:: Una luna magica a New York, Suzanne Palmieri, (Garzanti, 2013) a cura di Elena Romanello

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streghePeriodicamente l’immaginario fatto di romanzi, film, telefilm e fumetti torna ad occuparsi delle streghe, figure iconiche prima profondamente disprezzate e demonizzate e poi esaltate come simbolo del femminismo e del potere delle donne. In una produzione però abbastanza massificata e uguale a se stessa spicca il romanzo di Suzanne Palmieri, Una luna magica a New York, perché le sue sono streghe decisamente un po’ diverse, non maliarde, non potentissime, non paladine contro il male, ma simili alle donne che si incontrano e che forse Suzanne ha conosciuto nella sua vita.
Le protagoniste magiche di questa storia sono infatti italo americane, come l’autrice, ma sono soprattutto donne, tra ieri e oggi, dotate di immancabili poteri paranormali ma alle prese con tanti problemi reali, nella loro casa misteriosa di New York, a metà strada tra quella della famiglia Addams e quella delle sorelle Halliwell, ma comunque accogliente per chi è in cerca di risposte e di un nido a cui tornare.
Tutto parte quando Eleanor, brillante studentessa a Yale, fugge dall’ex fidanzato violento di cui è incinta ma anche dalla madre Carmen, attrice che l’ha seguita molto poco, e si rifugia a New York, dalla nonna e dalla prozia, dove sa di poter essere felice e protetta, anche se non ricorda niente della sua infanzia. In quella casa singolare e stregata, dove sono successi fatti strani e anche tragici in particolare negli anni della Seconda guerra mondiale, Eleanor scoprirà i misteri della sua famiglia, a cominciare da quelli sconcertanti e toccanti dell’anziana Itsy, e della sua vita, con il perché non ricorda niente, e troverà un nuovo inizio, riscoprendo un vecchio amore in Anthony, un principe azzurro sui generis, ma anche in questa maternità non cercata ma voluta, che difenderà con l’aiuto di queste parenti anziane ritrovate.
Una luna magica a New York è un libro che può piacere a vari tipi d pubblico, innanzitutto a chi ama le storie al femminile, visto che qui il tema dei poteri magici, vissuti dalle protagoniste più come una maledizione che come un privilegio, è presente ma non predominante come in altre storie, e si parla dell’essere donna tra ieri e oggi, di amore, aspirazioni, maternità, sogni, strade da percorrere.
Il libro potrà anche piacere agli amanti di narrativa fantastica, magari quelli che apprezzano le mescolanze tra i generi e più il realismo fantastico (quello presente, a livelli però più alti, in tanti romanzi sudamericani), tenendo conto che qui si parla di poteri magici per parlare di cose reali, a cominciare dalla violenza sulle donne ad opera di ex, tema attualissimo, ma anche di razzismo e rapporti familiari, e non c’è l’ennesimo scontro tra Bene e Male, tra streghe buone e demoni malvagi, come ci hanno abituato negli anni altre storie, dai romanzi di Melissa Marr al serial Charmed.
Spiace forse un po’ che il finale sia leggermente confuso, visto che Suzanne Palmieri non conclude tutte le storie come meriterebbero, in questa realtà intrisa di magia, dove il paranormale si nasconde nella vita di tutti i giorni ma dove non riesce ad avere comunque l’ultima parola, perché quello che conta è la realtà, con tutti i suoi problemi, drammi, ma anche le sue gioie. Traduzione dall’inglese di Serena Lauzi, titolo originale,The Witch of Little Italy.

Suzanne Palmieri, insegnante e scrittrice, vive nel Connecticut con il marito e le tre figlie. Venduto in tutto il mondo, Una luna magica a New York, il suo romanzo d’esordio, ha ricevuto consensi entusiastici dalla stampa, dai librai e dai lettori.


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