:: Intervista con Anthony Neil Smith

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yellowmedicineCiao Anthony. Grazie per aver accettato la mia intervista e benvenuto su Liberidiscrivere. Raccontaci qualcosa di te. Chi è Anthony Neil Smith? Punti di forza e di debolezza.

Sono un uomo del sud "esule" nel gelido nord (Minnesota). Sono uno scrittore di crime che ha iniziato ad amare la narrativa pulp già in tenera età. Sono un po' grasso, perché mi piacciono i tacos. Sono un professore universitario e dirigo il Corso di Laurea di Scrittura Creativa. Punti di forza sono schivo, creo orribili storie piene di efferati delitti , e guardo tanta TV. Sono debole a golf e nel ballo. Mi piace il golf, ma non mi piace ballare.

Raccontaci qualcosa del tuo background, i tuoi studi, la tua infanzia.

Sono cresciuto sulla Costa del Golfo del Mississippi, non lontano da New Orleans, così che quella cultura – i frutti di mare, la spiaggia, il Mardi Gras, il blues-  è entrata dentro di me. Mio padre morì in un incidente stradale quando avevo dieci anni. Quindi forse questa esperienza mi ha spinto ulteriormente verso il macabro. Mia mamma era molto interessata al processo legato alla morte e alla sepoltura. Entrare nei dettagli aiuta ad affrontare le situazioni, e per un po’ ha venduto anche bare. Ho fatto anche parte della Chiesa pentecostale per circa otto anni. Si chiamano “holy rollers " giù al Sud, perché saltano, ballano, urlano, e parlano in lingue differenti durante i servizi. Ma non faceva per me. Così sono andato all’università e mi sono specializzato in scrittura creativa e letteratura. E’ stata la miglior decisione che abbia mai preso, perché davvero mi ha aperto un nuovo mondo davanti a me. Dopo la laurea ho trovato lavoro in Michigan, facevo l'insegnante, e pochi anni dopo, ho trovato il mio attuale lavoro in Minnesota. Adoro insegnare ai nostri studenti scrittura, e mi piace soprattutto quando essi iniziano ad apprendere come tutto funziona.

Quando ti sei reso conto che quello che davvero volevi fare era fare lo scrittore?

Molto presto, probabilmente quando avevo sette o otto anni. Amavo i fumetti, e nella biblioteca della scuola, trovai un libro della serie Hardy Boys con una grande copertina (alcuni ragazzi intrappolati in un piccolo aereo che si avviava verso l'oceano), e volevo scoprire a tutti i costi cosa fosse successo dopo. Il bibliotecario pensò che fossi troppo giovane per il libro, ma poi mi diede una chance, e così gli dimostrai che lo potevo leggere. Da allora in poi non ho più smesso .

Leggi altri autori contemporanei?

Tanti, davvero tanti. Penso che uno scrittore abbia bisogno di sapere che cosa i suoi coetanei stiano facendo piuttosto che nascondere la testa sotto la sabbia o dire: "Ho letto solo i classici." Ho un sacco di amici scrittori, e mi piace leggere il loro lavoro. Per esempio, Victor Gischler, Sara Gran, James Lee Burke, James Ellroy, Vicki Hendricks, Stephen Graham Jones, Kyle Minor, tanti altri, e anche scrittori non-crime come John Banville, Sherman Alexie, China Mieville, e così via .

Raccontaci qualcosa del tuo debutto. La tua strada verso la pubblicazione. Hai ricevuto molti rifiuti?

Il mio primo romanzo, Psychosomatic, fu rifiutato circa 27 volte prima che trovassi una piccola casa editrice. Il mio agente odiava il mio secondo romanzo The Drummer, così dovetti licenziarlo e trovarmi un editore per conto mio. Con il tempo ho incontrato Allan Guthrie il mio attuale agente, e avevo già finito un altro romanzo che non riuscivamo a vendere, quando finalmente Yellow Medicine ha rotto l’incantesimo. Ci sono voluti quasi nove mesi prima di riuscire a venderlo, ma sono contento di aver resistito. Prima di scrivere romanzi, ho pubblicato un sacco di storie brevi, troppe, ma devo dire che mi ha aiutato. Ho affrontato circa 900 rifiuti se conto tutti i miei tentativi di vendere racconti, anche se solo circa 40 sono stati poi pubblicati. Ho sempre creduto in quelle storie, e alla fine ho trovato gli editori che erano d'accordo con me.

Parliamo di Yellow Medicine appena pubblicato in Italia con Meridiano Zero. Perché hai deciso di scriverlo? Qual è stato il punto di partenza nel processo di scrittura?

Mi ero appena trasferito in Minnesota, e l'atmosfera del luogo – intendo il modo in cui le persone mi guardavano e mi parlavano- , era un po' fredda. Per non parlare del gelido inverno con tanto ghiaccio, neve e vento. Ero infelice durante il mio primo semestre in Minnesota. Mentre Victor Gischler era venuto a trovarmi, gli stavo raccontando del luogo, passammo davanti ad un cartello che diceva, "Yellow Medicine County", dove avevo preso in affitto una casa. Egli mi disse: "Questo è un gran bel titolo. È necessario che usi questo." Non passò molto tempo che la mia rabbia mi portò a creare il vice sceriffo Lafitte, che aveva il potere di fare qualcosa per risolvere i suoi problemi, un distintivo e una pistola. Così ho vissuto indirettamente attraverso di lui, maledicendo tutto quel maledetto posto. Quando ho incontrato la donna che poi ho sposato, lei mi ha fatto scoprire cose sul Minnesota che non avevo visto fino ad allora, e mi sono innamorato di lei e dello stato al tempo stesso. Così, mentre Yellow Medicine nasce dalla rabbia, nello stesso tempo ha portato nella mia vita invece qualcosa di molto più bello.

Puoi raccontarci qualcosa sulla trama di questo libro senza rivelarci il finale?

Un cattivo poliziotto riceve una seconda possibilità in Minnesota, dove diventa anche peggio. Billy Lafitte è un esule dell’Uragano Katrina. Il suo ex-cognato così gli propone di diventare il suo vice sceriffo. In Minnesota, Billy se la cava bene con i vecchi trucchi, infrangendo la legge e proteggendo dei piccoli spacciatori, ma poi arriva gente di fuori città ed inizia a provare a spingersi nel suo territorio. Da questo momento in poi tutto comincia ad andare male.

Quanto hai impiegato a scrivere Yellow Medicine?

Circa un anno. Come la maggior parte dei miei romanzi impiego circa un anno a scriverli e un paio di mesi per rivedere il tutto.

Altre opere ti hanno ispirato nella scrittura di questo romanzo?

Penso che la serie televisiva The Shield abbia avuto un grande impatto. Ho pensato spesso al protagonista, Vic Mackey, sorprendentemente cattivo e carismatico, ma sempre molto legato alla sua famiglia. Sì ho creato il mio cattivo poliziotto sul suo tipo anche se prende in un certo modo le distanze dalla sua famiglia. Penso che anche i romanzi di Dave Robicheaux di James Lee Burke abbiano avuto una certa influenza  su di me anche se ho fatto di tutto per combatterla. Ma si può dire che ho letto un sacco di Burke.

Puoi dirci qualcosa in più sul tuo protagonista, Billy Lafitte?

Billy è il tipo di ragazzo a cui offriresti qualcosa da bere in un bar perché le sue storie sono affascinanti, ma poi lui avrebbe il sangue freddo di chiederti un passaggio a casa. Ho voluto creare un personaggio per cui fai il tifo e contemporaneamente ti fa rabbrividire. Nel libro successivo, Hogdoggin ', si inizia a vederlo da una diversa angolazione, e si vede anche quanto lontano è disposto ad andare per rimanere vivo e libero.

Chi ha disegnato la copertina italiana?

In realtà non lo so. Spero di scoprirlo al più presto. Tutto quello che so è che un giorno, Matteo Strukul (di Merdiano Zero) ha mostrato su Facebook tre versioni della stessa copertina e poi ha chiesto ai lettori quale era quella che preferivano. Non sorprende, che abbia vinto quella con  più giallo! Amo la bellezza austera di questa cover.

Descrivici una tipica giornata di lavoro.

Scrivo in estate circa dalle 9 o 10 del mattino fino all' 1 o 2, a seconda di ciò che sta succedendo in quel giorno. Scrivo direttamente sul mio computer, e ascolto molta musica durante la scrittura, una gran varietà di generi, qualunque pezzo sembri corrispondere all'energia del giorno. Durante i semestri scolastici, scrivo meno forse 3 o 4 giorni alla settimana. Mi piace di più scrivere la mattina. Mi sento davvero bene. Ma non troppo presto (prima prendo il caffè e guardo la TV ) e mai di notte (sembra che i miei poteri creativi chiudano dopo le  5:00). Invidio i ragazzi che conosco e che possono rimanere alzati fino a tarda notte e scrivere. Io non ci riesco proprio. Vado a letto presto, prima di mezzanotte.

I tuoi libri sono stati tradotti in vari paesi. È eccitante?

Assolutamente. E 'veramente fantastico. Mi ricordo il mio traduttore svedese che mi chiedeva cose che davo per scontate- per esempio cosa fossero le caramelle M & M , che lui pensava fossero una "droga", o il gioco Twister, quindi sono davvero impaziente di parlare con Luca Conti. Quando leggo i libri tradotti, spesso mi chiedo perché il traduttore abbia scelto un determinato fraseggio o determinate parole, e mi immagino come sarebbe stato leggere il libro in lingua originale (in particolare mi è capitato durante la lettura di Murakami in inglese). E sono entusiasta di sapere che Luca ha anche tradotto il lavoro del mio amico Victor. Mi chiedo spesso come sia pensare le nostre parole in un'altra lingua. E ha anche lavorato traducendo Chester Himes, un altro dei miei autori preferiti in assoluto.

Progetti di film tratti dai tuoi libri? Se Hollywood si facesse viva, chi suggeriresti per la parte di Billy Lafitte?

Oh, non c’è alcuna prospettiva reale per i film in questo momento, anche se so che il grande scrittore, Bill Rabkin, sta lavorando su una sceneggiatura tratta da Yellow Medicine. Prima che firmassi, c'era un po 'di interesse in televisione, ma mai nulla di concreto. Se potessi scegliere chi far recitare la parte di Billy, sarei indeciso tra due ragazzi: Sam Rockwell e Johnny Knoxville. Se Knoxville riuscisse a tirar fuori la sua parte "seria", allora sarebbe davvero perfetto per il ruolo.

Chi sono i tuoi autori viventi preferiti?

Moltissimi. Mi limiterò a dirti quelli che mi fanno impazzire. Allora: James Lee Burke, James Ellroy, Richard Price, T. Jefferson Parker, Sara Gran, Kyle Minor, Stephen Graham Jones, Megan Abbott, Victor Gischler, Vicki Hencricks, Daniel Woodrell, e Sean Doolittle

Cosa stai leggendo in questo momento?

Sto leggendo di James W. Hall Tropical Freeze and Hell’s Bay. Mi piacciono molto i suoi romanzi con Thorn. Inoltre, del mio grande amico Frank Bill Crimes in Southern Indiana, che è stato uno dei libri rivelazione dell'anno. Mi piacerebbe molto se ne facessero una traduzione italiana.

Ti piace fare tour promozionali? Raccontaci qualcosa di divertente accaduto durante questi incontri.

Mi piace promuovere il mio lavoro on line con il mio blog, con alcuni video, o altri scritti. Sto vendendo molti ebooks con Feacbook e Twitter. Ma il discorso cambia quando sono in tour, sono molto agitato. A volte si sono presentate solo due persone  (e allora non acquistavano un libro), o mi è successo che abbia prenotato una libreria solo per scoprire che il proprietario odiava il mio libro, e non mi voleva lì. Naturalmente, il mio libro era elencato sul sito web del suo negozio. Una volta mi hanno chiesto se volevo fare una presentazione, con firma dei libri,  in una libreria di New Orleans, ma avrei dovuto dargli una cinquantina di nomi, indirizzi e numeri di telefono delle persone che sarebbero state presenti. Così ho iniziato a fare la lista, erano un bel po', ma anche così mi è stato detto dal negozio che, anche se avevo inviato la lista, ancora non mi permettevano di fare la presentazione. Poi però, vi posso anche dire che in diversi negozi mi trattano come uno di famiglia:. Once Upon a Crime a Minneapolis, Murder by the Book a Houston, I Love a Mystery a Kansas City, Square Books ad Oxford, MS., sono stati tutti meravigliosi. Ed è sempre meglio viaggiare con gli amici, ho avuto grandi soddisfazioni con Sean Doolittle e Victor Gischler. Molto meglio che farlo da soli.

Raccontaci qualcosa sugli altri tuoi libri ancora non tradotti in Italia.

Il prossimo romanzo di Billy Lafitte, Hogdoggin ', dovrebbe uscire per Meridiano Zero fra poco. Non sono ancora sicuro sulla data. Ma ho tre altri romanzi editi Psychosomatic, The Drummer, and Choke on Your Lies che potrebbero interessare ai miei lettori italiani. Hanno tutti troppo sesso e violenza e per questo  motivo alcune persone negli Stati Uniti li odiano e altri li amano. Chiamo Psychosomatic il mio "cartoon noir" perché è decisamente sopra le righe.

Sai se Meridiano Zero tradurrà in italiano qualche altro tuo libro?

Credo che tradurrà Hogdoggin , ma come per gli altri, spero che la gente convinca Marco a tradurli tutti!

Verrai in Italia a presentare di nuovo i tuoi romanzi?

Mi piacerebbe tornare in Italia e vedere di più il vostro paese, e incontrare i miei  lettori italiani. Il mio amico Victor è stato più di tre o quattro volte ormai, e sono un po 'geloso, quindi spero di fare come lui e di essere invitato a tornare più volte.

Parlami del rapporto con i tuoi lettori? Come possono mettersi in contatto te?

Mi piace parlare con i miei lettori. Molti di loro sono scrittori, troppi a dire il vero, e chiedono il mio parere sul loro lavoro. Sono sempre onesto, brutalmente anche, ma apprezzano. Sono anche felice di trovare nuovi lettori e sentire la loro. Mi possono seguire su Twitter @ DocNoir, o visitare il mio blog e lasciare commenti: http://anthonyneilsmith.typepad.com.

Infine, nel salutarci l’ultima domanda: a cosa stai lavorando ora?

Sto lavorando al terzo romanzo con protagonista Billy Lafitte, così come ad alcuni racconti brevi che parlano dei suoi giorni da poliziotto in Mississippi. Allo stesso tempo, sto lavorando ad un follow-up di un thriller che ho finito di recente e ho intitolato All the Young Warriors. Spero di trovare presto un editore in modo che possa scrivere una nuova serie con protagonista un ex capo banda che diventa un "bravo ragazzo".

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