Non avevo mai letto Sharon Bolton. Confesso di aver acquistato il libro perché il prezzo mi è parso decisamente più equo dei soliti 20 euro… Dunque… storia di suicidi indotti in ambiente universitario. Spunto non nuovissimo e più volte trattato in numerosi thriller di questa stagione italiani e stranieri. Comincia comunque con una sequenza che t’induce a procedere nella lettura. Arrivo a metà saga per cui non conosco bene i personaggi (però sono andato a procurarmi qualche episodio precedente). Forse non il miglior thriller che ho letto negli ultimi tempi, ma l’ho finito in meno di una settimana il che significa che la sostanza c’è. Un buon giallo, come si dice. Forse non giova alla lettura il continuo cambio, a volte nello stesso capitolo, di prospettiva, di io narrante e terza persona, l’andare un po’ freneticamente avanti e indietro. Ma la suspense c’è, il finale è adeguato e ci sono almeno un paio di sequenze ‘ de paura’ da manuale. Quindi, malgrado sia un thriller al femminile con situazioni un po’ da commedia e personaggi maschili generalmente ‘belli e impossibili’ , la narrazione è vivace, i dialoghi reggono sia la tensione che la commedia e non ti molla fino alla fine. Solo un appunto nei risvolti di copertina. Perché insistere a dire che si tratta di una ottima ‘introspezione psicologica’ dei personaggi? Mi sembra un tentativo di nobilitare un testo che non ne ha bisogno. Basterebbe dire che è un ottimo giallo, che i personaggi sono verosimili e agiscono servendo la trama. Perché far passare una cosa per quello che non è? Ma questo è un altro discorso. Il thriller, almeno da noi, deve sempre mascherarsi. E questo ha tutti i numeri per accontentare un vasto pubblico con qualche ora di sano intrattenimento. Niente di più ma neanche niente di meno.
Sharon Bolton è nata nel Lancashire, in Inghilterra. Prima di dedicarsi alla scrittura, ha lavorato con successo nel marketing e nelle pubbliche relazioni. Vive nei pressi di Oxford con il marito e il figlio. Mondadori ha già pubblicato Sacrificio (2008), Il risveglio (2009), che ha vinto il Mary Higgins Clark Award, Raccolto di sangue (2011) e Ora mi vedi (2012).
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