La chiamata tipica per un poliziotto è in situazione ignota. Al corso ci istruivano a considerare tutte le chiamate così. Il pericolo si nasconde ovunque. Sono tutti sospetti, e tutti i sospetti mentono.
A chi vuoi bene, (Love You More, 2012) della scrittrice americana Lisa Gardner, tradotto da Daniele Petruccioli e pubblicato in Italia da Marcos Y Marcos, come il precedente La vicina, è il quinto episodio della serie poliziesca dedicata al personaggio di D.D. Warren, sergente investigativo del Boston Police Department. In bilico tra il police procedural più classico e il thriller più marcatamente psicologico, di cui la Gardner sembra conoscere tutti i meccanismi per accrescere tensione e suspense, A chi vuoi bene ripropone lo schema collaudato già presente ne La vicina: una classica famiglia apparentemente felice, che in realtà nasconde segreti, la presenza di una bambina, in questo caso scomparsa da casa, un presunto colpevole che fa poco o niente per scagionarsi, anzi aggrava la sua posizione in una spirale sempre più nera. Sta di fatto comunque che lo schema funziona, e non appare per nulla ripetitivo o noioso; la curiosità è palese, si percepisce la tensione e la voglia di scoprire cosa sia realmente accaduto, grazie all’abilità dell’ autrice di scavare nei personaggi, arricchendoli di aspetti della loro vita quotidiana e del loro passato. La scrittura è sempre piacevole, chi ha avuto modo di leggere i romanzi della Gardner conosce già la sua capacità di arricchire la trama con una scrittura visiva e ricca di dettagli, sempre funzionali al tratteggio dei personaggi. Tessa Leoni è una poliziotta. Una delle poche donne a servire nella stradale della polizia di stato. Tutte le notti sul fronte, tra camionisti ubriachi, risse e incidenti mortali. Si è soli di pattuglia, certo si chiamano i colleghi quando la situazione precipita, ma un poliziotto impara a far conto delle armi che ha in dotazione, del giubbotto antiproiettile, dei pugni che deve imparare a dare anche se è uno scricciolo come Tessa, e della parola. Parlare è la cosa più importante. Dire la cosa giusta, al momento giusto, può essere vitale. E mai questa lezione imparata in addestramento si rivela vera quella mattina nella cucina della sua villetta circondata da un giardino con ai piedi suo marito, in un lago di sangue, colpito da tre proiettili sparati in pieno petto dalla sua pistola d’ordinanza. Non ci prova neanche a negare. I lividi, il volto tumefatto testimoniano gli abusi subiti. Suo marito era un violento, le ha spaccato una bottiglia di birra in testa, lei ha sparato per legittima difesa. Una donna può arrivare a non poterne più, specie se è una poliziotta addestrata a difendersi, ad usare le armi. La violenza è il suo lavoro, è già incredibile che abbia subito violenza. La violenza domestica non è tra i danni collaterali di una poliziotta come Tessa Leoni, una dura, una tosta. Esattamente non definibile una donna indifesa. E già questo particolare stride agli occhi degli investigatori chiamati ad indagare, D.D. Warren, sergente del nucleo investigativo della polizia di Boston e Bobby Dodge agente investigativo della polizia di stato. Anche se D.D. sa che molte poliziotte non usano a casa le proprie qualità professionali, l’occhio nero di Tessa leoni non era il primo che D.D. vedeva sulla faccia di una collega. Comunque a D.D. Warren Tessa non piace, prova per lei un’ istintiva antipatia, dovuta forse principalmente al fatto che sa che mente, che sta dicendo un cumulo di bugie. Ma soprattutto dov’è sua figlia? La piccola Sophie, una bella bimba di sei anni dai capelli neri e senza i denti davanti. Oltre a uccidere suo marito Tessa ha anche ucciso sua figlia? Ma dove l’ha nascosta? Dove è il suo corpo? Della morte di sua figlia non si accusa, anzi chiede disperatamente che la cerchino. Non è più una poliziotta, Tessa Leoni è solo una madre disperata, capace di fare di tutto per la sua bambina. La ricerca di Sophie farà da filo conduttore a tutto il romanzo, a questa indagine in cui ben presto tutto si ribalta, ciò che crediamo vero si rivela una menzogna. Il passato di Tessa non è così limpido, nasconde segreti, come li nasconde Brian il marito, come li nasconde D.D. Warren non dicendo subito al suo compagno che è incinta. Ma a volte mentire è l’unica via d’uscita. A volte i guai in cui altri ti hanno cacciato, magari anche gente a cui vuoi bene o che ti vuole bene, sono troppo grandi, sono senza soluzione e ti domandi l’unica cosa veramente importante: a chi vuoi bene? Chi sei pronto a sacrificare? Quanto oltre la legge sei disposto ad andare, anche se la legge è la tua vita? Dannato Brian, è solo tutta colpa sua infondo.
Lisa Gardner ha avuto un’infanzia normale, una casa normale, una famiglia normale. Quando le chiedono perché mai una donna dolce e bella come lei scrive romanzi così neri, risponde che forse è colpa di tutta questa normalità. Lisa vive nel New Hampshire con due cani, un gatto, un marito e una figlia: i suoi thriller da brivido hanno scalato le classifiche dei best-seller USA e le hanno fatto vincere premi prestigiosi in mezzo mondo. A chi vuoi bene è il quinto thriller che vede come protagonista il detective D.D. Warren. Marcos y Marcos ha già pubblicato La vicina.
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