:: Il Gran Diavolo, Sacha Naspini, (Rizzoli, 2014)

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il-gran-diavoloGiovanni de’ Medici, figlio di Caterina Sforza, passato alla storia come Giovanni dalle Bande Nere, ultimo Capitano di ventura del Rinascimento, è il protagonista dell’ultimo romanzo di Sacha Naspini, Il Gran Diavolo, edito da Rizzoli nella collana I signori della guerra.
Morto giovanissimo di setticemia, dopo una vita trascorsa sui campi di battaglia a combattere per diversi fronti e soprattutto per i due papi medicei (Leone X e Clemente VII) che si succedettero alla testa dello Stato Pontificio, Giovanni sembra uno di quei personaggi usciti da un dipinto del Caravaggio, nati dai violenti contrasti di luci e ombre, che sbalzano le figure quasi fuori dalla tela, stesso stile che se vogliamo Naspini adotta per la sua scrittura. Ne esce quindi un affresco a tinte cupe, di un’ epoca violenta e brutale, altra faccia dell’immagine di saggia avvedutezza e splendore che il Rinascimento porta con sé. Un’ epoca di guerre feroci, di sangue sparso, di malattie, di pratiche occulte, e proprio quest’ultimo passaggio, grazie al personaggio di Niccolò Durante detto il Serparo, emerge da questo romanzo acre e a suo modo duro, decisamente poco incline a cedere alle facili derive commerciali che sembrano condizionare molti romanzi storici di questi ultimi anni.
Naspini conserva un suo stile personale e schietto, da buon toscano, capace di unire genuina vitalità e ricchezza narrativa e si avvicina per la prima volta al romanzo storico descrivendo la storia di un’ amicizia virile, tra un nobile e un popolano se vogliamo, depositario di un’ antica saggezza tramandata di padre in figlio, figlio che per un gioco del destino non potrà avere. Sia Giovanni che Niccolò, sono in un certo senso personaggi moderni e straordinari, umanamente sfaccettati che Naspini tratteggia con piglio sicuro, portandoci in un mondo così lontano e carico di aspettative. Giovanni spera in un possedimento, e questa speranza anima il suo coraggio in battaglia, la sua ferocia, sarà detto proprio il Gran Diavolo dai lanzichenecchi guidati da von Frundsberg, soldati germanici al soldo di Carlo V, sui acerrimi nemici, fino alla morte, conseguenza inevitabile della sua breve vita al servizio della guerra. Niccolò spera di tramandare il suo sapere antico, lo farà con chi non è sangue del suo sangue, ma è come se lo fosse.
Dedicato a Luigi Bernardi, che ha reso possibile materialmente questo libro portandolo in Rizzoli, Il Gran Diavolo è un libro a strati, lo si può leggere per passare il tempo in modo intelligente, lo si può leggere per saperne di più di un’epoca ancora oscura, e piena di insidie e di ombre, lo si può leggere per imparare a conoscere meglio il mondo narrativo di Sacha Naspini, perché non ostante sia ambientato nell’Italia del 500, molte tematiche di questo romanzo sono decisamente tipiche dell’autore: l’amicizia, la solidarietà, il coraggio, l’ingiustizia della vita, il tradimento, la lealtà, la speranza, il dolore, la morte.
Dunque una lettura corposa, affatto banale o superficiale, attenta sì alla ricostruzione storica e alla verosimiglianza dei dialoghi, adatti a soldati mercenari del ‘500, ma nello stesso tempo capace di affrontare anche temi profondi, nella più pura tradizione del romanzo letterario. Forse l’inizio è un po’ lento e le prime scene saltano un po’ come quadri slegati, costringendo il lettore a ricostruire la trama, ma già dopo i primi capitoli la lettura si fa agevole, e si entra nello spirito del libro, e l’iniziale avversione per Giovanni, ragazzo rissoso e sregolato, si stempera in una sorta di inquieta simpatia se non ammirazione, merito soprattutto dell’autore e della sua capacità di dare profondità ai personaggi.

Sacha Naspini (Grosseto, 1976) è autore di numerosi romanzi, tra i quali I Cariolanti (2009) e Le nostre assenze (2012), e scrive per il cinema e la tv.

Una Risposta to “:: Il Gran Diavolo, Sacha Naspini, (Rizzoli, 2014)”

  1. IL GRAN DIAVOLO su LIBERI DI SCRIVERE | SACHA NASPINI Says:

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