Traduzione di Susanna Basso
“La vita a Jubilee segue ritmi primitivi, stagionali. Le morti avvengono in inverno; i matrimoni si celebrano d’estate. C’è una buona ragione per questo: gli inverni sono lunghi e rigidissimi e i più vecchi e deboli non sempre ce la fanno a superarli ….”
Il freddo e l’inverno sono terra fertile per i racconti e i ricordi. La stagione malinconica tende a risvegliare i ricordi più segreti e dolorosi. Durante i freddi inverni canadesi degli anni 50, quando non esisteva la moderna tecnologia a tenere compagnia nelle case, è facile immaginare le persone strette accanto ad un fuoco a ripercorrere le tappe della propria vita, dall’infanzia fino al loro presente.
In questo modo, molto spesso, sono nati i libri più belli e più intesi che noi oggi leggiamo e questi racconti, scritti sapientemente dalla penna di Alice Murno, sono stati pubblicati per la prima volta nel 1968. Oggi ritornano in auge con una nuova ristampa .
La scrittrice ci accompagna in un viaggio lungo e molto spesso doloroso, da voce ai suoi protagonisti, quasi esclusivamente donne, la cui vita difficile viene narrata attraverso gesti semplici. Sono storie appassionanti, ricche di significato, profonde e toccanti. I personaggi sono un ritratto, a volte sbiadito, della scrittrice stessa: si descrive bambina, la cui vita gira intorno alla fattoria nella quale vive nella campagna canadese, le lunghe giornate trascorse ad aiutare i famigliari in faticosi lavori domestici, appare poi come scrittrice che cerca un luogo tranquillo dove poter dare libero sfogo alla sua ispirazione, e poi donna adulta che torna a casa.
Questa in particolare è una vicenda molto commovente . La protagonista ha lasciato le mura domestiche in giovane età; ha trovato marito e si è costruita la sua vita altrove. Non ha assistito la madre affetta da una grave e degenerante malattia, in quanto non ha mai fatto ritorno a casa. La sorella invece, si è dedicata interamente e per tutta la sua vita alla cura della madre, l’ha vista soffrire in casa e successivamente in ospedale, luogo dal quale non fece ritorno; ha rinunciato alla propria vita e trovandosi da sola e libera non sa come riprendere le fila della propria esistenza.
Ci troviamo poi ad affrontare un altro tema delicato e altresì doloroso: la perdita di un figlio. Il tema è decisamente autobiografico, la scrittrice infatti perse la figlia Catherine a poche ore dalla nascita. Il dolore di una madre che perde il proprio figlio è innaturale, per questo inconcepibile, e quasi impossibile da descrivere. Anche in questo la bravura della scrittrice viene messa alla prova e il risultato è eccellente. Le parole sono semplici, la storia è ricca di gesti semplici e comprensibili, attraverso i quali scaturisce tutta la violenza e il dolore che la perdita stessa genera.
Alice Munro in una sua recente intervista ha dichiarato che lei ritiene “interessante qualsiasi vita e qualsiasi posto”. Inoltre si ritiene fortunata ad essere vissuta in una sperduta provincia canadese, secondo lei non ha avuto alcuna competizione con altri intellettuali, perchè allora era lei l’unica ad essersi appassionata alla scrittura. Queste affermazioni sono sicuramente vere tuttavia l’eccellenza della sua scrittura e la sua semplicità sono un dono inestimabile, che l’avrebbe in ogni caso fatta emergere nell’ambiente letterario, a qualsiasi livello.
Alice Munro, premio Nobel per la letteratura 2013, è la più importante autrice canadese contemporanea. È cresciuta a Wingham, Ontario. Ha pubblicato numerose raccolte di racconti e un romanzo. Fra i molti premi letterari ricevuti, per tre volte il Governor General’s Literary Award, il National Book Critics Circle Award, l’O. Henry Award e il Man Booker International Prize. I suoi racconti appaiono regolarmente sulle più prestigiose riviste letterarie. Dell’autrice Einaudi ha pubblicato Il sogno di mia madre (2001), Nemico, amico, amante… (2003), In fuga (2004), Il percorso dell’amore (2005), La vista da Castle Rock (2007 e 2009), Segreti svelati (2008), Le lune di Giove (2008), Troppa felicità (2011), Chi ti credi di essere? (2012) e Danza delle ombre felici (2013).
Scopri di più da Liberi di scrivere
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Lascia un commento