:: Recensione di La luce che illumina il mondo di Paola Ronco (Indiana editore, 2013)

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luce illuminaNell’immaginaria e distopica Sumonno, in cui la divisone in classi, ubicate in spazi fisici delimitati, ZonaSviluppo, CittàProgresso, CentroRubino, degenera irreversibilmente verso la catastrofe, una famiglia sembra concentrare potere, speculazioni, trame occulte: Costanzo Neri, il patriarca e  sindaco a interim, e i suoi figli Ramsete e Osiride. Costanzo Neri è il tipico uomo di potere a capo di una grande dinastia, più simile ad una multinazionale, abituato a controllare, manipolare, influenzare, vite e destini di tutti quelli che gli ruotano intorno. Invecchiando un po’ della sua forza carismatica sembra stemperarsi in un rassegnato pragmatismo e in un’amara rassegnazione. Il suo erede e figlio maggiore Ramsete non è esattamente l’uomo che vorrebbe come suo successore: egoista, crudele, senza alcuna morale, capace di allearsi con Florestano Leoni, capo della malavita locale, contro la sua volontà, è infondo il suo peggiore nemico. E certo neanche Osiride gli da molte speranze: troppo sensibile, spirituale, suggestionato da un guru, forse più interessato agli assegni che gli firma che al suo benessere, non certo in grado di competere e scalzare il fratello maggiore. Queste logore dinamiche famigliari sfumano comunque sullo sfondo, altri sono i problemi contingenti che richiamano l’attenzione. La pioggia incessante che ormai cade da giorni e non sembra destina a cessare ha fatto esondare il fiume che attraversa la città, avvolgendo nel fango e nei detriti ZonaSviluppo, nome pietoso e ottimistico per una baraccopoli che racchiude e imprigiona i più poveri, gli stranieri, i senza casta. Molti i morti, molte le baracche di lamiera e cemento devastate, molta l’indifferenza del resto della popolazione presa a fare scorte nei supermercati o a leggere le ultime notizie suoi quotidiani cittadini controllati in massima parte dalla famiglia Neri. Proprio contro questa indifferenza si muovono i membri di una setta di lontane origini medioevali, i Neo catari, che per scuotere le coscienze si danno fuoco in vari punti della città. Altri personaggi si muovono sullo sfondo di questa tragedia annunciata: Maurilio il giornalista indipendente, osservatore imparziale della realtà che lo circonda ma incapace di opporsi quando gli verrà proposto di fare un patto col diavolo; Alex, il giornalista asservito al potere, ricattabile e ricattato, il volto più vile e spregevole del potere mediatico; Melissa la pericolosa compagna di Florestano Leoni, affascinata dalla morte che fotografa con macabra e morbosa passione per l’Istituto di Medicina legale, intanto costretta ad indagare sulla morte di una prostituta di proprietà di Leoni; Toni, la guardia del corpo di Ramsete, personaggio enigmatico gravato da un difficile passato e attratto inarrestabilmente da Melissa pur sapendo si giocare col fuoco; Maria Sole, l’anziana terrorista chiusa in carcere in isolamento tra i detenuti pericolosi, che racconta la sua vita a Maurilio e fa trasparire la tenerezza e l’affetto per un figlio mai conosciuto. Un mondo parallelo, un universo ucronico, per molti versi simile al nostro e nello stesso tempo estraneo. Ecco cosa ha costruito Paola Ronco in questo suo secondo bellissimo romanzo La luce che illumina il mondo edito da Indiana editore. In controluce una trama dolente, di un pessimismo doloroso ma necessario, nato dalla cronaca recente, dalla crisi non solo economica che attraversa la nostra società, funestata da logori e devastanti meccanismi di potere e dalla mancanza di moralità di alcuni, tutte tematiche che si riflettono in queste pagine paradossalmente così cariche di bellezza. Non un aggettivo superfluo, non una sfumatura men che calibrata e piena di verità. Una riflessione sul terrorismo seria e profonda aggiunge tensione emotiva ad una storia già di per sé densa di significati e ecologicamente utile ed educativa. Un romanzo da leggere. Senz’altro.

Paola Ronco (1976) è stata finalista al Premio Calvino 2006 con A mani alzate. Nel 2009 ha pubblicato il romanzo Corpi estranei (Perdisa Pop). Suoi racconti sono apparsi su riviste on line in varie antologie tra cui Tutti giù all’inferno (Giulio Perrone, 2006) e Love out (Transeuropa, 2012).


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