:: Arrivano i pagliacci, Chiara Gamberale, (Mondadori, 2014)

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arrivanoSi sa in Italia non si legge. Ce lo dicono le statistiche, ce lo dicono i visi dei librai. Un mio sogno, quando sarò un’anziana zitella petulante (forse già lo sono), è proprio quello di aprire una libreria in cui abbiano diritto di asilo solo i libri belli, come in quei vecchi film con Meg Ryan. Lo so, sono sentimentale da far paura, ma è tutta colpa del libro che ho appena letto, perdonatemi.
Si sa in Italia si ama far altro invece di leggere, e a volte mi chiedo come mai blog come i miei abbiano lettori. Non tanti, ma ce ne ho. Ogni giorno. Fedeli. Eroici, oserei dire. Tengo questo blog aperto per loro, per voi. Questo blog con tutti i suoi difetti, con la mia gestione un po’ anarchica, un po’ eccentrica, con i costi che non rientrano, con i disagi e la vita di tutti i giorni che scorre parallela.
Comunque dicevo la gente non legge. Capirne i motivi sarebbe interessante. Studiarli, sviscerarli, analizzarli sotto la lente di ingrandimento. Magari attualmente ci sono decine di laureandi che stanno scrivendo una tesi su questo argomento. Mi piacerebbe leggerle. Mi piacerebbe capire.
E se il motivo reale, la causa di tutto fosse che non ci sono in circolazione buoni libri? Già, a volte me lo chiedo, e so che forse questa risposta è solo parziale, è solo un frammento del grande mosaico che è l’editoria. I classici sono sempre disponibili, Henry Miller, Vladimir Nabocov, Fëdor Dostoevskij, per citare i primi tre autori che mi vengono in mente, sono ancora disponibili. Ma a quanto pare nessuno legge neanche loro.
A quanto pare c’è un processo in corso complesso e strano, fatto di omissione, disinteresse, occultamento. Eppure, eppure ci sono menti creative, originali, eccentriche, anche tra gli scrittori contemporanei, scrittori ai quali perché non dare una possibilità?
Prendiamo Chiara Gamberale, autrice di Arrivano i pagliacci, il libro che ho appena letto, e ha suscitato in me tutte queste riflessioni.
Premetto che questo libro non parla di editoria, cali di vendita, o altro. E’ più che altro un diario, uno scritto di una ragazza di vent’anni, un po’ bizzarra, che lascia in un quaderno frammenti della sua vita legati agli oggetti che la sua casa contiene. Oggetti che ha intenzione di lasciare per colpa di un trasloco. E questo quaderno viene lasciato in eredità ai successivi proprietari. Come un dono, come un impegno preciso a mantenere la memoria delle cose. Perché è infondo la memoria che ci rende così caratteristici nella scala evolutiva.
E le parole costruiscono mondi, i bravi scrittori proprio questo riescono a fare. Lasciando ampi margini di libertà. Ogni lettore si può poi costruire la sua storia, facendo nascere le sue riflessioni, i suoi collegamenti mentali. Scavando nella propria memoria.
Dico la verità, se Maddalena di Babel Agency non me l’avesse proposto, non l’avrei letto. Non è il mio genere, anche se invecchiando sto diventando sempre più onnivora, tuttavia non mi pento di avere accettato. Forse anche per i motivi della nuova pubblicazione di questo libro. Arrivano i pagliacci uscì già nel 2003 per Bompiani, sono passati diversi anni da allora e come succede sempre sembra che i libri abbiano una scadenza e a volte diventino introvabili. La Gamberale così ha deciso di dare nuova vita al suo libro, tornando su uno scritto di quando era anche lei ventenne e dandolo, oggi, da pubblicare a Mondadori.
Così ecco di nuovo Allegra Lunare, e il suo associare ricordi della sua famiglia, dei suoi amori, dei suoi amici,  agli oggetti contenuti nella sua casa. Anche i libri letti in età diverse sono diversi. Figuarsi scriverli. Chissà che effetto avrà fatto all’autrice salire in questa particolare macchina del tempo? Un po’ come in quei film americani in cui gli studenti di una classe seppelliscono oggetti in una scatola del tempo e la riaprono vent’anni dopo. Allegria, tristezza, tragedie, eventi buffi. Tutto concentrato in un piccolo vaso di Pandora.
E poi probabilmente nella vita, come al circo, non ostante tutte le tragedie alla fine arrivano sempre i pagliacci.

Chiara Gamberale, giovane romana nata nel 1977 è scrittrice, collaboratrice di La Stampa, Il Riformista e Vanity Fair, conduttrice radiofonica e conduttrice televisiva italiana. Nel 1996 vince il premio di giovane critica Grinzane Cavour promosso da La Repubblica e nel 2008 riceve il Premio Campiello per il libro La zona cieca. Tra i suoi romanzi ricordiamo Le luci nelle case degli altriL’amore quando c’era, Quattri etti d’amore grazie e  Per dieci minuti.

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