L’alibi della vittima, Giovanna Repetto, (Gargoyle Books, 2014) a cura di Davide Mana

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Alibi vittima altaAmbientato nella periferia romana, L’Alibi della Vittima, di Giovanna Repetto, è un romanzo corale, che segue le vicende di un gruppo di personaggi – su ambo i lati della legge – e costruisce come un mosaico una intricata vicenda di droga, malaffare, corruzione quotidiana, che sfocia in un omicidio.
Il meccanismo poliziesco è ben costruito ed efficace – per quanto non originalissimo – ma è forse nel cast, composto da personaggi tutti, chi più chi meno, corrotti o corruttibili, imperfetti per necessità o per scelta consapevole, che si identifica l’elemento critico della narrativa, sul quale probabilmente ruota il successo del romanzo.
Se la descrizione di una umanità fallibile ed impegnata in una disperata ricerca della gratificazione istantanea è nelle corde del lettore, allora questi non mancherà di restare profondamente soddisfatto dalla lettura.
Se invece un panorama umano tanto desolante dovesse apparire monocorde e manierato ad un osservatore esterno, è probabile che la lettura si chiuda con una certa irritazione.
Non quindi un titolo per tutti, ma comunque interessante per chi volesse farsi un’idea della direzione nella quale stia andando la letteratura poliziesca nel nostro paese.

Giovanna Repetto è nata a Genova, risiede da tempo a Roma dove svolge la professione di psicologa, e in questa veste si occupa da trent’anni di problematiche legate alle dipendenze patologiche. È da vent’anni redattrice della rivista letteraria online Il Paradiso degli Orchi. Le sue opere di narrativa hanno ricevuto diversi riconoscimenti, fra cui il premio Selezione Bancarellino  conferito nel 2000 al romanzo per ragazzi La banda di Boscobruno (Mobydick 1999) e il premio Navile Città di Bologna per Palude, abbracciami! (Mobydick 2000). Ha pubblicato inoltre i romanzi L’ agente immobiliare e Cartoline da Marsiglia (Mobydick 2002 e 2004).

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