:: La ladra della primavera di Marina Fiorato

La ladra della primavera thriller storico dell’inglese di origini veneziane Marina Fiorato edito dalla Nord edizioni  è un romanzo che devo ammettere mi ha divertito molto grazie soprattutto alla protagonista un personaggio sanguigno e spontaneo non privo di una buona dose di autentico umorismo tutto toscano. Luciana Vetra detta Ciccina esercita la professione più antica del mondo in una Firenze rinascimentale sfolgorante di ori e velluti e teatro di una congiura che vede addirittura il Magnifico al centro della scena. Può un piano visionario essere racchiuso in un quadro e per di più di un pittore come Sandro Botticelli? Ecco la sfida, ecco lo spunto storicamente accuratamente documentato e in tutto e per tutto credibili e plausibile. Un segreto che sembra portare con sé una scia di sangue, congiurati pronti a tutto, e due poveri fuggiaschi che corrono per l’Italia da nord a sud con il solo intento di svelare il mistero per salvarsi la vita. Il thriller storico fatte le debite eccezioni per i romanzi di Colitto non rientra nel mio genere solito, ma devo ammettere che La ladra della primavera è stato per me una scoperta davvero piacevole innanzitutto per la capacità dell’autrice di affascinare e di trasmettere il suo autentico amore per la storia italiana oltre che di non annoiare con particolari didascalici e divulgativi snocciolati come in un Baedeker difetto che trovo di frequente presente nei romanzi appartenenti a questo genere specifico. Ne La ladra della primavera le interpretazioni legate al dipinto La primavera di Botticelli interessano e appassionano davvero come in un misterioso gioco ad enigma in cui l’intelligenza e l’intuito oltre alla capacità di osservazione sono messi in causa e costituiscono la parte maggiore del divertimento. L’amore impossibile tra una cortigiana e un novizio donano poi  pepe ad una storia che si regge sui personaggi altre che sulla capacità dell’autrice di dare vita ad un affresco storico di notevole bellezza e rigore scientifico. Non dimentichiamo che l’autrice è laureata in storia ad Oxford e unisce la capacità narrativa agli strumenti propri dello storico, l’obbiettività, l’autenticità e l’amore per il vero. Tutto dosato con leggerezza e senza saccenteria. Se volete sapere qualcosa di più della trama posso dirvi che la storia è ambientata a Firenze nel 1482. La bella Luciana Vetra, cortigiana richiesta anche come modella da Botticelli per impersonare Flora ne La primavera come si usava fare in quei tempi dove a volte anche il volto di una Madonna poteva nascondere i tratti di una prostituta, subisce un piccolo sopruso non venendo pagata dal maestro per la sua prestazione. Per ripicca, e per rifarsi del tempo speso a posare, in cambio del pagamento mancato ruba un disegno preparatorio della primavera. Da quel momento Luciana sarà al centro di un inseguimento da parte di loschi figuri decisi a tutto per rimpossessarsi del disegno e aiutata da un novizio, il solo di cui possa fidarsi, girerà tutta l’Italia prima di comprendere che l’enigma è risolto con il quadro. Colpi di scena, agguati, rocambolesche fughe, efferati omicidi, sono all’ordine del giorno e rendono la storia particolarmente vivace e movimentata. Da non perdere, consigliatissimo anche da un’ amante di hard boiled. Traduzione di Claudia Lionetti

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