:: Un’ intervista con Chris Pavone

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566-2238-6 fascettaCiao  Chris. Grazie per aver accettato la mia intervista e benvenuto su Liberi di Scrivere. Raccontaci qualcosa di te: ghost-writer, editor, scrittore. Chi è Chris Pavone? Punti di forza e di debolezza.

Per più di vent’anni ho lavorato svolgendo vari ruoli nella editoria, quindi credo che il mio punto di forza sia la mia familiarità con il business legato al libro. Ma il perché non abbia fatto un’ altra professione è anche la mia debolezza: c’è ben poco che so fare d’altro che lavorare con i libri. Anche se sono anche un cuoco passabile.

Raccontaci qualcosa del tuo background, dei tuoi studi, della tua infanzia.

Sono nato e cresciuto a New York City, e fatta eccezione per i 4 anni di università, – ho studiato American government – ho vissuto in città per 40 anni consecutivi, prima di trasferirmi in Lussemburgo, dove è ambientato Il Sospetto. Quando ero bambino con la mia famiglia abbiamo trascorso ogni estate in Messico e Guatemala, e da adulto ho viaggiato moltissimo, in modo che posso dire di aver visto qualcosa del mondo. Ma è stato scioccante vivere realmente da qualche altra parte.

Cosa ti ha fatto decidere di iniziare a scrivere narrativa?

Non riesco a ricordare quando esattamente ho sviluppato il desiderio di scrivere un romanzo; in realtà è da sempre. Ma avendo lavori a tempo pieno non ne ho avuto materialmente il tempo fino a quando ci siamo trasferiti all’estero, l’ abbiamo fatto per il lavoro di mia moglie, e da allora non sono più andato in un ufficio.

Raccontaci qualcosa del tuo debutto. La tua strada verso la pubblicazione. Ha ricevuto molti rifiuti?

Quando ho ritenuto che il manoscritto fosse completo, l’ho mandato ad un agente letterario, una persona che conosco da vent’anni. Ha accettato di rappresentare il libro, e mi ha chiesto di fare un po’ di revisioni. Una volta che la revisione è stata completata, ha presentato il progetto a quindici editori, e ha ricevuto un’offerta da Crown due giorni dopo. Non ho mai sentito che sia stato respinto da qualcuno in quel breve lasso di tempo, e non sono andato alla ricerca di brutte notizie quando ne avevo una buona.

Quali sono le qualità tipiche di un buon scrittore?

Penso che gli scrittori migliori siano prima di tutto consapevoli. Fanno in modo che ogni parola in ogni frase abbia uno scopo, e sono in grado di realizzare qualcosa, sia che si tratti di un avanzamento della trama, o di un aumento di tensione, o dello sviluppo di un personaggio, o della creazione di un’ atmosfera. Non riempiono solo lo spazio.

The Expats, uscito in Italia con il titolo Il Sospetto, e tradotto da Alfredo Colitto, è una sorta di spy story. Cosa ti ha ispirato a scrivere questo romanzo? Qual è stato il punto di partenza nel processo di scrittura?

Nel 2008-9 ero un coniuge espatriato, nel senso che mi ero trasferito all’estero per il lavoro di mia moglie. Dopo aver trascorso la mia intera vita adulta facendo l’ editor, ora ero in primo luogo un genitore, e un uomo che faceva i lavori domestici, e un cuoco. Mi annoiavo. Dopo aver vissuto un anno di questa vita in Lussemburgo, decisi che era il momento di scrivere un romanzo sulla mia esperienza. Ho aperto un nuovo documento di elaborazione testi, e digitato il titolo sulla prima pagina, e ho cominciato a scrivere.

Puoi dirci qualcosa sulla trama di questo libro senza rivelare il finale?

Una donna americana si trasferisce all’estero con la sua famiglia, e trova che nessuno nella sua nuova vita sia quello che sta facendo finta di essere. Scopre che ci sono spie, e doppi giochi, e una quantità enorme di denaro rubato, tutto nascosto in una vita da espatriati altrimenti tranquilla. E lei non è chi finge di essere.

Puoi dirci un po’ di più dei tuoi protagonisti principali?

Kate Moore è una persona che ha trascorso quasi vent’anni in funzione della sua carriera. Poi, all’improvviso, nella mezza età si trova senza una carriera, di colpo diventata semplicemente una casalinga, una moglie, un genitore. (Esattamente quello che è successo a me!) La trama si evolve dalla sua insoddisfazione per questa nuova vita.

Quale è o sono le tue scene preferite in Il Sospetto?

Il Sospetto è un thriller di spionaggio, con un alto livello di tensione che si sviluppa nel corso della storia, e spero che il libro sia soddisfacente da questo punto di vista. Ma è anche un libro su un matrimonio, e sul trasferirsi all’estero, e stare a casa con i bambini, cioè un libro sulla vita reale, e su quello che ho vissuto. Quindi, anche se mi piacciono molto le scene più spiccatamente di spionaggio, le indagini, gli inseguimenti etc… le mie parti preferite del libro sono i dialoghi domestici molto realistici, e le scene di viaggio.

In Il Sospetto quale è stato il personaggio più difficile da scrivere e perché? Il più semplice e perché?

Il personaggio più semplice da creare è stata la protagonista, Kate Moore, perché le nostre vite sono molto simili, nonostante le nostre differenze di genere. E il personaggio più difficile è stato il marito Dexter, perché è il personaggio che deve mantenere il segreto più a lungo nel racconto.

Quanto tempo ci hai messo a scrivere Il Sospetto?

La prima stesura ha richiesto sei mesi. Poi altri nove mesi per le revisioni. La prima parte è stata decisamente più piacevole, ma la seconda parte è anche essenziale.

Ci descrivi una tua tipica giornata di lavoro dedicata alla scrittura? Ascolti musica mentre stai scrivendo?

Lascio i miei figli a scuola alle 8:45 e proseguo a piedi fino ad un club privato, dove arrivo quasi esattamente alle 9:00 ogni mattina. Posiziono il mio computer portatile e ordino una tazza di caffè, e inizio a lavorare immediatamente: niente navigazione sul web o Facebook o telefonate, con o senza cuffie. Il club è sempre pieno di gente, come la hall di un hotel alla moda, con le persone che vanno e vengono tutto il giorno, e il personale che serve cibo e bevande, e musica in sottofondo. Tutto questo mi aiuta a concentrarmi invece di distrarmi: è in una stanza tranquilla, in una casa, che non riesco a realizzare nulla. Lavoro fino a che non sono a corto di energia o ho fame, anche se tendo a non voler mangiare al club. Allora di solito vado a mangiare da qualche altra parte tra mezzogiorno e l’ 1:00, e faccio altre cose fino a quando è il momento di raccogliere i miei figli di nuovo alle 3:00.

Progetti di film tratti dal tuo libro?

La CBS Films ha tenuto un’opzione per due anni, e credo che presto leggerò una seconda bozza della sceneggiatura. E’ molto eccitante!

Leggi altri scrittori contemporanei? Quali sono i tuoi scrittori preferiti? Chi pensi abbia maggiormente influenzato la tua scrittura?

Leggo almeno un romanzo ogni settimana, di più quando sono in vacanza. Ogni anno ho nuovi scrittori favoriti, ma nel corso degli ultimi vent’anni penso che David Foster Wallace, Richard Price, e Don DeLillo siano dei punti fermi.

Che riscontri ha avuto il tuo romanzo?

Il mio romanzo è stato nominato per un paio di premi in America: per il  Los Angeles Times Book Prize, e per un Edgar dai Mystery Writers of America.

Dimmi un aggettivo per ognuno di questi scrittori: James Ellroy, John Steinbeck, Flannery O’Connor, Ross Mc Donald, Dashiell Hammett, Philip Roth, Don De Lillo, Cormac McCarthy, Ken Follett.

Impossibile. Nessuno può essere ridotto ad una sola parola. O almeno non da me.

Ti piace fare tour promozionali? Racconta ai nostri lettori qualcosa di divertente accaduto durante questi incontri.

Ma certo! Mi piace viaggiare, non importa dove, o per quale motivo. Io amo le librerie. E amo le persone che amano i libri, e se una cosa si può dire del pubblico degli eventi per la promozione di un libro, è che ama i libri e le persone che li scrivono. Quindi penso che la cosa sia di per sé divertente. Mi chiedi un fatto divertente, fammi pensare, credo che la cosa più divertente che mi sia successa sia che un paio di giorni prima del mio arrivo in Lussemburgo, dove ho avuto un paio di eventi, più un certo numero di interviste per la stampa, la mia presenza è stata richiesta presso l’Ambasciata degli Stati Uniti. Così ho fatto colazione con l’ambasciatore americano in Lussemburgo, con un aiutante che fungeva da testimone e un segretario.

Come possono i lettori mettersi in contatto con te?

Amo moltissimo stare in contatto con i lettori, e sono felice di rispondere a qualsiasi domanda. Ho un sito web – http://www.chrispavone.com – e le persone possono trovare qui il mio indirizzo e-mail.

Verrai in Italia a presentare i tuoi romanzi?

Amo l’Italia, e sarei entusiasta di visitarla per un tour promozionale. Spero di averne la possibilità.

Infine, l’inevitabile domanda: a cosa stai lavorando ora?

Ho quasi finito di lavorare ad un nuovo thriller, intitolato The Accident, su ciò che accade ad un’ agente letterario quando riceve un misterioso manoscritto anonimo, e poi la gente intorno a lei comincia a morire. Mi aspetto che sia pubblicato all’inizio del 2013.

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