Don DeLillo – L’angelo Esmeralda
Traduzione di Federica Aceto
Einaudi, 2013
Dopo quindici romanzi, Don DeLillo raccoglie in un unico, prezioso volume tutti i racconti scritti negli ultimi trent’anni. Nove gemme che indagano i temi a lui piú cari, con una prosa impeccabile e la capacità inconfondibile di leggere in anticipo i cambiamenti piú inquietanti della nostra società.
Nel racconto che dà il nome alla raccolta due suore fanno volontariato lungo le strade di una New York degradata e senza speranza, in cui i bambini vivono soli e muoiono prima di diventare adulti. Quando su un muro, dipinto da alcuni writer in omaggio ai bambini scomparsi, appare il volto di Esmeralda, una ragazzina violentata e uccisa, decine di persone accorrono per assistere a quello che pare essere un vero e proprio miracolo.
Con una prosa sobria e inconfondibile – come i rettangoli di colore di Rothko o gli schizzi di Pollock – i racconti di DeLillo spaziano nelle ambientazioni e nei personaggi (dal «suo» Bronx allo spazio siderale in cui orbitano due astronauti, dalla Grecia ai Caraibi), ma toccano tutte le tematiche che, nel corso degli anni, hanno acquisito l’inconfondibile gusto «delilliano»: il nostro desiderio di violenza, l’attrazione per i disastri, il potere del linguaggio di ridefinire il mondo e il cuore degli uomini. Nove pezzi brevi e magistrali che confermano DeLillo come il maestro dell’oggi.
Recensione di Martin Amis su The New Yorker
Don DeLillo è nato nel 1936 nel Bronx da una famiglia di origine italiana. Nella sua lunga carriera ha vinto il National Book Award, il PEN/Faulkner Award e il Jerusalem Prize ed è considerato il grande maestro della narrativa postmoderna americana. Presso Einaudi ha pubblicato: Underworld, Libra, Body Art, Valparaiso, Cosmopolis, Mao II, La stanza bianca, Giocatori, Running Dog, Rumore bianco, Love-Lies-Bleeding, I nomi, L’uomo che cade, Americana, Contrappunto, Great Jones Street, Punto omega, La stella di Ratner.
Lascia un commento