:: Recensione di La morte dei caprioli belli, Ota Pavel, Keller editore, 2013 a cura di Viviana Filippini

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caprioli belliDicono che la scrittura abbia una funzione terapeutica e credo sia proprio vero, visto che molti autori hanno iniziato a scrivere per lenire alcune problematiche personali o malattie. Ota Pavel giornalista sportivo nato a Praga, cominciò  a scrivere di narrativa per curare la depressione che lo tormentava e questa arte curativa gli ha permesso di dare vita ai tanti racconti presenti in La morte dei caprioli belli. Il libro prende il titolo da una delle storie di Pavel presenti nella raccolta uscita per la prima volta in Italia nel 1971, ma l’editore Keller ci ridona questo insieme di ricordi familiari e d’infanzia in una nuova edizione. Protagonista di ogni breve episodio di vita è Leo Popper, il padre dell’autore, un uomo ricco, non tanto di soldi, ma di quel coraggioso spirito d’iniziativa – a volte eccessivo direi- che non sempre gli garantiva il successo sperato nelle imprese compiute. Ogni episodio narrato ha in sé un buona dose di comicità che evidenzia tutta la frizzante voglia di vivere e di fare del padre del protagonista. Incredibili e sensazionali sono le imprese compiute da Otto Popper come venditore di elettrodomestici per la ditta Electrolux. Un’abilità che gli permise di guadagnarsi la stima del padrone della ditta, ma due piccoli imprevisti derivanti dal comportamento un po’ goffo di Leo misero a repentaglio la sua fama di mercante di frigoriferi (in Al servizio della Svezia).  A fare da sfondo alle vicende c’è la Seconda guerra mondiale con tutte le conseguenze derivanti da essa. Eventi che toccheranno da vicino Ota e i suoi familiari, senza impedire loro di nutrire  la speranza per un domani migliore. Il padre dell’autore è un uomo coraggioso che non si arrende davanti alle avversità del destino e fa di tutto pur di garantire una vita degna alla moglie e ai figli.  Basta addentrarsi nella lettura del racconto che fornisce il titolo alla raccolta, per scoprire tutto il coraggio di Leo pronto a rischiare la vita per assicurare ai figli destinati alla deportazione quel sano cibo che gli fornisca forza. La scrittura fluida permette a Pavel di regalarci delle cartoline vere e proprie del suo album di famiglia e della provincia boema dove visse, facendoci entrare in un mondo di affetti e di eventi storicamente accaduti e del tutto sconosciuti a molti dei lettori. Da questo punto di vista un esempio è la distruzione della cittadina di Lidice o i disordini negli anni del Comunismo (in La corsa per le strade di Praga), drammi che fecero comprendere a Leo Popper che essere ebrei era una spinosa questione pure dopo la fine della Seconda guerra mondiale. La morte dei caprioli belli è toccante e allo stesso tempo tragicomico grazie alla figura vera dell’intraprendente e sognatore padre del protagonista innamorato della pesca e della donne. Un ometto che ne combinava una dietro l’altra strappando sorrisi – anche nei momenti più dolorosi- alla paziente moglie e ai figli. I Popper- diventati poi Pavel- non sono soli nella vita, ma accanto a loro compare la più variegata umanità: operai, cacciatori di frodo con i loro fidi segugi, pittori eccentrici non disposti a compromessi e rappresentanti di commercio sempre pronti ad imbarcarsi in avventure economiche dall’esito incerto (basta leggere la tragicomica vicenda della carta moschicida in Problema insetti risolto). Questo piccolo libro è uno scrigno dove le storie presenti sono preziose perle familiari dell’infanzia di Pavel  raccontate con chiarezza e con uno humour agrodolce che ci fanno sì sorridere, ma allo stesso ci inducono a riflettere quanto coraggio serva per affrontare gli imprevisti della vita di ogni giorno. Traduzione di Barbar Zane. Postfazione di Mariusz Szczygiel.

Ota Pavel è nato a Praga il 2 luglio 1930. Il suo vero nome era Otto Popper. Il padre, commesso viaggiatore, durante la guerra si trasferì con tutta la famiglia a Buštěhrad, un paesino a poche decine di chilometri da Praga. Nonostante ciò, la guerra investì in pieno la famiglia e il padre con i due fratelli di Ota Pavel finirono nei campi di concentramento di Terezín, Mauthausen e Auschwitz. Grande appassionato di sport, Pavel ha praticato l’hockey su ghiaccio nella squadra giovanile dello Sparta Praga e il calcio nello S.K. Buštěhrad. Nel 1949 si dedica alla scrittura come cronista sportivo. Nel 1964 appaiono i primi segni della malattia che lo costringerà a una lunga serie di ricoveri ma inizia anche il periodo più fecondo e creativo per la sua scrittura con la produzione di libri indimenticabili tra cui La morte dei caprioli belli.


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