:: L’inglese di Tiziano di Patrizia Debicke Van Der Noot (Altre Voci edizioni 2026) a cura di Giulietta Iannone

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Già edito nel 2010 per Corbaccio col titolo L’uomo dagli occhi glauchi e ambientato a partire dal 1543, con un lungo preambolo che vi invito a leggere con attenzione, non slegato alla trama, L’inglese di Tiziano, di Patrizia Debicke Van Der Noot edito da Altre Voci edizioni, si apre su un’Europa attraversata da tensioni religiose e politiche: mentre a Trento nel dicembre del 1545 prende avvio il Concilio destinato a ridefinire gli equilibri della cristianità e dare avvio alla Controriforma, il conflitto tra cattolici e protestanti, che ha insanguinato l’Europa, si intreccia con giochi di potere sempre più pericolosi. In questo scenario dominato dall’ombra nera di Enrico VIII, ormai figura instabile e sempre più manipolabile e spietata, si inserisce la missione segreta del giovane Lord Francis Templeton.

Cattolico, figlioccio e persona di fiducia del potente duca di Norfolk, Templeton, uomo d’azione dal fisico atletico e nello stesso tempo abile uomo di corte, arriva a Venezia nel febbraio del 1546 con un obiettivo ufficiale apparentemente innocuo: farsi ritrarre dal maestro Tiziano, nella città lagunare in incognito. Ma dietro questa facciata si cela un incarico ben più oscuro. La città lagunare, descritta con vividezza come un teatro di maschere e inganni nello splendore del Carnevale, diventa il primo banco di prova della sua abilità diplomatica e della sua astuzia. Durante un sontuoso ricevimento al Palazzo Ducale, Templeton udito un commento tra la folla di maschere sventa, aiutato dal capitano pontificio Vasco Doni, un complotto che coinvolge la seducente cortigiana veneziana Angela Gradi teso ad assassinare un principe della Chiesa, ospite del Doge, il cardinale Alessandro Farnese, nipote del Papa Paolo III, e da questo momento coprotagonista se vogliamo del romanzo.

Il viaggio prosegue verso Roma, dove la trama si infittisce ulteriormente. Qui, tra intrighi curiali e seduzioni pericolose, Templeton si trova coinvolto in una rete di passioni e tradimenti dopo l’incontro con una misteriosa duchessa romana, la bella Olimpia Riario, già amante del cardinale Alessandro Farnese. La capitale della cristianità emerge come luogo ambiguo, in cui spiritualità e corruzione convivono, e dove ogni scelta può avere conseguenze irreversibili. E intanto l’alluvione sta per abbattersi su Roma…

La forza del romanzo sta proprio nell’intreccio tra questa trama ricca di colpi di scena e una solida base storica. Debicke Van Der Noot riesce a costruire un racconto che è al tempo stesso thriller politico e affresco rinascimentale. Il segreto che Templeton custodisce e il vero scopo della sua missione in Italia diventano così il motore narrativo, tra svelamenti e disvelamenti, ambiguità e rivelazioi, mantenendo alta la tensione fino alle battute finali, dove i rimandi abilmente disseminati nel testo troveranno piena collocazione, mentre sullo sfondo si delinea un possibile sconvolgimento del destino europeo non solo personale dei personaggi.

Dal punto di vista critico, l’opera convince per la capacità di rendere vivi i grandi eventi storici senza trasformarli in semplice cornice. Il Concilio di Trento, le tensioni religiose e le rivalità tra corti non sono solo sfondo, ma elementi attivi che influenzano le scelte dei personaggi. E questo arricchisce la trama, senza appesantirla eccessivamente con rimandi didascalici, segno distintivo della penna dell’autrice, capace di grande equilibrio e coerenza narrativa.

Dal punto di vista stilistico, la scrittura è fluida, colta e ben cadenzata da periodi lunghi e ariosi: Debicke Van Der Noot alterna descrizioni dettagliate a dialoghi vivaci, specchio dei personaggi, mantenendo costante e viva l’attenzione del lettore, anche il più esigente. Particolarmente riuscita è la caratterizzazione dei personaggi, che non risultano mai semplici figure storiche cristallizzate, ma individui complessi, mossi da desideri, ambizioni e fragilità molto umane, sia i personaggi positivi che gli antagonisti.

In definitiva, L’inglese di Tiziano è un romanzo sontuoso e molto ben scritto che unisce intrigo, storia e introspezione psicologica ed è proprio la ricchezza di dettagli e di riferimenti ad arricchire la trama già cadenzata per ritmo e suspence. Con eleganza l’autrice spazia tra arte, diplomazia e intrighi del Rinascimento europeo confermando la sua grande abilità di muoversi tra epoche e coniugare il rigore documentario dello storico con una narrazione coinvolgente e un pizzico raffinato di sensualità, del vero narratore di razza.   

La figura di Templeton poi, sospesa tra lealtà politica e conflitto interiore, incarna perfettamente il tema centrale dell’opera: l’ambiguità delle identità in un’epoca in cui sopravvivere significava spesso saper indossare più maschere. Il romanzo funziona davvero quando l’arte smette di essere sfondo e diventa rivelazione, trasformando il ritratto di Tiziano nel cuore stesso dell’identità narrativa e io condivido l’intuizione dell’autrice.

Patrizia Debicke van der Noot è nata a Firenze e dopo varie esperienze lavorative dal 2003 si dedica alla scrittura. Ha viaggiato molto e ha trascorso la sua vita sia in Italia che all’estero.
Ha scritto romanzi, gialli, gialli storici con Corbaccio (tra cui L’uomo dagli occhi glauchi ora ripubblicato da AltreVoci con il titolo L’Inglese di Tiziano), TEA, Todaro e AliRibelli, e racconti per antologie e racconti lunghi pubblicati in e-book con Milano Nera e Delos Digital. Ha vinto diversi premi, tra cui il Premio alla carriera al IX Premio Europa nel 2012 e il premio della critica al Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti” di Seravvezza nel 2015 per La sentinella del papa. Nel 2022 si classifica seconda al Liberi di Scrivere Award con Il segreto del calice fiammingo e nel 2025 vince il Premio Selezione IusArteLibri e Festival 2025 per la sezione “Storie Nobili e Nobiliari”.
È collaboratore editoriale di Writers Magazine Italia, Milano Nera, Contorni di noir, Libro guerriero e Liberi di Scrivere, e coordinatore e conduttore per il Festival del Giallo di Pistoia. Tiene conferenze storiche per il FAI, per gli Istituti Italiani di Cultura di Francia e Lussemburgo, per l’Università del Lussemburgo. Conduce workshop di scrittura per scuole medie e superiori.


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