Benvenuto Fabrizio su Liberidiscrivere e grazie per aver accettato questa intervista. E’ un piacere ospitare il curatore di uno dei più interessanti blog letterari in circolazione. Raccontaci qualcosa di più del creatore di Nonsolonoir: quanti hanni hai, dove sei nato, descriviti con pregi e difetti.
Ciao, e grazie a te per lo spazio, e per l'esageratissimo “uno dei più interessanti blog letterari in circolazione”. Che dire? Ho 29 anni e vivo a Torino dal 1986, ma sono nato a Rieti, in Lazio. Pregi (per chi mi legge): amo molto la musica, il cinema e la letteratura, e, quando me ne occupo, cerco di non approssimare. Difetti (per chi mi sta attorno) finisco per parlare sempre e soltanto di cinema, musica e letteratura…
Toglimi subito una curiosità. Doppio nome o doppio cognome? E’ il tuo vero nome?
Doppio cognome, e, sì, è vero; pensi che qualcuno si sceglierebbe uno pseudonimo simile? No, perché, a me, tocca sempre ripeterlo due o tre volte, poi in genere finisco per fare lo spelling o mi accontento di documenti mal compilati…
Nonsolonoir quando è nato, raccontaci come ti è venuta l’idea di crearlo e parlaci dei tuoi collaboratori se eventualmente ne hai.
Nonsolonoir è nato nel novembre 2005 (è ancora possibile risalire fino alla mia prima recensione, un pezzo tristemente incompiuto su “Il sole dei morenti” di Izzo al quale poi mi sono affezionato e ho finito per lasciarlo così) per rispondere alla mia necessità di parlare di letteratura e di tenere traccia delle mie osservazioni sui libri che leggevo: all'epoca uscivo da un'esperienza lavorativa in ambito informatico che mi aveva imprevedibilmente portato a confrontarmi con un lettore di noir di lungo corso; non avendo più a disposizione nessuno con cui discutere, ho dovuto scegliere: potevo archiviare tutto per un eventuale uso futuro, o aprire un blog, sperando di conquistare qualche malcapitato lettore. Ho optato per la seconda possibilità, e così è nato Nonsolonoir. Non ho mai reclutato collaboratori, anche se ogni tanto, colpito dalla sua lucidità critica, ho tentato (sempre con scarso successo) di coinvolgere la mia fidanzata. Comunque, un po' di tempo fa, ho riunito alcuni recensori per uno speciale sui finalisti del premio Scerbanenco. È per questo che sul blog si possono trovare recensioni di (in ordine alfabetico) Luigi Romolo Carrino, Matteo Di Giulio, Michele Fiano, Carlo Frilli, Seia Montanelli e Biagio Spoto (spero di non aver dimenticato nessuno).
Dura la vita del curatore di blog letterari, bisogna proporre sempre materiale nuovo e originale, stare al passo con i tempi, aggiornarsi, rinnovarsi, cosa ami di più e cosa detesti di questo “lavoro”?
Considerato che questo per me è ancora un hobby, direi che non ci sono parti che odio… non sarebbe del tutto onesto, però: occupandomi principalmente di letteratura di genere, ogni tanto mi sembra di recensire sempre la stessa cosa. Bisogna fare attenzione a scegliere romanzi di sottogeneri diversi per non annoiarsi, non tanto a leggere, quanto a recensire: la gamma delle possibilità tecniche e narrative (per non parlare delle ambientazioni, le dinamiche, i personaggi ecc.), sarebbe, in teoria, molto ampia, ma ovviamente, a livelli molto avanzati dello sviluppo di un genere, alcuni modi di raccontare finiscono per imporsi… Un'altra cosa che odio è non riuscire a recensire un libro “al volo”, diciamo entro una settimana dalla lettura: nonostante io tenda a prendere appunti e segnare citazioni e nomi di personaggi, mi è capitato di rileggere diversi romanzi che non ero riuscito a recensire alla prima lettura.
Le tue recensioni sono molto curate e approfondite. Sei un innovatore e nello stesso tempo promotore di una critica letteraria analitica e documentata. Che studi hai fatto? A che modello ti sei ispirato?
Innovatore, non so; promotore, lo spero. Nel corso di questi 5 anni, penso di aver cambiato “modello” molto spesso… Il fatto è che mi capita spesso (e volentieri) di leggere opere di teoria della letteratura, e non solo per motivi di studio. Direi che per me sono stati essenziali alcuni saggi di Barthes e Deleuze, Heidegger (in particolare “In cammino verso il linguaggio” e “L'origine dell'opera d'arte”) e Propp, le “Lezioni americane” di Calvino, Schleiermacher, Genette e Greimas, Adorno, Benjamin, Lukacs, Danto e Margolis, Sartre, Derrida, Gadamer, Nietzsche, Schelling, Ernst Bloch, e persino Kant; poi, ultimamente, Lotman e la scuola di Tartu, Szondi, gli analitici e Lamarc, ma con questi non ho ancora finito di fare i conti… Per quanto riguarda gli studi, dopo molte vicissitudini sono (ancora) iscritto all'università, e sto concludendo la laurea specialistica in filosofia. In questi anni ho avuto modo di sostenere vari esami di “storia della letteratura”, “ermeneutica”, “storia della critica letteraria”, “estetica”, “estetica musicale”, “storia culturale” e seguire l'ottimo corso di “teoria e tecnica delle scritture”, tenuto da Alessandro Perissinotto; tutti esami scelti con cura, che si sono rivelati essenziali per la mia auto-formazione da recensore… Attualmente sto lavorando a una tesi in “filosofia della letteratura”, disciplina analitica, nata in America nell'ambito delle riflessioni sulle “Ricerche filosofiche” di Wittgenstein. Che dire? Filosofia, teoria della letteratura, storia, sociologia e psicologia – penso che tutto ciò che sollecita una riflessione metaletteraria, o che agevola la comprensione di un contenuto letterario, sia assolutamente positivo per chi scrive recensioni e per chi si occupa di critica in generale. Anche perché sono sempre stato convinto che il “genere” meritasse osservazioni attente, informate e rigorose quanto quelle che caratterizzano la buona critica della cosiddetta “alta letteratura”. Anzi, ti dirò di più: sarà forse un pregiudizio pop, ma credo che la letteratura d'intrattenimento offra spazi di auto-riflessione (non solo sociale, ma culturale) meno controllati, meno costruiti, e dunque più “veri” rispetto a quelli offerti dai prodotti dell'“alta cultura”.
Blog e siti letterari online ce ne sono molti cosa pensi bisogna fare per distinguersi ed emergere?
Se sapessi cosa bisogna fare per emergere, probabilmente starei lavorando per farlo… purtroppo non so. Il mio è un impegno con me stesso prima che con i lettori: recensire onestamente, accordando a tutti i testi la massima attenzione, e tenendo conto (ma senza lasciarsene influenzare nel giudizio, che è e deve essere estetico) del complicato sistema produttivo e distributivo italiano.
Per te è più che altro un hobby , un vero lavoro, o vorresti che lo diventasse?
Purtroppo, nonostante i vari anni di “applicazione” (non solo in ambito letterario: in passato ho scritto anche di cronaca -nera e giudiziaria in particolare- per un quotidiano online, e di arte contemporanea per una curatissim
o portale del settore), la scrittura è ancora un hobby… certo, mi piacerebbe che diventasse un vero lavoro, ma chi non lo vorrebbe?
Ti occupi solo di recensioni o fai anche interviste?
Principalmente recensioni… ho fatto anche alcune interviste, ma nessuna pubblicata su Nonsolonoir: un paio sono uscite su SugarPulp (Victor Gischler e Guano Padano), una su Pagina.to.it (Simone Sarasso), e qualcuna su Milano Nera Mag (Friedrich Von Schirach, Paula Vene Smith e Alan D. Altieri ecc.).
Ora ti faccio una domanda che riguarda anche noi e tutti coloro che si occupano di blog letterari e vorrebbero passare da dilettanti a professionisti. Pensi sia possibile? Pensi che sia giusto venire retribuiti per il nostro lavoro di informazione al servizio dei lettori, in che modalità?
Ovviamente mi piacerebbe passare dallo status di “dilettante” a quello di “professionista”, ma non penso sia possibile, almeno non per tutti, nelle condizioni attuali: certo, quello che facciamo è cercare di informare il lettore, ma essendo il web aperto e accessibile a chiunque, ed essendo il numero di recensori in costante aumento, è impossibile pensare di retribuire tutti.
Quale è il tuo più grande successo? La cosa di cui sei più orgoglioso?
Dunque… grande successo è un po' forte, però posso dirti che una delle maggiori soddisfazioni legate a Nonsolonoir l'ho avuta a dicembre 2008: in un momento di scoraggiamento avevo pensato di chiudere il blog; poi, in pochi giorni, ho vinto un concorso per recensioni indetto da Meridiano Zero e uno indetto dal portale “Terza Pagina”; Luca Conti (che, in virtù delle tante, ottime, traduzioni, introduzioni, postfazioni ecc., considero una personaggio chiave per la diffusione del buon noir in Italia, e che poi ho scoperto, aveva fatto la sua prima comparsa su Nonsolonoir a novembre 2005, citato come autore della postfazione di “Il Grande Orologio” di Kenneth Fearing) ha commentato una mia uscita un po' polemica in occasione della morte di James Crumley; Luigi Romolo Carrino mi ha scritto ringraziandomi (!) “per le belle parole” e “per l'attenzione” prestata al suo “Acqua storta”; Giovanni Zucca (altro mito del noir nostrano) mi ha segnalato un'imprecisione nella recensione di “Il prete” di Ken Bruen; Matteo Righetto e Matteo Strukul mi hanno coinvolto nel progetto Sugarpulp. Insomma, improvvisamente ho scoperto che “là fuori” qualcuno mi leggeva… così il blog è rimasto aperto. Be', poi ci sarebbe quella volta che Umberto Lenzi mi ha pubblicamente dato del “grande critico”; peccato che in quel momento non ci fosse nessuno con una telecamera accesa.
Raccontami l’episodio più bizzarro o divertente che ti è successo legato a Nonsolonoir.
Non saprei… be', c'è stato da ridere quando sono stato invitato in un liceo di Alba per introdurre ai ragazzi il concetto di noir, in vista di un incontro con Massimo Carlotto; con me c'era l'amico scrittore Luca Rinarelli (che, tra l'altro, è stato il primo a propormi di presentare un libro – il suo “In perfetto orario”). Eravamo preparati per un incontro con una cinquantina di studenti dell'ultimo anno – diciamo sui 18 anni- e invece, entrati nella sala dove, dopo la proiezione del film “L.A. Confidential” avremmo dovuto parlare ai ragazzi, ci siamo trovati di fronte a circa 200 persone; sì, insomma, l'intero liceo… e io che avevo riempito il mio discorso di riferimenti a Marx e all'esistenzialismo francese… fortunatamente la proiezione è durata più del previsto: in nessun modo avremmo potuto mantenere l'attenzione delle masse (quasi) urlanti per più di mezz'ora.
Parliamo di cosa ami leggere nel tuo tempo libero. Quali sono i tuoi autori preferiti? Cosa stai leggendo in questo momento?
Rispondere alla domanda sui miei autori preferiti è molto difficile: sono vittima di una sorta di bulimia letteraria e, leggendo molto, incontro molti autori di grande valore. Potrei farti un breve elenco di quelli che ritengo siano stati cruciali per la mia formazione di lettore: innanzitutto la grande letteratura americana -Hemingway, Faulkner, Fitzgerald, Dos Passos, Tennessee Williams, il quasi dimenticato Erskine Caldwell, Steinbeck, Malamud, DeLillo, McCarthy, e, ovviamente, Raymond Carver. Raymond Chandler, che mi ha “traghettato” dall'“alta letteratura” al genere, Hammet, McCoy e Latimer, David Goodis e Cornell Woolrich, Charles Willeford e Jim Thompson e così via fino a Jack Ritchie; in seguito, George Higgins, James Crumley, Walter Mosley, Elmore Leonard, Joe R. Lansdale, Kem Nunn, James Lee Burke, Derek Raymond e Victor Gischler. Poi i francesi: da Simenon agli indimenticabili Léo Malet e Jean-Patrick Manchette, e così via fino a Izzo, passando per i più “alti” Vian(/Sullivan), Eugène Dabit e Céline, Cossery, Robbe-Grillet, Drieu La Rochelle, Sartre e Camus. André Héléna (ri)scoperta recente; un autore che merita assolutamente di essere letto, magari nelle bellissime (e curatissime) edizioni Aìsara. In area germanica Glauser e Durrenmatt oltre, ovviamente, ai classici, da Mann a Doblin ecc. Ci sarebbe, poi, il Dostoevskij di “Delitto e castigo”, che da anni mi ripropongo di rileggere… Mi fermo qui, e sto volutamente tralasciando gli italiani; per me la letteratura italiana di genere è una scoperta piuttosto recente (e forse se ne ricorda G.Z., primo ad avermi segnalato questa mancanza del blog, e in seguito responsabile di una serie di ottimi consigli bibliografici…), e poi l'elenco mi sembra già abbastanza lungo…
Oltre a Nonsolonoir ti occupi anche di scrivere recensioni per altri siti letterari. Vuoi parlarci di questa esperienza?
Sì. Oltre a Nonsolonoir ho scritto e scrivo anche per Sugarpulp e per Milano Nera; per quanto riguarda l'esperienza, però, non ho molto da dire: considerato che il mio modo di procedere, che scriva per Nonsolonoir o per qualche sito, blog o rivista, è lo stesso, sarebbe più interessante interrogare i capo-redattori; prevedere i tempi di preparazione di una recensione non è il mio forte, e così mi ritrovo spesso in ritardo ecc.
Cosa ne pensi della critica letteraria in Italia. Pensi sia sufficientemente autonoma e indipendente?
La critica letteraria in Italia? Non saprei; non posso dire di conoscerla. Certo, ci sono alcuni critici che apprezzo, ma farne un discorso generale è difficile: c'è gente, in giro (e penso a professionisti o presunti tali), che ha scambiato lo spazio critico per spazio pubblicitario, e spende un mucchio di energia nella ricerca di frasi a effetto (positive o negative), e ben poca per la lettura e l'analisi del testo.
Internet è diventato sempre più uno strumento indispensabile per promuovere i libri e per permettere un dialogo sempre più ravvicinato tra autori e lettori. Pensi che sia solo l’inizio di un processo di crescita o sei pessimista?
Spero che la situazione attuale, che virtualmente permette l'incontro (non solo a fini promozionali) tra tutti gli au
tori e tutti i lettori, resista al sovraffollamento: i “giovani” autori che si servono di internet (e magari di facebook) come mezzo di promozione, possono permettersi di rispondere a tutti; i “grandi”, ovviamente no. È comunque una situazione molto interessante che mi ha permesso di conoscere, anche se solo virtualmente, persone che non avrei mai incontrato, né avrei saputo come rintracciare nel “mondo reale”.
Quali sono i tuoi blog letterari più amati?
Seguo molti blog e siti letterari tematici, da “Sugarpulp” a “MilanoNera”, da “Liberi di Scrivere” a “Thriller Magazine”, da “Corpi freddi” ad “Angolo Nero”, da “Senza una Destinazione” a “Thriller Cafè”. Dimenticavo “Il recensore” e, ovviamente “Carmilla” e “Nazione Indiana”.
Nel panorama letterario italiano c’è un esordiente che ti ha particolarmente colpito per originalità , contenuti, coraggio?
Guarda, questa è una domanda molto spinosa… fortunatamente molti degli esordienti che ho incontrato negli ultimi anni, ormai sono degli ex-esordienti, e quindi non rientrano più nella categoria; detto questo, le due “prime prove” che mi hanno colpito di più in questa prima metà del 2010 sono “Biancaneve” di Marina Visentin e “L'occhio di porco” di Piero Calò. Sono due romanzi molto diversi tra loro, ma che mi sento di consigliare a tutti…
Conosci Liberidiscrivere? Ci leggi ogni tanto?
Scherzi? Vi conosco e vi leggo sempre.
E ora prima di salutarci quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Per il futuro? Be', premesso quel “se il blog sopravvive e se sopravvivo io” che apriva il mio primo post su Nonsolonoir, vorrei continuare a fare quello che sto facendo, e magari portare fino in fondo uno dei miei (molti) inizi di romanzo.
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