:: Recensione di L’uomo che vorrei di Kerstin Gier (Corbaccio, 2013)

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uomo vorreiUffa, per qualche motivo il mondo del mio bell’universo parallelo non era poi così felice come me lo ero immaginato.

L’uomo che vorrei (Auf der anderen Seite ist das Gras viel grüner, 2011), edito da Corbaccio nella collana Romance e tradotto da Alessandra Petrelli, è il nuovo romanzo umoristico-sentimentale giunto in Italia, dopo In verità è meglio mentire, della spumeggiante scrittrice tedesca Kertsin Gier, famosa soprattutto per la sua trilogia fantasy Red, Blue, e Green, una delle poche serie young adult che ho avuto modo di leggere e apprezzare.
Sottogenere molto popolare tra il pubblico femminile del romance novel, il time travel romance – sottogenere in cui L’uomo che vorrei può essere collocato –  presenta spunti interessanti e anche riflessioni di un certo spessore, qui presenti sotto la superficie smaltata dell’ironia e dell’ umorismo.
Con brio e vivacità, la Gier ci racconta la storia di Kati Wedekind, donna in carriera, felicemente sposata con il serio e posato Felix Leuenhagen, primario di medicina interna in un ospedale di Colonia, che forse troppo occupato con il suo lavoro, in un certo senso la trascura. Stanca della routine, della suocera che le chiede se è incinta, del poco tempo passato assieme al marito, si domanda se non sia il caso di iniziare una relazione extraconiugale e la tentazione si chiama Mathias Lenzen, esattamente l’uomo dei suoi sogni. E come disse Oscar Wilde: E’ meglio abbandonarsi alle tentazioni. Chissà se ritorneranno. Una delle tante citazioni di cui il libro è piacevolmente disseminato.
Fin qua la storia scorre sui binari della normalità. Poi l’imprevisto, e il fantastico prende il sopravvento. Dopo un incidente, provocato da un barbone, nella stazione della metropolitana cade sui binari e si risveglia in ospedale esattamente cinque anni prima, proprio il giorno prima di quello in cui Felix avrebbe dovuto entrare nella sua vita. Con il senno di poi, farà le stesse scelte? O coglierà l’occasione per rivoluzionare la sua vita e vivere il sogno di amore con Mathias dagli occhi di velluto blu, stando lontana dall’affidabile e rassicurante Felix? Ma si sa l’erba del vicino è sempre più verde… proverbio che richiama il titolo originale del romanzo e che fa supporre che in fondo Felix poi non sia proprio così da buttare, sfumatura che un po’ nel titolo italiano si perde.
Frizzante, fresco, irriverente L’uomo che vorrei è un classico romanzo scaccia pensieri, capace di farci sorridere, e farci passare qualche ora con lievità e leggerezza, senza pensare a tasse, spese, visite dal dentista, vacanze mordi e fuggi in quest’estate di crisi. Certo i problemi non scompaiono, ma un po’ di sano e intelligente umorismo può diradare la nuvola nera che ci sovrasta.
Chi di noi non ha pensato a come sarebbe avere una seconda occasione? Tornare indietro nel tempo, con la consapevolezza e il ricordo delle scelte fatte, ma ricchi della capacità e possibilità di rimediare ad errori, fuggire a responsabilità, scegliere un amore invece di un altro. Probabilmente rifaremmo tutto come la prima volta o forse no. O forse coglieremmo al volo l’occasione di beffare il destino, di giocare con il caso?
I viaggi nel tempo sono un tema caro non solo al fantasy ma anche alla fantascienza. Ricordo sempre il breve racconto Blank! di Asimov che mi ispirò anni fa un racconto sul paradigma delle possibilità. La vita infondo è fatta di scelte, che possono essere felici o meno, e condizionare altre così in un meccanismo di causa ed effetto dalle imprevedibili ripercussioni. Certo la Gier non ne fa una riflessione filosofica, più che altro è per lei l’occasione per raccontarci una storia senza pretese, divertente e allegra. Kati chi sceglierà? Ci aspetta forse un colpo di scena finale? Buon divertimento.

Kerstin Gier è nata nel 1966 e vive con marito e figlio vicino a Bergisch Gladbach, in Westfalia. Alla sua attività di insegnante ha affiancato dal 1995 quella di scrittrice. I suoi romanzi, come «Männer und andere Katastrophen», da cui è stato tratto un film, «Für jede Lösung ein Problem» e «Die Mütter-Mafia», sono rimasti per mesi in vetta alle classifiche tedesche dei libri più venduti. Il successo planetario lo ha raggiunto con romanzi femminili estremamente divertenti, apprezzati per la loro ironia, come «In verità è meglio mentire» e «L’uomo che vorrei», pubblicati da Corbaccio, e soprattutto con i libri della trilogia fantasy «Red», «Blue» e «Green». In Germania i suoi libri hanno venduto 4 milioni di copie e sono tradotti in quindici paesi.


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