La Beat edizioni continua la sua proposta di best-seller del passato, presentando un nuovo titolo di Anya Seton dopo il medievale Katherine, Verde oscurità, romanzo storico ma anche affascinante salto tra tempi diversi, con riferimenti al tema della reincarnazione, pubblicato dall’autrice nel 1972 dopo vari anni di lavorazione e forse la sua opera migliore.
Celia, giovane americana di oggi (o meglio del 1968, anno di scrittura del libro) è fresca sposa del baronetto Richard e, in visita nei luoghi di lui nelle campagne inglesi, cade in uno stato di profonda prostrazione e in lei rivive la vicenda di un’altra Celia, vissuta a metà Cinquecento, amante appassionata del prete perseguitato Stephen e destinata ad una fine tragica e mai veramente svelata. Forse solo rivivendo e risolvendo i drammi di quel passato Celia riuscirà a poter vivere una vita normale e felice, anche perché quel passato sta distruggendo il suo presente.
Verde oscurità è un romanzo intrigante e originale, diviso tra una parte di ambientazione moderna in cui si costruisce la cornice di questo viaggio nel tempo, e le vicende storiche, che ricostruiscono, tra intrighi, lotte, passioni, bassezze, l’Inghilterra tra la morte del giovanissimo re Edoardo, unico figlio maschio di Enrico VIII, il breve e cruento regno di Maria la sanguinaria e l’ascesa di Elisabetta, svelando una stagione di oppressione e lotte religiose, rimasta nell’immaginario britannico al punto che Bloody, il soprannome della regina Maria, è ancora oggi uno degli insulti peggiori.
Anya Seton costruisce un romanzo con due storie interessanti che si intersecano, parlando della reincarnazione, argomento che diventò di gran moda proprio a partire dalla fine degli anni Sessanta in Occidente, e che l’autrice conosceva bene da prima, perché era figlia di due teosofici, seguaci di una corrente religiosa e filosofica fondata dall’occultista Madame Blavatsky, che contava tra i suoi adepti anche i genitori di Margherita Hack, e fu fortemente influenzata da questo, oltre che dal gran numero di libri che giravano in casa sua.
In Italia diversi romanzi della Seton erano stati pubblicati anni fa, poi l’autrice era un po’ scomparsa dalle nostre librerie, mentre nei Paesi anglosassoni hanno continuato ad uscire, ispirando autrici come Kathleen E. Woodiwiss, e in tempi più recenti Diana Gabaldon e Philippa Gregory, che spesso ha scritto prefazioni alle nuove edizioni, come nel caso di Katherine. Anya Seton è morta nel 1990 all’età di 86 anni.
Verde oscurità mescola passato e presente, ricordi e reincarnazioni, senza essere mai banale e andando ben oltre i luoghi comuni di chi vede i romanzi storici al femminile come puramente e banalmente sentimentali, ricostruendo un ritratto unico di epoca tormentata e affascinante, ma anche un viaggio nell’animo delle persone e nelle suggestioni della Storia, così presenti in castelli come quello dove per la Celia moderna comincia tutto.
Anya Seton nasce a New York nel 1904 e muore nel 1990. Ha scritto numerosi romanzi storici, tutti di grande successo, tra cui La turchese, La locanda del focolare, Verde oscurità e Il castello di Dragonwyck. Katherine, l’opera che le ha dato notorietà, viene considerato un vero e proprio classico, l’opera che ha aperto il romanzo storico al romance, alla storia d’amore.
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31 luglio 2013 alle 13:29 |
[…] :: Recensione di Verde Oscurità di Anya Seton (Beat, 2013) a cura di Elena Romanello | Liberi di sc…. […]