In questo afoso inizio d’estate segnalo l’uscita di Gengis Kahn Il figlio del Cielo di Franco Forte, edito per Mondadori nella collana Oscar Bestseller. Un volume corposo, 670 pagine, riedizione di un’ opera ad ampio respiro, una vera e propria biografia romanzata, dedicata al grande condottiero mongolo, uscita alcuni anni fa in due volumi. (C’è anche una versione televisiva per Mediaset di cui Forte scrisse la sceneggiatura). Per i più curiosi riporto la sinossi del romanzo:
“Tu sei Khan, adesso, Gran Signore dei Mongoli. E noi ti chiameremo Gengis, il Guerriero Perfetto”.
Così venne definito l’uomo che è stato il più grande condottiero che la storia umana ricordi, un imperatore intelligente e tenace, un guerriero furbo e imbattibile, un sovrano illuminato, un conquistatore di terre il cui dominio andava al di là di ogni più vasta ambizione umana.
Gengis Khan, nato cento anni prima di Marco Polo, in quello che i cinesi definiscono l’anno del Cavallo, ha saputo estendere il suo dominio sui popoli e sui territori del continente asiatico, dal Mar della Cina al Mar Nero e al Mediterraneo, dalla Siberia all’Himalaia. Tutta l’Asia cadde sotto il dominio di Gengis Khan e dei suoi successori. Un impero più vasto di quello dell’antica Roma, di Napoleone e di Alessandro Magno messi insieme, che si arrestò alle porte dell’occidente solo perché Gengis Khan non voleva contaminare il suo regno con la mollezza della civiltà europea, e che condizionò in modo preponderante la storia e la cultura della Cina, del Tibet, della Persia, della Russia e dell’Europa, diffondendo ovunque, dopo gli anni del terrore, quella onesta e tollerante propensione alla pace e al buon regno che passò alla storia come Pax Mongola.
Il nome di questo formidabile condottiero è noto a tutti, ma ben pochi conoscono le sue gesta e lo stile di vita del popolo dei mongoli, che regnarono su tutto il continente asiatico senza mai rinunciare alla loro tradizione nomade e tollerando tutte le forme di religione, ma imponendo le leggi di Gengis Khan ai popoli asserviti e tenendo in scacco l’occidente per oltre duecento anni.
La storia della vita di quest’uomo e l’epopea della sua maturazione e delle imprese di conquista alla guida del suo popolo sono un misto di storia e leggenda che si contendono tutto il fascino di uno dei periodi più devastanti, e al contempo più edificanti, della storia umana.
Mai nessuno ha vissuto al pari di Gengis Khan, e la cronaca delle sue avventure è la più affascinante e spettacolare delle storie che possano essere raccontate. L’epopea di un uomo, del suo popolo e del più vasto impero che mente umana ricordi.
Franco Forte è giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore e consulente editoriale.
Direttore Editoriale delle collane da Edicola Mondadori (I Gialli Mondadori, Segretissimo, Urania), ha pubblicato dodici romanzi, tra cui l’ultimo è “Il segno dell’untore” (Mondadori), diversi saggi e un manuale di scrittura per gli autori esordienti.
E’ stato fra gli autori di alcune importanti serie televisive, come “Distretto di Polizia”, “RIS: Delitti imperfetti” e “Intelligence” e ha scritto la sceneggiatura del film TV “Giulio Cesare”, trasmesso da Canale 5, e dello sceneggiato su Gengis Khan, andato in onda su Rete 4 e su Discovery Channel.
Come giornalista è stato direttore di importanti testate, ha una rubrica settimanale di opinione sul quotidiano “Il Cittadino” ed è direttore responsabile delle riviste “Writers Magazine Italia”, “Robot” e “Delos Network”, il network di siti di Delos Books, che comprendono: Fantascienza.com, FantasyMagazine.com, ThrillerMagazine.com, HorrorMagazine.com.
Ha svolto anche una intensa attività come traduttore, occupandosi di autori come Donald Westlake, Walter Jon Williams, Frederick Pohl, Harry Harrison e altri.
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