Eeny, meeny, miny, moe
Catch a baby by the toe
If it squeals let it go,
Eeny, meeny, miny, moe.
Da questa filastrocca infantile inglese prende il titolo originale Questa volta tocca a te (Eeny Meeny, 2014), romanzo di esordio di M.J. Arlidge, edito in Italia da Corbaccio (in Inghilterra da Penguin Books), e tradotto da Giovanni Arduino, il traduttore di Stephen King. Un thriller a tinte forti, con sfumature horror, (non mancheranno sangue, escrementi, frustate, torture psicologiche) primo della serie che vede protagonista l’ispettrice Helen Grace della polizia di Southampton. A settembre uscirà in Inghilterra il secondo volume dal titolo Pop Goes the Weasel e credo subito dopo anche da noi data l’accoglienza piuttosto positiva che ha suscitato.
Questa volta tocca a te diciamolo subito è un romanzo piuttosto disturbante, per alcuni versi anche eccessivo, con molte vittime, indirizzato ad un pubblico adulto non c’è bisogno di sottolinearlo credo. Chi ha letto 50/50 killer di Steve Mosby, romanzo che a suo tempo abbandonai, ci vedrà delle somiglianze, innanzitutto con la tortura psicologica messa in atto dal serial killer al centro della vicenda. Un serial killer che non uccide direttamente nessuno, per lo meno nel presente, e anzi affida l’omicidio vero e proprio alle sue vittime.
Lo schema è sempre lo stesso, ripetuto all’infinito: due persone vengono narcotizzate e rapite. Possono essere due fidanzati, madre e figlia, colleghi di lavoro, due prostitute. Si risvegliano in un luogo chiuso che può essere un container o una cantina, o le mura di casa propria, senza acqua, senza cibo. Urlare è inutile. Nessuno li sentirà, e li verrà a salvare. Unica via d’uscita una pistola, con un unico colpo e un cellulare che comunica che si salverà colui che ucciderà l’altro. Al serial killer non interessa chi uccide chi, perché entrambe le vittime, sia chi muore che chi vive, pagheranno un prezzo altissimo, in una vendetta incrociata diretta ai danni proprio dell’ispettrice Helen Grace che ha un legame con tutte le vittime.
Una trama complessa, spezzata in capitoli brevi, di poche pagine, con vertiginosi cambi di scena. Questo è lo schema utilizzato dall’autore per tenere alta la tensione di questo thriller piuttosto anomalo e avvolto da un’ atmosfera morbosa, anche se M.J. Arlidge non supera mai certi limiti rendendo la lettura tollerabile. Interessante il personaggio di Helen Grace, vittima di traumi infantili e di un passato piuttosto ingombrante che tenta di esorcizzare con sedute di bdsm. Ottimo il cast di comprimari, tra cui i membri della squadra investigativa, uno di questi vivrà una parentesi sentimentale con la protagonista. Le scene della prigionia e degli omicidi sono piuttosto realistiche e sgradevoli. Dunque se amate l’horror più del thriller, avrete pane per i vostro denti.
M.J. Arlidge lavora in televisione da quindici anni e si è specializzato nella produzione di serie di alto livello. Ha iniziato alla BBC e ha poi trascorso sette anni alla Ecosse Films. In seguito ha creato una sua società di produzione specializzata in crime serial. Il suo primo romanzo, «Questa volta tocca a te», è diventato un caso editoriale internazionale in tutto il mondo. Attualmente sta lavorando a un adattamento di Addio alle armi di Hemingway per la BBC/FX.
Lascia un commento