:: Un’ intervista a Sabine Thiesler

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Ciao Sabine. Grazie per aver accettato la mia intervista e benvenuta su Liberidiscrivere. Raccontaci qualcosa di te. Chi è Sabine Thiesler? Punti di forza e di debolezza.

Scrivere è la mia passione, una vera e propria mania che mi dà grande soddisfazione, quando posso dedicarmici in pace. Se per qualche giorno non riesco a lavorare, divento intrattabile e nervosa. Per il resto mi piace vivere in solitudine, amo gli animali più di ogni altra cosa, mi piace il vino e il clima mite, il mare, le nuvole e i panorami aperti. Non sopporto la stupidità e la superficialità e i dilettanti mi danno sui nervi.

Parlaci della tua infanzia, dei tuoi studi, della tua vita prima di diventare scrittrice di narrativa.

Sono nata e cresciuta a Berlino, dopo la maturità ho intrapreso lo studio della recitazione, ho recitato in televisione e a teatro e davanti ai copioni che mi capitavano tra le mani mi dicevo sempre: a me verrebbero in mente molte più idee. Così ho cominciato a scrivere sceneggiature e mi sono trasferita in campagna con la famiglia, sul mare del Nord. Con la scrittura avevo trovato la mia vocazione, così abbandonai la carriera di attrice.

Come è nato il tuo amore per la scrittura? Cosa ti affascina di più di questa professione?

Ho percepito molto presto che scrivere significa “libertà” e che è la mia passione. Posso lasciare briglia sciolta alla mia immaginazione, inventare personaggi, infondere loro la vita e dare loro una storia. Posso lavorare quando e dove e per tutto il tempo che voglio e siccome mi piace tanto farlo, non ho mai dovuto forzare la mia innata pigrizia. Vivo in due mondi: il mio e quello dei miei personaggi. È un incredibile arricchimento.

Poi dopo anni di lavoro come sceneggiatrice per la televisione e per il teatro e anche come doppiatrice, sei riuscita a scrivere e far pubblicare il tuo primo romanzo. Parlami del giorno in cui hai firmato il tuo primo contratto. Come hai festeggiato? Cosa hai provato?

Quando ho ricevuto la notizia che il mio romanzo sarebbe stato pubblicato, ero in macchina con mio marito qui in Toscana. Mio marito non fu affatto sorpreso, perché non ne aveva mai dubitato. Io non ho avuto reazioni, non ho detto niente, non ho esultato né gridato, semplicemente perché non riuscivo a credere che d’un tratto il sogno della mia vita si stava per realizzare. Non ho neppure festeggiato, ma per qualche giorno sono stata sulle nuvole, cercando di comprendere che la mia vita era sul punto di cambiare radicalmente.

Quali sono i tuoi scrittori preferiti. Da chi ti senti maggiormente influenzata?

Patricia Highsmith, Gerhard Hauptmann, Stefan Zweig, Susanna Tamaro, Charlotte Link. 

Una scrittrice tedesca innamorata dell’Italia e per la precisione della Toscana regione in cui vivi da parecchi anni e in cui hai ambientato tutti tuoi libri. Ma davvero una terra dolce e luminosa come la Toscana ti ha ispirato romanzi così oscuri e pieni di personaggi tormentati da forze terribili?

Sì. Qui ci sono boschi vastissimi e casolari isolati su enormi appezzamenti di terreno. La mia immaginazione ne è più stimolata che in un oscuro parcheggio sotterraneo. Infatti sono attirata dagli opposti: un paesaggio idilliaco e un crimine efferato sono più interessanti e incredibili di un omicidio in una metropoli. I miei assassini uccidono in maniera sottile, non hanno niente a che fare con la violenza e la brutalità delle grandi città. Il crimine nasce nella testa e non è un evento per una strada buia.

E’ appena uscito in Italia per Corbaccio il tuo nuovo romanzo Senza perdono che ho potuto leggere in anteprima. Jonathan Jessen, il protagonista, un fotografo di successo sposato con una moglie che ama, padre di una figlia che adora di colpo perde tutto, affetti e sicurezze. Come è nato questo personaggio?

Non saprei, o meglio, non lo so spiegare. A un certo punto e per qualche motivo, nasce una figura e mentre comincio a tratteggiare la storia che mi occupa totalmente ventiquattr’ore al giorno, si forma un personaggio di spessore sempre maggiore. I protagonisti dei miei libri, però, non si basano mai su modelli veri, ossia non mi ispiro mai a un individuo reale.

I tuoi romanzi sembrano nascere dalle tragedie greche. In Senza perdono è la vendetta il motore dell’azione. Tu uccidi mia figlia e io ti porto via la tua. Un’ applicazione della legge del taglione si potrebbe dire. Ti sei ispirata a qualche dramma dell’antichità penso all’Elettra di Sofocle?

No. Se è questa l’impressione che sorge, mi sta bene, ma ispirarsi alla tragedia greca significherebbe rispettare un modello molto severo, cosa che io non farei mai. La vicenda si è sviluppata necessariamente così da sola.

Parlaci della situazione letteraria tedesca contemporanea. C’è qualche nuovo autore da tenere d’occhio? Qualche autore tedesco che consiglieresti di tradurre e pubblicare in Italia?

Scusate, ma al momento non ho indicazioni precise da dare. Non saprei neppure indicare un nuovo talento.

Continuerai a scrivere thriller o tenterai di scrivere e sperimentare nuovi generi? Se sì, quale genere letterario ti tenta maggiormente?

Attualmente sono soddisfatta dei miei thriller italo-tedeschi. Però ho scritto anche storie d’amore per la televisione, commedie per il teatro e libri per bambini. Niente è impossibile e se mi verrà un’idea sensazionale per un libro che non sia un thriller, lo scriverò. Perché no? Chi lo sa?
(In fondo basta che la storia duri abbastanza a lungo, poi tutti moriranno per forza.)

Grazie della tua disponibilità Sabine, come ultima domanda ti chiederei se puoi anticiparci se stai scrivendo un nuovo libro?

Certo! Naturale! Non posso farne a meno! Ho quasi terminato il mio sesto thriller e in Italia ne sono stati pubblicati solo tre. Se volete, vi aspetta molto altro ancora!

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