:: Intervista con Davide Rondoni a cura di Nicoletta Scano

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Nei quattro giorni dedicati dalla città di Pavia al Festival dei Saperi si è  parlato del concetto di "Libertà". Un bellissimo incontro con l'autore, il poeta Davide Rondoni, si è tenuto domenica pomeriggio, giornata di chiusura. In una conversazione multicentrica si è discusso non solo di cosa sia la libertà  e di quanto questa significhi per un artista, ma dell'idea del tempo, del canto trentatreesimo del Paradiso di Dante e dell'opportunità dei metodi d’insegnamento della letteratura nelle scuole italiane. Della didattica tratta infatti l'ultima opera pubblicata dall'autore, un pamphlet pubblicato da Il Saggiatore da pochissimi giorni (Contro la letteratura. Poeti e scrittori. Una strage quotidiana nella nostra scuola), ove Rondoni si interroga sul perché i ragazzi italiani manifestino un sempre più allarmante distacco e disinteresse per la lettura. Questione annosa questa, ma trattata in modo poco retorico e molto concreto dal poeta, il quale al termine di una appassionata indagine del problema, senza risparmiare critiche agli insegnanti che impongono infinite letture obbligate senza saper trasmettere l'amore per un'arte ingabbiata in troppa teoria, lancia una proposta di riforma dell'insegnamento che può apparire come una provocazione: dato che la letteratura è indispensabile ma nessuno lo sa, per renderla davvero necessaria si deve scommettere sulla libertà rendendo facoltativo l'insegnamento della letteratura nella scuola italiana. Restituire la libertà ai ragazzi potrebbe permettere loro di tornare ad essere amanti della parola scritta, offrendo loro l’opportunità di apprezzare quella libertà che per Rondoni non significa incoscienza ma la capacità di non subire condizionamenti, anziché finire per disincentivare il loro interesse nel tentativo di renderli esperti o tecnici della materia. Immancabile la domanda sullo spirito religioso che molto spesso etichetta l'autore come "poeta cattolico": ancora una volta Rondoni offre il proprio punto di vista sull'argomento, osservando che essere cattolico, lungi dall'essere un ostacolo alla creatività, porta ad un'attenzione esagerata verso l'umanità. Disancorandosi da un'etichetta usata troppo spesso con intenti vagamente diminutivi e riagganciandosi al tema della giornata, la libertà, aggiunge che il Cristianesimo è l'unica religione che ponga al centro della propria essenza il libero arbitrio, dando valore al Credente in quanto uomo che decide, che perpetua nella sua scelta quotidiana il proprio atto di fede, senza che possa prevalere l’idea di sottomissione al divino. Gli ultimi minuti vengono dedicati alla lettura di alcune liriche tratte dalla raccolta edita da Mondadori nel 2008 Apocalisse Amore. Davide Rondoni ha fondato e dirige il Centro di Poesia Contemporanea presso l'Università di Bologna, ha pubblicato numerose raccolte di poesia, tradotte e apprezzate in tutto il mondo. Cura le collane di poesia de Il saggiatore e di Marietti, ha tradotto fra gli altri Rimbaud, Péguy, Dickinson e Baudelaire. Dirige la rivista di poesia e arte ClanDestino, conduce programmi televisivi dedicati alla poesia (Stupormundi, Parolà, Antivirus), è stato consulente Rai per la Fiction. Collabora abitualmente in occasioni di readings di suoi testi o di scelte da lui curate con i migliori attori del teatro italiano (tra gli altri, Iaia Forte, Franco Branciaroli, Sandro Lombardi) e con musicisti come Lucio Dalla, Eugenio Finardi, Morgan e altri. E’ direttore artistico del festival DANTE09 a Ravenna ed editorialista di Avvenire, de Il Tempo e de Il Sole24 ore.  

Benvenuto Davide Rondoni su Liberidiscrivere e grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande. Lei ha cominciato a scrivere all'età di otto anni. Ha pubblicato una raccolta di poesie, La frontiera delle ginestre, giovanissimo. Come descriverebbe il suo rapporto con la lirica? Ha iniziato a scrivere per vocazione o ‘per avventura’? Diventare poeta era il suo sogno d'infanzia?

Non immaginavo lontanamente cosa sarebbe stata la mia vita. Non esiste una vita da poeta. Quando feci il primo libro non mi aspettavo se non di impegnarmi seriamente in questa strana passione ossessione obbedienza entusiasmo che è la poesia. Il mio rapporto con la poesia? Sono un cane che abbaia contro l'infelicità. La poesia è il morso della vita nel cuore, e la delicatezza del mistero dell'esistente. 

Parlando di approccio alla scrittura e alla lettura, e considerato il suo punto di vista circa la difficoltà dei ragazzi ad innamorarsi della letteratura, ci sono degli autori o delle opere che hanno rappresentato per lei, soprattutto nella giovinezza, una fonte di ispirazione?

Mi innamorai di Baudelaire, Rimbaud e altri poeti assoluti. Poi ne sono venuti tanti…maestri vicini e lontani. Ma uno si interessa alla poesia se è interessato alla propria avventura umana, non alla letteratura. I libri interessano di per sé solo pochi bibliofili o amanti dell'intrattenimento letterario. A meno che la indagine, la passione e la ferita per la vita non ti spingano a cercare nelle parole di uomini che hanno messo a fuoco la propria vita cose che parlano alla tua esperienza. Così vennero Luzi, Testori, Bigongiari e altri maestri, frequentati e studiati. Ma se scrivi un'altra volta "approccio", non risponderò mai più a una tua intervista! 

La accontento e mi impegno solennemente a non usare più questo verbo quando mi rivolgo a lei! 

Ha un sito Internet molto aggiornato e ricco di contenuti (www.daviderondoni.com): quale opinione ha dei nuovi canali di informazione, di Internet e delle nuove possibilità di fruizione dei testi e delle opere? Ci sono riviste, blog o siti di informazione letteraria che segue?

Cambiano i supporti, non l'esperienza della poesia. Una volta si scriveva su pergamena ora su aria elettronica. Di per sé il supporto non rende la poesia né più bella né più moderna, solo i babbei lo credono. Sì certo, ci sono condizionamenti nella nuova situazione: il primo è l'illusoria facilità di pubblicazione/esibizione che rende più arditi coloro che invece dovrebbero attendere un po' di più e lavorare meglio. Mi arrivano tante cose via mail, sono aperto a ogni canale. 

Immagino che più  volte le sia stato chiesto di esprimere un’opinione sulla funzione della poesia. Più in particolare, vorrei sapere se ritiene che questa forma d'arte possa essere apprezzata ancora oggi da un vasto pubblico, fino ad essere riconsiderata un patrimonio di tutti, oppure se in qualche modo la poesia sia destinata a rappresentare una passione d’élite.

Sono contrario all'uso del termine e della categoria di "pubblico" per quel che riguarda la poesia. Si tratta sempre di una esperienza personale. E’ difficile da misurare in termini mercantili e sociologici. I poeti devono offrirsi. Il resto c'è, l'ascolto di tanti c'è. La poesia è già un bene comune. E finché ci sarà un uomo ci sarà la poesia e lo stupore della sua esistenza 

Concludendo questa breve intervista, approfitto del suo eclettismo e della sua personale cultura per chiederle qualche consiglio di lettura: vuole suggerire, a suo gusto, tre opere, una che racconti la passione, una che faccia riflettere sull'etica ed una che semplicemente ispiri l'anima?

Ah, bizzarra sei! Te ne consiglio tre che valgono per tutte e tre le cose: La strada di Mc Carthy. Vita di un uomo di Ungaretti. Hermann (mio, e scuso l'accostamento…).  

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