:: Recensione di Quando eravamo foglie nel vento di Anne Korkeakivi (Garzanti, 2013) a cura di Elena Romanello

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foglie ventoClare Moorehouse è una donna altoborghese di mezza età, che vive a Parigi con il marito aiuto ambasciatore, con due figli adolescenti a scuola in Gran Bretagna. Deve preparare una cena molto importante per la carriera del coniuge, che dopo aver girato per il mondo sarà destinato ad un’altra sede, molto probabilmente Dublino.
E Dublino, capitale dell’Irlanda, nasconde ricordi di fatti che Clare vorrebbe dimenticare e di cui non ha mai parlato in casa, visto che quando era ragazza si lasciò coinvolgere da un attivista dell’IRA a portare dei soldi per finanziare la lotta armata, credendo poi che lui fosse morto. Ma il passato è pronto a riafforare, e Clare dovrà fare i conti non solo con il suo presente che le sembrava tanto perfetto e agiato, in una Parigi in cui lei si trova a suo agio ma in cui riemergono le sue bugie e presenze che credeva scomparse allora, in un’estate che ha fatto di tutto per rimuovere.
Un libro che scorre come un thriller tra colpi di scena e agnizioni pur non essendolo, costruendo efficacemente la vita di oggi nella Ville Lumière ma anche un passato recente, che a volte sembra rimosso, quando, non più tardi di due decenni fa le Isole Britanniche erano teatro di attentati sanguinosi, effetto evidente di una questione mai risolta per decenni che poi ha trovato una sua ricomposizione, a differenza di altri fatti narrati anche nel libro, come il richiamo all’attentato alle Torri Gemelle e non solo.
Clare, paragonata da alcuni a Miss Dalloway di Virginia Woolf, è una donna che crede di aver raggiunto un certo equilibrio e una certa felicità, ma che è ancora profondamente vulnerabile di fronte al richiamo di un passato che ha cercato in tutti i modi di rimuovere: un tema non nuovo, ma che qui viene trattato in maniera originale, mescolato con la Storia degli ultimi decenni e la contemporaneità di un oggi che non è comunque mai rassicurante, visto che nessuna questione, nemmeno quella nord irlandese, può dirsi risolta una volta per tutte.
Quando eravamo foglie nel vento è un romanzo al femmile di introspezione psicologica, ma anche un libro da leggere per chi è interessato a cosa è successo e continua a succedere nel mondo di oggi a livello globale, in mezzo a nuovi conflitti e a vecchi problemi mai risolti. Senza contare gli aspetti più mondani e la descrizione della preparazione del pranzo in questione, uno dei tanti pranzi letterari, da Karen Blixen con Il pranzo di Babette a Joanne Harris con Chocolat, che non mancherà di far venire un po’ di acquolina in bocca.
Toni da thriller, certo, con una scoperta della verità, anzi di due verità, perché Clare si troverà coinvolta con il presunto attentatore di un politico nella Francia di oggi, ma anche viaggio in un animo femminile per fare la pace con errori, sogni e aspirazioni del passato, per sistemare un presente che rischia di essere mandato in frantumi, e che andrà difeso anche facendo i conti con quello che si è fatto di sbagliato.
Quando eravamo foglie nel vento è un libro interessante, forse poco deciso a tratti tra psicologia e thriller, capace di comporre un ritratto di signora contemporanea, in un mondo che può anche dare gratificazioni ma che resta pericoloso e contraddittorio.

Anne Korkeakivi, nata a New York, ha vissuto per dieci anni in Francia e ora trascorre buona parte dell’anno in Svizzera con il marito e le due figlie. È autrice di racconti e di articoli pubblicati sui maggiori periodici americani.


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