:: Intervista a Sergio Paoli

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365-storie-cattive-300x198Grazie Sergio di aver accettato la mia intervista e benvenuto su Liberidiscrivere. Iniziamo con le presentazioni. Parla di te ai nostri lettori. Chi è Sergio Paoli?
 
Ho iniziato pubblicando una raccolta di racconti brevi, per una iniziativa di beneficenza. Chi volesse questo libretto mi può scrivere a
sergio@sergiopaoli.com, lo invierò gratis. Nel 2009 ho pubblicato “Ladro di sogni” e quest’anno “Monza delle delizie”, entrambi con l’editore Frilli. Sono due romanzi (classificati da altri come noir): nel primo il tema è il razzismo, il leghismo, l’incapacità di capire e apprezzare le diversità. In “Monza delle delizie” racconto invece una storia di poteri e malaffari, una specie di profezia del bunga bunga insomma. Credo in una letteratura che faccia pensare, che sappia intrattenere il lettore lasciandogli lo spazio per usare il cervello, per camminare in uno spazio libero. In qualche modo i miei romanzi si possono definire seriali, legati l’uno all’altro dalla presenza del vice commissario Marini, della sua amica Viola e di altri personaggi. I miei romanzi sono ambientati tra Monza e Milano, nel cuore del movimento leghista e nelle vicinanze dei palazzi (veri del potere). Arcore è da quelle parti, per intenderci.
 
Raccontaci come è nato il tuo amore per la scrittura?
 
Leggendo. Sono un cultore della massima “leggi mille pagine e scrivine una”. La prendo molto alla lettera e scrivo con lentezza, lasciando maturare le storie nella mia mente e nel mio cuore. Un buon romanzo fa bene e entrambi, e riuscire in questo, nei confronti dei lettori, è quello che desidero.
 
L’8 novembre è uscito 365 storie cattive. Si tratta di una raccolta di 365 racconti di massimo 365 parole scritti da autori affermati ed emergenti. Ce ne vuoi parlare?
 
Paolo Franchini, di cui sono stato ospite a Varese per la presentazione di LADRO DI SOGNI mi ha contattato ai primi di agosto. L’idea mi è piaciuta subito e ho accettato, anche se non era facile.
 
Tutto nasce da un’ idea dello scrittore varesino  Paolo Franchini ed è per una buona causa. L’intero ricavato andrà devoluto alla fondazione A.I.S.EA Onlus, che promuove la ricerca per conoscere e curare una malattia neurologica infantile: l’emiplegia alternante. Il lavoro di uno scrittore può diventare davvero importante, d’aiuto per gli altri. Come ti hanno coinvolto?
 
L'Emiplegia Alternante è una malattia neurologica infantile molto rara le cui cause sono ancora del tutto sconosciute e per la quale non esiste una cura risolutiva. Io faccio solidarietà in vari campi, ma sono affari miei. Quando mi chiamano in causa, cerco di rendermi sempre disponibile. Poi era davvero una piccola cosa da scrivere. Difficile, ma piccola.
 
Come avete fatto a trovare un editore? E’ difficile trovare un editore quando si scrive per una buona causa?
 
Fin da subito Paolo ha chiarito che si sarebbe rivolto a un editore “on demand”, per semplificare la faccenda dei soldi e dei rendiconti. A me in questo caso andava benissimo. Il libro infatti lo potete acquistare
qua, oppure qua(ci sono due versioni con due copertine diverse, e anche questa è un’ottima idea). Trovare un editore è difficile sempre, scrivere per una buona causa non aiuta per niente.
 
Parlaci del tuo racconto. E’ davvero cattivo?
 
E’ cattivissimo. E’ la storia di una vendetta non premeditata, legata ai temi del lavoro e della televisione commerciale. Si chiama “Italia uno!”.  Ogni riferimento è voluto.
 
E’ difficile scrivere un racconto in 365 parole? Come ti sei organizzato?
 
Difficilissimo. Ho recuperato idee che avevo già scritto e pubblicato altrove, con un minimo di editing.
 
Come ti è nata l’idea per il racconto?
 
Mi sono immaginato quello che può succedere a chi passa tutta la vita lavorando e subendo, e ho pensato alla gocciolina che fa traboccare il vaso. Cioè quando non se ne può più di essere presi per il culo, insomma.
 
Che genere hai scelto giallo, noir, horror, thriller, gotico, fantascienza, spy-story?
 
Surreale-noir, se si può dire-
 
Ha già raggiunto un buon successo di vendite. Ve lo aspettavate?
 
Io lo speravo e spero che continui così. Per Paolo, soprattutto.
 
Oltre a te quali scrittori hanno aderito?
 
Altri 364. Fare l’elenco è dura, ti cito solo i più noti: Bucciarelli, Cappi, Tilde Ingrosso, Roversi, Franchini stesso…
 
Parteciperai di nuovo in futuro a iniziative come questa?
 
Basta chiedere. ^_^


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Una Risposta to “:: Intervista a Sergio Paoli”

  1. Avatar di Sconosciuto ambradorata Says:

    semplicemente fantastico!!!
    E' un'esperienza che dona serenità perchè sai che il fine è un sorriso , una speranza .

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