:: Segnalazione di Le bianche braccia della signora Sorgedahl di Lars Gustafsson

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In tutte le librerie Le bianche braccia della signora Sorgedahl: il nuovo racconto-monologo da uno dei più conosciuti scrittori svedesi che, dopo la trilogia americana, ci accompagna in un amarcord nordico ricolmo di vita, esperienze e melanconie. Lars Gustafsson sarà a Milano dal 22 al 25 marzo per presentare il libro e per incontrare la stampa.

Lars Gustafsson, Le bianche braccia della signora Sorgedahl
Traduzione di Carmen Giorgetti Cima
pp. 240 – 15,50 euro

Il libro – E se non fossi mai esistito? si chiede un ex professore di filosofia a Oxford, che come uno sciamano ha imparato a liberare l’anima dal corpo per viaggiare indietro nel tempo e scoprire il sottile confine tra memoria e sogno. Forse è per questo che tutti i ricordi lo riportano a un anno, il 1954, quando nella nativa Västerås arrivò la più forte grandinata estiva della storia, ma soprattutto arrivò lei, la signora Sorgedahl. Lei che aveva il doppio dei suoi anni e un marito noioso, lunghi capelli rossi, il profumo di un altro mondo, e quelle belle morbide bianche braccia che gli avrebbero “aperto le porte della vita”. E per ricostruire un’esperienza così intima e segreta, da dubitare che sia accaduta davvero, non può che ricomporre l’intero puzzle dell’adolescenza, un paradiso perduto di dispute filosofiche con gli amici nel locale caldaia, di invocazioni a un protettivo cane-demone della leggenda e di incontri proibiti con Ingela, la figlia del Fonditore. Ricordo e fantasia, ironia e rimpianto guidano una proustiana ricerca interiore che diventa un viaggio attraverso l’intero scibile, abbracciando i segreti della pesca al plancton lacustre e i vantaggi morali che offrirebbe un mondo politeista, il legame tra lo Spirito Santo e un organo dell’Ottocento a 50 voci e quello tra il nastro di Möbius e il mistero del tempo. In un funambolico gioco borgesiano intorno a quella babele di domande senza risposta che è l’uomo. Lars Gustafsson, autore della “Trilogia americana” (Storia con cane, Windy racconta e Il Decano), tutti pubblicati da Iperborea, torna in Italia con un romanzo che ha il ritmo e la bellezza di una poesia, che come un’impalpabile reminiscenza rievoca la sua Svezia degli anni Cinquanta e una vita intensa e rimpianta, trascorsa con immagini senza tempo.

L’autore – Studioso di matematica e filosofia, poeta, saggista, drammaturgo, romanziere e filosofo tra i più tradotti all’estero, Lars Gustafsson, nato a Västerås nel 1936, è considerato il più internazionale tra gli scrittori scandinavi contemporanei. Ha insegnato per vent’anni Storia del pensiero europeo a Austin, Texas. Ha esordito giovanissimo riversando nelle poesie come nei romanzi quella vena fantastica, quel gioco dell’erudito che scherza con la propria erudizione, quell’ossessione per il tempo e per l’identità, che l’ha fatto definire il “Borges svedese”. Uno dei più prolifici autori svedesi dai tempi di Strindberg, ha prodotto raccolte di poesie, racconti, romanzi, saggi ed editoriali su diverse testate internazionali. In Italia ha ricevuto il Premio Agrigento nel 1991 e il Premio Grinzane Cavour. Tra i suoi romanzi più noti: Morte di un apicultore (Iperborea 1989), e Il pomeriggio di un piastrellista (Iperborea 1992).


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