:: Intervista a Domenico Cosentino

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Parlaci un poco te. Tre aggettivi che ti definiscono.

Semplice, nevrotico, zozzone.

Come è nato il tuo amore per la scrittura?

All’improvviso. Volevo costruirmi un mondo nel quale sentirmi in pace, far interagire personaggi incredibili, fantasticare su una vita che avrei voluto vivere.

Ti consideri uno scrittore underground?

Ahaha, diciamo che questa dicitura è nata per scherzo. Io considero le mie cose letteratura da bar. Sei al bancone, magari solo, dopo una giornata di lavoro, sorseggi un cuba libre e ti ritrovi in mano uno dei miei libri. Sarebbe un connubio perfetto, alcol e stronzate.

Pensi che sia su internet il futuro della letteratura?

No, odio leggere libri da un monitor, penso che internet sia invece un buon metodo per pubblicizzarsi, per scoprire nuovi e vecchi scrittori, per leggere una recensione di un libro che magari vuoi comprare. Un metodo per autoinformarsi, scegliendo cosa leggere e cosa evitare.

Hai frequentato corsi di scrittura creativa? Pensi si possa insegnare a scrivere?

Si, ho frequentato un corso di scrittura organizzato dalla casa editrice Leconte di Roma. Mi è servito per mettere ordine alla mia confusione mentale. Non puoi imparare a scrivere, quello credo sia un “dono” naturale, ma puoi imparare come scrivere. Consigli, tecniche, come affrontare la creazione di un romanzo, le regole grammaticali, questo dovrebbe dare secondo me un corso di scrittura.

Raccontaci un episodio bizzarro che ti è successo durante la tua carriera.

Una volta ero in un centro sociale perchè dovevo fare  una lettura delle mie poesie. Uno spettatore aveva con se il cane il quale si avvicinò all’asta microfono ed iniziò a pisciare. Dovetti interrompere la lettura per un’ondata di risate generale.

Leggi libri di poesia? Quale è il tuo poeta preferito?

Leggo poesie. Adoro le poesie crude di Bukowski, quelle esistenziali di Corso e Thomas, e mi sono piaciute molto le poesie di Alberto Calligaris, se non lo conosci ti consiglio di comprare subito il suo libricino “ Poesie d’amore per donne ubriache”.

Quali sono i tuoi autori preferiti e quelli che ti hanno più influenzato?

Non vorrei fare un elenco come una  lista della spesa. Il mio modo di scrivere è stato influenzato dalla lettura di Bukowski e di molti scrittori italiani, tra i quali sempre Alberto Calligaris. Da poco ho scoperto James Frey e ha rivoluzionato la mia vita.

Cosa pensi degli e-books?

È un buon modo per conoscere scrittori esordienti, il libero scambio di parole non ha limiti sul web. Anche se io odio leggere attraverso un monitor , adoro ancora l’odore e le sensazioni che lascia al tatto una pagina di carta ruvida. Forse vivo nel passato e non so adeguarmi al progresso.

Faresti mai il ghost writer per qualche personaggio famoso?

Se ciò portasse soldi e ragazze si.

Hai senso dell’umorismo? Raccontaci una barzelletta (possibilmente non spinta ;-))

nooooo non so raccontare barzellette che non siano zozze.

Ti piace la letteratura poliziesca. La consideri vera letteratura o un sottogenere?

Dipende. Adoro per esempio la trilogia di jean claude izzo, che considero il mio scrittore preferito. Ma sono sempre un po’ scettico, un altro genere che non sopporto molto è il fantasy.

Hai un agente letterario?

Non ho neanche i soldi per comprare la lettiera al gatto.

Scrivi testi autobiografici?

Tutto quello che scrivo è autobiografico.

Parlaci del tuo ultimo libro.

Parlare dei propri scritti è come masturbarsi tra la folla e a me non piace, preferisco che lo facciano gli altri, tutti quelli che hanno pagato per averlo. Fatevi un giro in IBS e cercatelo “ Meglio per tutti dare la colpa a me”.

Che progetti hai per il futuro?

scrivere. Sto finendo alcuni progetti che per scaramanzia ( sono sempre napoletano eh!) rimarranno segreti

Ti piace leggere tuoi testi in pubblico?

Si e no. Di solito i miei spettacoli sono particolari. Mi accompagno con musicisti blues e creiamo un’atmosfera molto particolare per coinvolgere il pubblico. Anche perchè sarebbe troppo noioso sentire un cretino che parla per un’ora.

Fenomeni come Facebook pensi avvicinino gli scrittori ai lettori?

Si, ricevo spesso commenti, e-mail e messaggi privati da persone che hanno letto il libro e cercano un confronto con l’autore. Molto spesso ci scambiamo anche insulti, ma sempre in modo affettuoso ed amichevole. Adoro i miei lettori.

Hai un blog. Ce ne vuoi parlare?

Ho un sito, www.domenicocosentino.it lo aggiorno spesso con news riguardanti le serate, miei testi, e qualche recensione che scrivo io parlando di qualcosa che davvero ha attirato la mia attenzione. Avevo anche un blog su splinder che ormai agonizza da mesi e che ho lasciato definitivamente al suo decorso naturale. Amen!

Pensi che se uno scrive un buon libro prima o poi un editore lo trova?

Non è semplice, ci vuole tenacia, e non bisogna mai abbattersi dopo un rifiuto. Ma bisogna anche avere del materiale interessante da proporre.

Cos’è  per te la libertà?

Svegliarmi a mezzogiorno, voltarmi nel letto e trovare un culetto bello sodo da palpare.

Hai pensato di scrivere sceneggiature per cortometraggi?

Si ma non sono portato e non saprei come poi trasformarli in immagini. Ho un’amica che è laureata al DAMS di Bologna ma siamo entrambi pigri e non abbiamo mai veramente creato qualcosa.

Scrivere ti rende felice?

Mi rende sicuro, qualcosa in cui sono davvero io, in cui nessuno può entrarci e dire cosa è buono e giusto. Mi sento libero, come Parker quando suonava il suo sax.

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Una Risposta to “:: Intervista a Domenico Cosentino”

  1. cosentinonico Says:

    grazie ragazzi 🙂

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