Ecco a voi Fuego un romanzo davvero caliente di una scrittrice che amo moltissimo, dal suo debutto con Repetita, un noir che mi ha affascinato in modo incredibile e che ancora oggi faccio fatica a staccarmene l’inchiostro delle pagine dalle dita. Ma si sa Marilù Oliva, scrittrice, mamma, insegnate di lettere, salsera, appassionata di Dante e di Gabriel Garcia Marquez, è una donna piena di sorprese e ha voluto dare vita con Tú la pagarás! e ora con Fuego ad un personaggio femminile Elisa Guerra, La Guerrera, che in parte nasce dal suo amore per la cultura sudamericana, e che me la rende molto vicina soprattutto per il suo modo di scrivere che si avvicina molto al realismo magico, contaminato da un sensualità e gioia di vivere tutta bolognese. Perché un po’ di magia c’è, ci sono i sogni rivelatori, c’è Catalina, l’amica di Elisa, che nei tarocchi cerca di capire la vita e l’amore, ma c’è anche tanto realismo, Elisa è una donna concreta, che sfiora il mistero, le credenze indigene, le piccole superstizioni legate ai culti di una cultura altra ma non per questo meno vera e vitale. Certo la Bologna notturna di Elisa fatta di locali underground dove il rum scorre a fiumi, i ballerini di salsa praticano la danza come un culto, e non tutto è luce, droga e prostituzione gestita da personaggi ambigui come il Paolone sporcano le ore di svago di chi di giorno lotta con la vita ma di notte vive una vita parallela fatta di sogni, entusiasmo e tanta musica. Anche Elisa di giorno si trova a fare i conti con un lavoro in nero come pony express di pizza a domicilio su uno scooter sgangherato, con gli studi da criminologa, con le mille incognite di una giornalista precaria che fa di tutto per lavorare in una redazione importante, con le frustrazioni di chi deve fare tutto da sola in un mondo difficile dove falsificare un curriculum o meglio scriverlo creativamente è una necessità più che un inganno. Elisa che adora le patatine, che nasconde con il correttore le imperfezioni del viso segnato dall’acne, che ha un maestro di capoeira brasiliana che oltre alle mosse di quella danza che non è vera lotta le dispensa lezioni di vita, che apprende da Dante, eredità della donna della donna che l’ha cresciuta con durezza e inflessibilità, come avvicinarsi al Fuego, simbolo alchemico e nome della sua rivista che distribuisce gratuitamente per le vie di Bologna, nei suoi completi con scarpe dai tacchi vertiginosi. Sensuale, ostinata, decisa, Elisa La Guerrera si trova di nuovo invischiata in una storia complicata e investigatrice suo malgrado per aiutare il timido ispettore Gabriele Basilica e perché qualcuno le ha dato fuoco allo scooter e una donna misteriosa travestita da uomo con i baffi finti ed esperta di lotta l’ha aspettata sotto casa per aggredirla senza motivo. E ci scappano anche i morti, il presunto piromane ritrovato senza vita con lo stomaco pieno di droga fucsia, la stessa che Elisa aveva visto alle spalle della barista cubana Ibelis in un attimo di distrazione e ora mi fermo perché sono senza fiato, perché questo libro è così ti prende e ti fa correre svoltando le pagine fino al finale che vi sconsiglio vivamente di andare subito a leggere una volta che avrete il libro tra le mani. Un piccolo cameo per Benito, ho sperato fino all'ultimo che lo sconsiderato che l'aveva chiuso in un congelatore se ne ricordasse.
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22 settembre 2011 alle 20:41 |
Accidenti! Direi un libro con una trama in cui c'è spazio per un sacco di temi! Noooo, mai leggere subito la conclusione di un libro! E' un peccato! Certo… a meno che non sia l'elenco del telefono!