:: Presentazione del romanzo “Il giorno dei morti” di Maurizio de Giovanni con Giampaolo Morelli a cura di Cristina Marra

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il_giorno_dei_mortiPresentazione del romanzo “Il giorno dei morti” di Maurizio de Giovanni con Franca Leosini e Giampaolo Morelli di Cristina Marra

Affollatissima alla fiera “Più libri più liberi” la presentazione del romanzo “Il giorno dei morti” (Fandango) di Maurizio de Giovanni. Introdotto e moderato da Mario Desiati, editor Fandango, con gli interventi della giornalista Franca Leosini, dell’attore Giampaolo Morelli e dell’autore, l’incontro si è incentrato sulla figura del commissario Luigi Alfredo Ricciardi, della regia Questura di Napoli, già protagonista dei romanzi “Il senso del dolore”, “La condanna del sangue” e “Il posto di ognuno”. Con “Il giorno dei morti” si conclude la quadrilogia legata alle stagioni con l’autunno piovoso e un pò triste della Napoli degli anni Trenta.

È la fine di ottobre del 1931, il primo freddo “arriva sempre di notte, quando tutti dormono, per cogliere di sorpresa” e di notte avvengono i delitti che saranno scoperti al mattino “quando la luce del giorno alzava il velo dalle turpitudini del buio”. All’alba il cadavere di un bambino, l’orfanello Matteo, è rinvenuto seduto sulla panca di pietra dello scalone monumentale di Capodimonte. La vista del corpicino fradicio di pioggia e di un cane che lo veglia a poca distanza, colpiscono Ricciardi al punto da richiedere l’autopsia del piccolo. Supportato dal brigadiere Maione ed in una città in pieni preparativi e divieti per l’imminente visita di Mussolini, Ricciardi, si addentra nei quartieri di Napoli percorsi dalla piccola vittima, indaga e si lascia a dare a ricordi e dilemmi personali e da “uomo destinato a camminare nel dolore” coglie quello del piccolo Matteo e di chi lo ha ucciso.

de_GiovanniFranca Leosini, giornalista Rai, autrice e conduttrice dei programmi su inchieste noir “Parte civile”, “Storie maledette”, “Ombre sul giallo”, ha tratteggiato la figura di Ricciardi, “un commissario atipico, un aristocratico che ha la capacità di vedere gli ultimi momenti di vita dei morti di morte violenta. Ricciardi”, ha continuato Leosini “è una persona molto sola, vive con l’anziana tata Rosa e convive con la sua caratteristica che definisce “il Fatto”. La Leosini scava a fondo nella figura del protagonista dei romanzi di de Giovanni, “Ricciardi oltre ad essere un solitario, non è neppure benvisto dai suoi colleghi perchè è bravo e professionale. Ciò che affascina è il suo rapporto con le persone e lo charme che esercita sulle donne”. La giornalista  ha evidenziato anche lo stile narrativo di de Giovanni, intenso, forte, coinvolgente e la sua scrittura che commuove, fa sorridere, invita a riflettere e diverte. “De Giovanni”, ha concluso Leosini “ per la cura dei dettagli e i dialoghi articolati è davvero un grandissimo scrittore e un ottimo sceneggiatore”.

De Giovanni ha raccontato Ricciardi attraverso la sua Napoli con le parole dello scrittore e gli occhi e il cuore di chi vi è nato e la ama incondizionatamente, “la mia città è bellissima”, ha esordito, “camminarci dentro e respirarla dalle colline verso il mare portandosi nell’anima l’odore del mare, di sofferenza e anche di sporco che si incontra in questo percorso, ti arricchisce di nuove storie”. Il suo protagonista coglie i diversi aspetti di Napoli, ne percepisce profumi e rumori, prova sensazioni ed emozioni che solo alcuni luoghi riescono a trasmettere. Ricciardi pur essendo un aristocratico, abbandona i privilegi e si fa carico del dolore altrui, lo sente e lo condivide.

“In questo romanzo muore un bambino” racconta de Giovanni “e la sua morte e la ricostruzione del suo passato mi hanno profondamente coinvolto. Il piccolo era orfano e balbuziente proprio per far capire con maggiore incisività quanto fosse difficile per un bambino come lui comunicare o far arrivare agli altri anche solo un flebile lamento”. La Napoli de “Il giorno dei morti” è quella chiacchierona e rumorosa che percorre di corsa il piccolo Matteo col suo cane. È la Napoli dei vicoli popolari, della gente povera ma vera. “Essere napoletani” ha concluso de Giovanni “è una gran fortuna anche dal punto di vista narrativo perchè vediamo sempre cose diverse e finiamo per essere un pò noir e un pò umoristici”.

Foto_G__MorelliTre domande a Giampaolo Morelli

Napoletano anche Giampaolo Morelli, attore e sceneggiatore che ha interpretato diversi ruoli polizieschi da “L’ispettore Coliandro” a “Distretto di polizia” ed ha intervallato gli interventi leggendo brani tratti dal romanzo.

Da interprete di ruoli polizieschi, che ne pensi del commissario Ricciardi?
“È un personaggio meraviglioso, ha una solidità e una purezza antiche. un uomo che non mostra ma è, e dati i tempi c’è veramente bisogno  di un personaggio così. Grazie de Giovanni!”
Hai letto brani sulla Napoli sotto la pioggia nell’autunno di Ricciardi. Che rapporto hai con la tua città?
“Credo che come tutti i napoletani che per lavoro sono dovuti andare via ci sia inevitabilmente un rapporto con Napoli di amore e odio. Una città piena di storia, cultura e talenti che purtroppo soffre, che purtroppo ti caccia via. Cinematograficamente parlando è una città che ancora non ha avuto quello che merita. Napoli è meravigliosa!”.
Progetti imminenti?
“Sto girando a Torino una miniserie per RAI 1, “La donna della domenica” tratta dal romanzo omonimo di Fruttero e Lucentini”.
Che ami leggere ?
In questo momento, e ti assicuro non lo sto dicendo per carineria, leggo il commissario Ricciardi, parallelamente alle riprese”.  

Una Risposta to “:: Presentazione del romanzo “Il giorno dei morti” di Maurizio de Giovanni con Giampaolo Morelli a cura di Cristina Marra”

  1. Avatar di Sconosciuto utente anonimo Says:

    è sminuente dire che è un bellissimo libro, ti tocca l'anima….è delicato come i suoi personaggi……

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