:: Intervista con Stefania Montorsi

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Ciao Stefania. Grazie per aver accettato la mia intervista e benvenuta su Liberidiscrivere. Raccontaci qualcosa di te. Attrice, scrittrice. Chi è Stefania Montorsi? Punti di forza e di debolezza.

Questa è una domanda difficile. Non sono brava a parlare di me. E’ più facile che qualcosa esca fuori (più o meno consapevolmente) nei personaggi che interpreto, o che racconto. Una frase che mi piace e in cui mi ritrovo: ‘Tutti i passi della mia vita mi hanno portato qui, ora.’ È  di Alberto Garutti, un artista interessante che seguo da anni.

Raccontaci qualcosa del tuo background, dei tuoi studi, della tua infanzia.

Da piccola passavo tanto tempo da sola, e fantasticavo, fantasticavo. Inventavo personaggi con cui condividevo giornate intere. Raccontavo ai miei amichetti di avere un fratello più grande, ma non era vero.
Dopo il liceo ho studiato Architettura, ho sostenuto tutti gli esami ma non mi sono laureata. Non lo facevo per me. era uno scoglio a cui mi aggrappavo nelle lunghe pause tra un film e l’altro. Studi impegnativi e coinvolgenti, ma non ho mai pensato che sarebbe diventata una professione. Era solo un hobby da secchiona.

Dopo tanti film di successo con registi importanti come è nato il tuo amore per la scrittura?

Mi piacciono le commedie, ora in Italia se ne vedono parecchie al cinema, ma verso la fine degli anni 90, no. Avevo in mente il film che avrei voluto vedere, e l’ho scritto. Così è nato Dillo con parole mie, e così ho capito che se mi veniva in mente una storia, potevo scriverla. Lo scultore/architetto/designer giapponese Isamu Noguchi dice che certe volte scopri come fare una cosa e poi la fai, altre volte ti capita di fare una cosa e poi scopri cosa hai fatto. Alcune persone seguono un percorso lineare nella vita, altre no.

Quali libri amavi leggere da ragazzina e quali ti hanno accompagnato nell’età adulta?

Il piacere della lettura l’ho scoperto da grande. In un negozio di scarpe sudo, sono indecisa e va a finire che non compro niente, da una libreria non esco mai a mani vuote. A parte i classici, tra i contemporanei amo AbrahamYehoshua, Hanif Kureishi, Jonathan Franzen, Philip Roth, Ian McEwan, Anne Tyler, Cathleen Schine, David Nicholls, Nick Hornby, Elena Ferrante, Goliarda Sapienza, Lia Levi. Nei loro romanzi trovo sempre qualcosa che mi appartiene, che parla di me.

Cosa stai leggendo in questo momento?

Ho appena finito di leggere Libertà di Jonathan Franzen, un romanzo coinvolgente dalla prima all’ultima pagina e con un finale molto emozionante.

Hai da poco pubblicato Amori fuori corso ( Sonzogno) Ce ne vuoi parlare?

Amori fuoricorso è il mio primo romanzo. L’idea di partenza si limitava a un soggetto per un film, intendevo abbozzare la storia per poterla prporre a un produttore. Via via che prendevo appunti però mi sono resa conto che c’era tanto materiale, che voleva essere raccontato con calma, pretendeva spazio e dettagli, e così è diventato un romanzo.

La protagonista è un personaggio in cui ti rispecchi o somiglia a persone reali che ti è successo di incontrare? Ti capita mai di usare le tue esperienze personali nelle tue storie, o preferisci nutrirti di fantasia?

Non è un romanzo autobiografico, tuttavia è molto personale. C’è tanto di me in tutti i personaggi, e allo stesso tempo è frutto di fantasia e di cose rubate a persone che conosco o ascoltate più o meno accidentalmente al tavolo accanto al mio in un ristorante (sono una grande impicciona!). Parto sempre da un dato reale, che conosco bene, ma poi rielaboro talmente tanto che alla fine non so più neanche io cosa appartiene a chi.

Quale è la tua parte preferita nel processo di scrittura?

La fase iniziale. Quella in cui mi innamoro di una storia e che mi fa vincere la pigrizia di sporcare i fogli d’inchiostro. Prendo appunti disordinati sul retro degli scontrini, sul telefonino, sulle pagine bianche del libro che sto leggendo. Ho una memoria cortissima, se non scrivo, dimentico.

Ti piace fare tour promozionali? Racconta ai nostri lettori qualcosa di divertente accaduto durante questi incontri.

Non ho fatto un vero tour promozionale per Amori fuoricorso. C’è stata una presentazione a Roma, e lo scorso settembre  a Chianciano. Per promuovere il romanzo sono stata ospite in diverse trasmissioni, soprattutto alla radio.

Qual è il tuo rapporto con i lettori? Come possono entrare in contatto con te?

Sono tanti i lettori che mi hanno scritto, uomini e donne, di tutte le età. Con facebook è più facile contattare un autore, se vuole essere contattato. Conservo in un file tutte le lettere che mi hanno inviato. È gioia pura leggere: mi sono identificata con Sandra, la protagonista di Amori fuoricorso.

Infine nel ringraziarti per la disponibilità l’ultima domanda: a cosa stai lavorando ora?

Ho scritto un paio di articoli per la rivista Marie Claire e ho trovato una storia che mi piace. Forse diventerà un film, forse un romanzo, ancora non lo so, sono in piena fase ‘appunti’. Ehm…mi è appena venuta in mente un’idea, vi ringrazio dell’attenzione e corro a scrivere…


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