:: La dama nera, Sally O’Reilly, (Sonzogno, 2014) a cura di Elena Romanello

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la dama neraTra gli autori di teatro di tutti i tempi, William Shakespeare ha senz’altro una posizione predominante di interesse, ed è stato celebrato in film e romanzi, raccontando la storia della sua vita di cui si sa molto poco e infatti c’è chi ha messo anche in dubbio la sua esistenza, creando un suo alter ego possibile e reale in una delle tante possibilità offerte da un personaggio di cui si conoscono benissimo le opere ma poco il vissuto reale.
La dama nera, primo romanzo di Sally O’Reilly ad essere tradotto in italiano, racconta la storia del Bardo da una prospettiva nuova, quella della donna che ispirò i suoi sonetti più belli, la Dark Lady, perché si sa che Shakespeare aveva una moglie più anziana di lui da cui visse per lo più separato, ma la sua vita privata e personale è nascosta nelle illazioni e nel limbo del non noto, tra amori leciti e illeciti e possibili figli illegittimi, tutto rimasto nascosto nelle pieghe della Storia segreta.
Il romanzo racconta quindi la storia di Aemilia Bassano, figlia di un musicista veneziano di origine ebraica, dama di corte di Elisabetta e favorita di un nobile molto più anziano di lei, che rimane travolta da una passione per Shakespeare, un amore impossibile ma che durerà per tutta la sua vita, che la renderà madre ma la intrappolerà in un matrimonio infelice, riunendola al Bardo solo in età matura, ai tempi della ricostruzione del Globe. Aemilia, personaggio realmente esistito con poche fonti e quindi possibilità di ricamare su, è stata una poetessa, una donna istruita anche in odore di stregoneria, e la sua epopea rivive in pagine cupe e appassionanti, che restituiscono l’epoca di Elisabetta I non solo nel suo splendore ma anche nel suo lato oscuro, tra epidemie, superstizioni, oppressione delle donne, paura del sapere, persecuzioni contro il diverso o presunto tale, e Aemilia era donna, ebrea, italiana, istruita e interessata a cose che la fecero anche additare come strega.
La dama nera è quindi un romanzo storico originale e non scontato, a tratti crudo nelle descrizioni e nelle situazioni, il ritratto di una donna in anticipo sui suoi tempi e che forse fu l’artefice di alcune delle figure femminili shakesperiane più inquietanti, e cioè Lady Macbeth e le streghe appunto di Macbeth, a lei ispirate da alcune esperienze ai confini della realtà.
Un romanzo a tratti onirico e paranormale, che restituisce un’epoca sospesa tra razionale e irrazionale, attraverso le parole di una donna, cortigiana, intellettuale, lavoratrice, che rimane nel cuore di chi legge, fuori dagli schemi di tante, troppe eroine romanzesche, raccontando pagine comunque non notissime dell’epoca, tra bassifondi e corte, tra drammi e gioie, tra felicità impossibili e voglia comunque di lasciare una traccia per i posteri.

Sally O’Reilly giornalista e scrittrice inglese, vive con la sua famiglia a Brighton.


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