Intervista a Carolina De Robertis a cura di Cristina Marra

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tn_200_300_la-bambina-nata-due-volteAutrice di racconti e traduttrice pluripremiata, Carolina De Robertis esordisce come scrittrice con “La bambina nata due volte” (Garzanti, pag.447 euro 18,60) un romanzo che attraverso tre generazioni di donne racconta le vicende storico-sociali sudamericane. Cresciuta in Uruguay e di origini italiane, De Robertis vive in California ma mantiene forte il suo legame con la terra della sua infanzia a cui dedica il romanzo “è la mia lettera d’amore all’Uruguay, e il viaggio per scriverlo mi ha riportato al cuore del mio retaggio familiare”. Nel romanzo c’è tanto della sua famiglia e sono numerosi i personaggi e le situazioni tratte dalla sua vita e dai suoi incontri  in Uruguay. Pajarita, Eva e Salomè sono le tre protagoniste, donne forti, donne speciali che lottano per i loro ideali e per  le loro passioni. Da Montevideo a Buenos Aires a Cuba, le storie delle tre donne si intrecciano con i cambiamenti di un continente in continuo fermento.

 

Carolina, hai scritto il romanzo in otto anni. Mi racconti com’è stato il tuo lavoro di ricerca?

“Ho fatto tantissime ricerche dal primo anno all’ultimo, sempre esplorando, imparando e immergendomi totalmente nel lavoro. Ho letto molti libri, ho studiato vecchie fotografie ed ho ascoltato i racconti della tradizione orale e poi ho camminato per le strade assorbendo sguardi, odori, suoni ed emozioni”.

Quanto sono importanti i colori, gli odori e i sapori nel romanzo?

“ Mentre scrivevo il libro mi sforzavo di includere tutti i cinque sensi per quanto potessi. Spesso gli scrittori si fermano a dettagli visivi o fonetici, ma è importante e utile riuscire a riportare anche tutto il resto, i profumi, tessuti, aromi, gusti di quel mondo che narriamo. Realizzare questo  era importante soprattutto per me perché stavo scrivendo un romanzo storico e volevo trasportare me stessa e il lettore in un altro tempo e in un altro spazio”.

Dedichi il romanzo all’Uruguay. Quanto conta l’ambientazione nel tuo libro?

“Moltissimo. È profondamente importante. Per me, Montevideo e la nazione dell’Uruguay  sono dei veri e propri personaggi. A livello personale il romanzo per me rappresenta una lettera d’amore all’Uruguay.”

Le tre protagoniste sono donne determinate e coraggiose. I personaggi femminili sono più forti di quelli maschili?

“ Non vedrei questa distinzione. Tutti i personaggi hanno i loro difetti, pregi ed esperienze che caratterizzano i loro ruoli in modo differente.

Carolina-lettrice. Che ami leggere?

“Amo leggere qualsiasi cosa ma in particolare romanzi. Quest’anno mi è particolarmente piaciuto “Il mio nome è rosso” di Orhan Pamuk e “l’Odissea” di Omero”.

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