
“Non saprei dire in che maniera fosse accaduto, ma era palese che quella civiltà al tempo stesso tanto fiorente e avanzata e tanto spaventosa era stata sconfitta, annientata. Non se ne vedevano che le macerie. Un virus, una cosa tanto infinitesima e tanto nefasta, aveva rigettato il mondo in un cupo medioevo. Vedendo cotanta miseria dilagare per ogni dove, udendo cotanti lamenti, compresi che mai nome era stato più appropriato per quella calamità: Kali Yuga. L’epoca dell’oscurità. E se da un lato il mio cuore spaurito fu ricolmato di pietà per quella umanità sofferente e disgraziata, dall’altro mi chiesi se non fosse un male necessario al compimento della palingenesi. Dunque, lettore, lascio a te il compito di discernere se codesta eventualità sia da sventare o da benedire, perché, come disse il Santo Francesco, è “morendo, che si resuscita a Vita Eterna”.
La donna li esaminò. – Un franco-indiano, un’italiana e due indiani. Decisamente dobbiamo parlare!
Kali Yuga, edito in una nuova edizione digitale da Delos Digital, di Caterina Mortillaro, vincitrice del Premio Odissea 2019, è un thriller fantascientifico adrenalinico e coinvolgente che ci porta per i quattro angoli del pianeta sulle tracce di un pericoloso hacker che si cela sotto lo pseudonimo, poco rassicurante, di Kalki. I protagonisti, due coppie di simpatici personaggi, si trovano così a combattere una funambolica lotta contro il tempo per salvare il pianeta minacciato da forze oscure e distruttive che traggono le loro origini dal passato e dai miti esoterici della mitologia indiana. Come unica guida un romanzo di fantascienza italiana dei primi del Novecento, precedente alla Grande Guerra, (scovato casualmente in un baule appartenuto a una misteriosa contessa italo-russa Anastasia Bagliotti moglie del conte Alberico Bagliotti e membro della Società Teosofica Internazionale), dal titolo quanto mai profetico di Kali Yuga, scritto da un certo Ermes Anastasi (viaggia nel tempo attraverso il corpo di un uomo del futuro) e pubblicato a Milano dalla Tipografia Fratelli Cavazza. Ma si può cambiare il destino? Giulia, la protagonista principale, che lavorava per la Etnorama, una casa editrice specializzata in autori stranieri di Paesi asiatici e africani scopre che sarebbe iniziato un festival della letteratura proprio a Chennai e si fa mandare in India per approfondire le ricerche sulla Società Teosofica e incontra Florien, un affascinante avvocato metà indiano e metà francese con la fama da playboy, e si trova così invischiata in un’avventura metafisica tra realtà e immaginario, dove mistero, suspense e avventura si fondono in un’unica corrente narrativa che l’autrice sa portare avanti con abilità e destrezza, gestendo una storia complessa e nello stesso tempo scritta con stile immediato, agile e non noioso. Un thriller metaletterario in parte, la cui parte più bella almeno per me è stata quella legata ai libri, l’autrice ha fatto ricerca sui testi riguardante la reincarnazione, la trasmigrazione delle anime, e testi più prettamente utopistici e protofemministi (che ho controllato sono tutti testi non inventati ma realmente esititi come Sultana’s Dream di Rokeya Sakhawat Hossain). Bella la descrizione dell’India con i suoi templi, i suoi slums, le sue sacche di povertà, e la sua mitologia che la Mortillaro conosce approfonditamente. La fantascienza italiana ha finalmente una nuova autrice colta, raffinata e capace di gestire storie anche filosoficamente profonde e impegnative con leggerezza, brio e un pizzico d’umorismo. Da riscoprire.
M. Caterina Mortillaro è nata a Milano. Laureata in Lettere classiche, è insegnante, giornalista pubblicista, traduttrice e dottore di ricerca in antropologia. Nel campo della narrativa ha pubblicato un romanzo contemporaneo per ragazzi, Gli amici della torre normanna (Il Rubino) e numerosi racconti di fantascienza, tra cui Quid est veritas?, secondo classificato al Premio Urania Short, Facciamo venerdì?, pubblicato sul Millemondi Urania Distòpia e Mystika, apparso anch’esso su Urania. Ha curato insieme a Silvia Treves l’antologial’antologia DiverGender. Ha al suo attivo anche il romanzo di fantascienza umoristica Cicerone. Memorie di un gatto geneticamente potenziato, il noir Bollywood Babilonia (Premio Delos Passport 2018), il fantasy umoristico La compagnia del Pisello, finalista al Premio Italia 2021. Devaloka. Il pianeta degli dèi, un planetary romance con elementi di antropologia e religione indiana, ha vinto il Premio Odissea 2019. Questi ultimi sono tutti editi da Delos Digital.
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