:: Recensione di La storia delle storie. Viaggio nei segreti della narrazione di Bepi Vigna (Arkadia, 2013)

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storia-delle-storieNegli ultimi anni, se vogliamo essere più precisi dagli anni Ottanta dello scorso secolo, si è verificato un fenomeno curioso, ovvero il proliferare di corsi di scrittura creativa e di veri e propri manuali per cosiddetti autodidatti, che promettono o quanto meno indicano le strade da percorrere, ce ne è sempre più di una, per imparare a scrivere. Diffido molto di quelli che assicurano risultati eclatanti, ma non sono, né lo sono mai stata, contraria né a corsi nè ai manuali di scrittura creativa. Tutto dipende dall’insegnante e dal rapporto di fiducia che si riesce ad instaurare con l’allievo. Certo ci sono corsi improvvisati, tenuti da gente più o meno preparata, che si arroga la qualifica di insegnate di scrittura creativa quando per esempio ha dato ben poca prova delle sue reali capacità narrative, o al contrario ci sono testi che ogni scrittore o aspirante tale dovrebbe leggere come per esempio On writing: Autobiografia di un mestiere di King. La curiosità penso sia la dote maggiore di uno scrittore e l’alimento più tonificante dell’intelligenza, e c’è sempre da imparare nella vita, anche a volte dagli errori propri o degli altri. Tornando ai manuali di scrittura creativa ne esistono di vario genere, dai semplici manuali che ti insegnano l’uso della punteggiatura, della grammatica, dello stile, più tecnici e a volte davvero utilissimi anche se di stampo puramente didattico e per alcuni versi portatori di insegnamenti opinabili o per lo meno soggettivi, ad altri più meramente discorsivi e aneddotici. A questo seconda categoria appartiene La storia delle storie. Viaggio nei segreti della narrazione dello scrittore e sceneggiatore Bepi Vigna pubblicato da Arkadia nella collana Paideia. Diciamolo subito non promette di trasformarvi in uno scrittore, né di darvi tutti gli strumenti necessari o di sviscerare con completezza tutte le tematiche, dissolvendo tutti i dubbi. E’ solo un saggio di circa 200 pagine, non brevissimo ma certo non definitivo o conclusivo, che delinea la storia della narrazione, partendo dalla nascita stessa del linguaggio in epoca preistorica, interessante la teoria formulata dall’autore su cosa ne ha determinato la scintilla, passando dai miti e da Omero e i tragediografi greci, per arrivare a Dante, alla nascita dei romanzi di avventura, fino agli sceneggiatori hollywoodiani dei giorni nostri. Nel corso della narrazione, arricchita da note e indicazioni bibliografiche, fitta di brani e citazioni che vanno dai canti dell’Iliade ad articoli di Pier Paolo Pasolini, con agilità e apparente leggerezza fa quello che ogni buon manuale di scrittura creativa dovrebbe fare, vi porta a familiarizzare con termini tecnici, spiegandovene il significato e gettando le basi delle regole e dei fondamenti della scrittura. Sentirete così citate parole come cliffhanger, climax, flashback, flashforward e arriverete a conoscere le otto regole del conflitto, regole che accomunano i tragediografi greci agli sceneggiatori hollywoodiani, che strano a  dirsi disseminano i colpi di scena che dovrebbero stupire lo spettatore più o meno alle pagine 25/30, 85/90,95/120, delle loro sceneggiature. Narrare storie che facciano immedesimare nei protagonisti, che insegnino possibilmente qualcosa, è sicuramente una delle esigenze più forti dell’uomo, e leggendo questo libro, si ha chiaramente la sensazione di quanto questo narrare sia indistinguibile dall’esigenza di tramandare il proprio sapere, le proprie conoscenze, il senso della propria vita. Già nella Bibbia Dio creò il mondo tramite la parola, la più necessaria forza creatrice che esista. Dio disse: “ Sia la luce”. E la luce fu. Non stupisce dunque la riflessione finale con cui l’autore chiude il saggio. Vi invito a leggerlo.

Bepi Vigna è scrittore, sceneggiatore, regista cinematografico, autore di fumetti, (Nathan Never e Legs Weaver per Sergio Bonelli Editore). È autore di diversi saggi, testi teatrali, sceneggiature cinematografiche e cortometraggi.  Ha pubblicato anche vari romanzi, L’estate dei dischi volanti (Condaghes, 1997), La pietra antica (Condaghes, 1999), Si è fatto tardi (Aìsara, 2008) e numerosi racconti. Dirige a Cagliari il Centro Internazionale del fumetto.

La prefazione del libro è di Franciscu Sedda, docente di Semiotica preso le Università “La Sapienza” e “Tor Vergata” di Roma.

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