:: Recensione di Luther di Neil Cross (Rizzoli, 2013) a cura di Stefano Di Marino

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lutherCredo che la serie televisiva britannica Luther sia tra le preferite degli appassionati di ‘nero criminale’ moderno. Io l’ho adorata. Il romanzo di Neil Cross (che è anche sceneggiatore dei testi nonché romanziere di suo) lo avevo letto questa estate in originale. La combinazione prezzo allettante, Cover che ripropone piacevolmente lo stile delle locandine disegnate con una efficace rappresentazione dell’eponimo protagonista interpretato da Idris Elba, e la indiscutibile constatazione che di buono sta uscendo davvero poco mi hanno convinto all’acquisto. Sono purtroppo passati da molto i tempi in cui avevo tempo di rileggere i libri ma, complice un uggiosissimo week end, ho cominciato a sfogliare il volume… e l’ho riletto sino in fondo con estremo  piacere. Prima di tutto è un  prequel, viene cioè prima dell’inizio della serie tv. Senza spoilerare la cosa è evidente dal ruolo di alcuni personaggi chiave nella vita del  protagonista sin dalle prime pagine. Ma il meccanismo è molto più complesso, perché la storia prende corpo autonomamente, avvincente, terribile se vogliamo e solo nelle ultimissime pagine troviamo il nesso con quanto visto in televisione. In breve un romanzo da assaporare anche se non si è vista la serie  e godibilissimo per chi ha preso confidenza con i personaggi. La scrittura è secca, al presente, fatta di frasi brevi. Essenziale. Pochissime le annotazioni sui pensieri dei personaggi. Si qualificano per quello che dicono e che fanno. Intanto la vicenda va avanti seguendo rivoli differenti che s’intrecciano poi in un unico fiume. Il senso del Destino, benché non invocato incombe. Luther è quello che è in virtù di se stesso, dell’ambiente che lo circonda e del caso che segue. Intorno una Londra non certo swinging, cupa, umida e dolente. Emergono realtà disperate, depravate a fianco di altre benestanti, borghesi ma non certo al sicuro da quella noirceur che pervade l’intera storia. Dialogi serrati e realistici, azione rapida, descritta con proprietà di linguaggio, scenica ma non scevra dalla cura che va messa in un  libro. Non una novelization, un romanzo vero. Intenso. E’ la Londra degli sbirri,quelli ossessionati dal proprio dovere, quelli stanchi, quelli corrotti, quelli contaminati dal lerciume in cui camminano. Gangster, combattimenti clandestini, centri sociali, mille depravazioni ,l’aspirazione a qualcosa di migliore che sembra sempre, dannatamente, fuori portata. Curiosamente nel testo non vi sono connotazioni razziali. Che Luther sia nero lo sappiamo dalla cover, dal suo interprete televisivo, prima che l’autore lo dica, quasi distrattamente, passano molte pagine. Perché, fondamentalmente, Luther è uno sbirro. Uno che vuole giustizia a tutti i costi. E questo è proprio il problema.

Neil Cross è autore di diverse e fortunate serie televisive tra cui Luther, trasmessa in Italia da Fox Crime. Per Rizzoli ha pubblicato I resti di lei, ora disponibile in BUR.

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