Anche se quest'opera viene presentata come un romanzo, questo racconto presenta davvero tante caratteristiche tipiche dell'autobiografia e del memoir.
Se da una parte la progressione dei capitoli tenta di rispettare un ordine cronologico che ripercorre le tappe salienti della vita dell'autrice e di quella della sua famiglia, le sensazioni descritte, i ricordi che emergono pian piano, collegati senza un apparente ordine logico, ma suscitati da sensazioni, coincidenze, nostalgie, rendono la narrazione particolarmente complessa e al contempo viva.
L'autrice riesce perfettamente a presentare i numerosi e salienti eventi storici che la sua famiglia nel corso di una trentina d’anni si trova ad affrontare in viaggio tra la Liberia, gli Stati Uniti, ed infine, quando la narrazione segue la protagonista impegnata nel proprio lavoro come cronista del Wall Street Journal, in diversi punti del pianeta, senza perdere di vista una dimensione più umana e sicuramente più tragica degli avvenimenti, che in qualche modo permette al lettore di entrare veramente all'interno di una vicenda singolare eppure rappresentativa di tanti altri gruppi familiari costretti ad emigrare, ad adattare la propria vita al corso storico, a superare le difficoltà dettate da scelte politiche o semplicemente economiche contingenti.
D'altra parte, sarebbe riduttivo affermare che la descrizione storica presentata in questo libro sia solo di contorno: probabilmente grazie al taglio giornalistico professionale del narratore protagonista, gli eventi sono presentati con grande attenzione e rigore. La storia del proprio paese d'origine, la Liberia, non è presentata unicamente attraverso gli occhi dell'autrice, allora bambina, che assiste allo scoppio della guerra civile: al contrario, anche in quella fase, la narrazione viene arricchita da frammenti di cronaca, da dati e ricostruzioni storiche accurate.
Il grande merito di questo libro, è sicuramente il grande sforzo che l'autrice ha profuso nel tenere aperti più piani, quello storico, quello personale ed emotivo, quello autobiografico e di amore per la propria famiglia, attraverso il quale ha cercato di ricostruire l'epopea di un intero clan.
Se da una parte questo tentativo è sicuramente apprezzabile e piuttosto singolare, è innegabile considerare che in alcuni tratti la fluidità della narrazione ne risente un po' e non sempre è facile immedesimarsi in una storia continuamente focalizzata su piani differenti.
A questo proposito, tuttavia, bisogna segnalare il grande talento dell'autrice, che grazie alla sua scrittura piuttosto essenziale e sicuramente scorrevole, compensa con il proprio stile di narrazione la grande complessità degli eventi rappresentati.
Questo libro è sicuramente una lettura consigliata per chi voglia approfondire o almeno conoscere la storia di un paese africano nella sua corsa alla democratizzazione e nella sua travagliata storia civile, cogliendo al contempo l'opportunità offerta dalla struttura della narrazione di affrontare questi cambiamenti e le tematiche dell'abbandono della propria terra, dell'immigrazione in un paese straniero, del ricongiungimento familiare, attraverso gli occhi di una donna in crescita dall'adolescenza all’età adulta, che offre una visione assolutamente realistica ed umana circa una vicenda realmente accaduta.
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