
Mosca e Russia. 1987-1991. Le vite parallele di Viktor, direttore dell’Istituto di Storia del Pcus, e della giovane Tanja impegnata in una tesi su un argomento forse proibito; del giudice Nazar, che mantiene umanità mentre indaga su crimini efferati; dell’attore Mark Kaufman, ossessionato dal romanzo che sta scrivendo sullo sterminio degli ebrei di Odessa, fino alla fine impegnato a travestirsi e salvarsi. Le trame sono destinate a riunirsi nel ben ritmato intrigo giallo noir “Romanzo russo” , lasciando intuire tanti torbidi presenti e fiutare, come ammonisce un verso del poeta Mandel’štam, vittima di Stalin, “i futuri supplizi”. L’espediente romanzesco del grande storico Alessandro Barbero (Torino, 1959) è un narratore che ha ritrovato il lungo manoscritto (un paio di anni prima seppellito da alcuni di loro artisti e intellettuali a Zjuzino) e ci consente di ricostruire l’epoca attraverso il vissuto quotidiano, pensieri e memorie dell’ultimo ambiguo decennio dell’Unione Sovietica.
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