:: Recensione di Malapunta di Morgan Perdinka a cura di Danilo Arona

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I sogni… Malapunta trasmetteva forse identici sogni, frammenti del suo passato, a tutti coloro che ne calcavano il suolo? Non esisteva altra spiegazione per quanto inverosimile.

Ma-la-pun-ta, direbbe Nabokov creatore di Lolita scandendo quelle sillabe misteriose che fanno schioccare la lingua sul palato, anche se in questo caso non è il nome amato-odiato di una ninfetta preadolescente ma quello di un’ isola maledetta, persa nel blu intenso del Mediterraneo, un’ isola dove si sogna, dove tra incantesimi di sciamani druidici si aspetta la fine del mondo.
Arona lo definisce un’opera ibrida di generi e di stili e infatti anche se magari in libreria lo troverete messo nello scaffale dei libri horror, è molto più che un horror, è fantascienza in bilico tra L’isola del dottor Moreau di Herbert George Wells e le suggestioni di Solaris anche se qui non siamo nello spazio, è un thriller adrenalinico e spiazzante, è un noir crepuscolare e malsano, è una gothic novel oscuramente romantica in cui i temi classici del genere come l’amore perduto e il soprannaturale si alternano ad invenzioni narrative del tutto originali e autonome. Raccontarvi la trama sarebbe una beffa crudele e pressoché inutile per cui vi basti sapere che c’è un protagonista Nico Marcalli, un uomo divorato dai rimorsi, un uomo che si sente responsabile per la morte dell’amata Gabry. L’isola l’attende pur tuttavia lo respinge come se un brusio di sottofondo si alzasse di colpo al suo passaggio. Poi iniziano i sogni, spaventosi incubi, che rendono le veglie, una terra di passaggio verso altri altrove. Sogno, realtà, il confine si sfibra, si sfilaccia e intanto il respiro dell’isola, vivo come un cuore cha batte, stravolge certezze e verità. Ma esiste davvero la verità? A questa domanda non si può che rispondere con un’ altra domanda: cos’è la verità? L’autore farà di tutto per spezzare gli schemi consueti di pensiero, per abbandonarvi su un’ isola apparentemente deserta, ma in realtà popolata di infestanti creature.
Arona scavalcando i generi, crea ibridi, mutazioni, con una potenza visionaria da iniziato. Lo spirito di Lovecraft aleggia, come un altro spirito presente sull’isola, mai così affollata, mai così oscura. Delitti sanguinosi, clandestini che ci sono o non ci sono, sirene dai denti acuminati, orridi demoni marini dai capelli sempre più lunghi. L’atmosfera malsana di quest’isola è resa in maniera splendida dal gioco di rimandi dell’inconscio onirico. Perché l’inconscio è un pozzo, pieno di immagini ed emozioni legate tra loro da fili invisibili. Un senso di minaccia pervade le pagine, e accresce il fascino sinistro di quest’isola che entrerà nell’immaginazione del lettore con una forza inconsueta.
Chi è l’autore di Malapunta? Bella domanda. Quando ho scoperto che Morgan Perdinka non è altro che una creatura alter ego di Danilo Arona, ho provato un brivido sulla schiena. Durante tutta la lettura del libro ho creduto che esistesse veramente, che fosse di carne e sangue, senza sospettare mai e dico mai nemmeno per un istante che fosse un gioco, uno spettro proveniente da una dimensione parallela e asincrona, che fosse nato nel mondo interiore di uno scrittore prolifico e geniale come Arona. Forse qualche indizio, qualche traccia, avrebbe dovuto portarmi alla verità, un raffronto tra stili, un respiro lungo, un inquietudine sottile, e invece niente. Perdinka me lo immaginavo bruno, con i capelli troppo lunghi e la frangia sugli occhi, una sigaretta sempre tra le dita ingiallite dalla nicotina, l’immancabile camicia bianca con le maniche arrotolate sul gomito, l’espressione da pirata. Per me è reale quanto il suo creatore, mi alita sul collo, respira, aggrotta la fronte piena di rughe come chi pensa tanto. Suicida come Luigi Tenco, anche lui non troppo distante da Alessandria,  oscilla e ancora non son persuasa del tutto che sia solo un’ ombra. Un dubbio, un’ inquietudine vischiosa, proietta  quell’incertezza sulla percezione del mondo reale che è la spinta, l’anima nera del libro. Dunque a presto Perdinka, altri tuoi libri inediti e nascosti riemergeranno dalle ombre del tempo, per farci paura, per farci interrogare sulla realtà e su noi stessi. Non è un addio, ma solo un arrivederci. A presto Perdinka. 

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