo nonno e il cui nome in sanscrito significa “senza dolore”. Per la piccola protagonista con grossi occhiali da vista sarà il contatto con un mondo sconosciuto, tutto da scoprire e capire, che la spingerà a crescere con rapidità, assumendo in sé la consapevolezza di una donna adulta. I giorni passeranno tra giochi con le cugine, con la degustazione di cibi tipici, con l’approccio ad usi, costumi e storie della tradizione molto diverse da quelli che lei ha conosciuto vivendo in America. A rendere ancora più intrigante e coinvolgente questo romanzo di formazione ci sono le lunghe passeggiate di Rakhee immersa nella folta e selvaggia vegetazione e indiana, che la porteranno a scoprire nel bosco un misterioso giardino circondato da un muro. La curiosità sarà tanta e Rakhee non crede che dietro a quel muro si nasconda uno spirito maligno come le hanno confessato le cugine. Non a caso spinta dal bisogno di conoscere e, aggiungerei, di trasgredire le regole, la ragazzina valicherà quell’alta cinta scoprendo una verità sconvolgente che gli adulti della famiglia Varma hanno salvaguardato per tutti quegli anni. Dietro quel muro non ci sono mostri o creature malefiche, ma c’è un persona in carne ed ossa che con il passare dei giorni assumerà una identità precisa, facendo intuire alla piccola Rakhee che forse non è così sola come ha sempre creduto di essere. Tale presa di coscienza trasformerà per sempre Rakhee e tutte le relazioni del suo mondo di affetti e persone, sconvolgendola a livello emotivo e facendole capire che la bellezza delle persone, non corrisponde al loro aspetto esteriore, ma è ciò che si cela nell’animo di ognuno di noi.
Finita la lettura di Una casa di petali rossi ci si accorge dei molteplici aspetti riguardanti i sentimenti umani e la famiglia presentati della Nair. In primo luogo c’è una particolare attenzione da parte dell’autrice al mantenimento del legame con le proprie origini, grazie alla trasposizione nella storia narrata di un insieme di tradizioni, di credenze popolari e di saperi della cultura indiana. In secondo luogo ciò che emerge da Una casa di petali rossi è l’importanza del rispetto dei valori tradizionali della famiglia (rituali di comportamento, i matrimoni combinati, la suddivisione tra le caste) e l’incapacità di accettare il fatto che essi possano essere violati per ragioni di cuore. Il terzo punto, ma non per questo posizionamento meno importante dei precedenti , è il rapporto tra Rakhee e la madre Amma. Le due sono legate da un profondo legame affettivo, che in certi momenti, a causa della depressione di Amma potrebbe sembrare sull’orlo del tracollo definitivo, ma esso rimane costante e presente in ogni momento della storia e della vita di Rakhee. Rakhee è piccola, non conosce tutto il passato della madre e quando lo scoprirà questa nuova consapevolezza di essere figlia di una donna che per amore ha compiuto gesti inconcepibili per la sua famiglia – non ha rinunciato al dono del suoi primo grande amore Prem; ha rifiutato il matrimonio combinato fuggendo in America; finita la vacanza in India , la protagonista tornerà sola negli U.S.A. – la allontaneranno dalla madre per molto tempo. Un distanza fisica, ma soprattutto emotiva, che la Rakhee adulta, ormai prossima al matrimonio deciderà di superare – come il muro del giardino segreto – per rinvigorire l’amore filiale e materno mai del tutto sopito.
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