:: Crisis, Alberto Cola, Francesco Troccoli (Della Vigna, 2013) a cura di Marco Minicangeli

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FER013bigNon c’è dubbio alcuno che la capacità di predizione sia uno degli aspetti maggiori della fantascienza. Non l’unico ovviamente – pensiamo, per esempio, alla sua capacità critica o all’aspetto metaforico – ma tra i più importanti. Ecco, è probabilmente da qui che Alberto Cola e Francesco Troccoli sono partiti per assemblare questa antologia, illuminante e coinvolgente al tempo stesso, hanno preso spunto dalla crisi economica (che non poteva non essere anche sociale) che ha abbracciato il mondo intero e rivolgendosi agli autori hanno chiesto di “raccontarci una storia ambientata in una qualsiasi regione terrestre e in un periodo posto a un massimo di cento anni dalla ‘più grande recessione planetaria di tutti i tempi’”.
Il prodotto è stato Crisis, una raccolta di otto racconti di un livello molto buono, curata da Alberto Cola e Francesco Troccoli per la collana Fermenti dell’editore Della Vigna.. Gli autori che vi hanno partecipato si sono cimentati con gli aspetti più svariati di questo difficile momento e hanno ipotizzato le situazioni più fantasiose, sempre però con un occhio al reale. Insomma, non fantasia pura, ma il tentativo di immaginare il mondo-a-venire. Abbiamo così, il racconto “Nove anni” di Giulia Abate, una specie di legge del contrappasso, una controstoria dei flussi migratori che in Italia, contrariamente quanto è avvenuto in altri paesi, non siamo mai riusciti a far diventare una risorsa e con la buffonesca intransigenza leghista e fascista abbiamo di fatto rinunciato a gestire. Con il pluripremiato Donato Altomare (“L’anima del diavolo”) abbiamo invece un racconto tutto sommato pieno di speranza dove il calcio ha ormai assunto la valenza di una sorta di guerra tra Comuni. Ecco, forse è proprio il termine speranza che meglio ci sembra definire Crisis, una raccolta di storie mai buoniste, ma come le hanno definite gli stessi curatori “umaniste”. Prendiamo, altro esempio, “La saggezza delle montagne” di Francesco Grasso, altro Premio Urania, dove si ipotizza un nuovo inizio e un ritorno alla terra. A questa storia quasi bucolica fanno da contraltare racconti più duri in cui si ipotizza la tentazione dell’avvento dell’uomo forte (o dell’ideologia dominante) come unico strumento per uscire dalla crisi.
Cos’altro dire? Che il libro è stato pubblicato nella doppia versione cartacea ed elettronica e questa ci sembra un’ottima scelta, e che la copertina di Luca Frasca (molto bella) è evocativa e al tempo stesso provocatoria. Da leggere.

Alberto Cola, classe 1967, è un autore di fantascienza. Suoi racconti sono stati pubblicati in antologie di vari editori tra i quali Mondadori, Il Cerchio, Ennepilibri, Delos Books, Perseo Libri e altri, e sulle riviste Robot, Writers Magazine Italia, Selezione dal Reader’s Digest, DEV e in Francia su Lunatique. Nel 2010 il romanzo Ultima pelle viene edito da Kipple mentre, sempre nel 2010, viene pubblicato su Urania il romanzo Lazarus, vincitore del Premio Urania 2009. Nel 2011 vede la luce l’antologia Mekong (Delos Books) che racchiude tredici dei suoi migliori racconti, antologia introdotta dalla prefazione di Valerio Evangelisti. (Fonte Wikipedia)

Francesco Troccoli, è nato a Roma nel 1969. Autore di  racconti e romanzi di fantascienza, tra cui Ferro sette (Curcio Editore) e a cui segue nel 2013 sempre con lo stesso editore Falsi Dei.

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