:: Recensione de “La Piave” e “Protocollo uno” di Diego Bortolozzo Ebook Editore Narcissus Self Publishing – “Collana Imperium” a cura di Barbara de Carolis

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La Piave

“La Piave. Susegana, Treviso, 22 maggio. Anno del Signore 1827.
Il cielo plumbeo rovesciava le sue lacrime sui soldati, fantocci inghiottiti dalle lugubri trincee di fango. Esplosioni di piombo rubavano la scena al fragore dei tuoni, fiamme di fuoco illuminavano più delle folgori, urla disumane accompagnavano il sonno della fanteria.
Mesi trascorsi in prima linea, a marcire seduti tra le viscere dei propri compagni, cercando di ingoiare minestre arrossate dal sangue dei morti.”

La guerra mostra il suo vero volto attraverso gli occhi dei soldati, unici attori di uno spettacolo dall’epilogo sempre incerto. Qualcuno sostiene che le sorti di un conflitto si decidano a tavolino, sorseggiando tazze di tè fumante, esponendo pretenziose considerazioni, muovendo gli eserciti al pari di inanimate pedine, quasi incurante del drammatico e fondamentale ruolo della guerra di posizione. La trincea restituisce gli uomini a una natura dimenticata, fatta di miseria e abbrutimento. Le mortificanti condizioni di vita alterano la percezione della realtà offrendo un altro punto di vista e questo avviene in ogni tempo e in ogni luogo. L’autore sceglie di spostare un evento di proporzioni mondiali in un momento diverso dalla reale collocazione storica, e così, la Grande Guerra viene combattuta nel 1827, lontano dai clamori di un secolo che nasce e dai fasti della Belle époque che si avvia al tramonto. Tempi diversi, dunque, ma il coraggio degli uomini resta immutato e trova il modo di palesarsi in ogni dove.

Protocollo Uno

“L’astronave cominciò a rallentare l’avvicinamento. Tutto l’equipaggio si trovava ai propri posti. Nonostante le manovre fossero state provate nei simulatori durante l’addestramento, e ripetute in decine di missioni, nell’aria erano quasi palpabili le emozioni degli uomini e delle donne dell’astronave.”

Protocollo uno è decisamente un racconto di fantascienza dalla prima all’ultima riga. Non saprei trovare un’altra definizione per una storia capace di proiettare il lettore in universi lontani, aprire nuovi scenari, mostrare l’audacia di fornire risposte a domande ancestrali: da dove veniamo?
C’è una missione da compiere e un protocollo da rispettare ma il pianeta all’orizzonte sembra essere finalmente quello bramato da tempo, e di fronte a una teoria da difendere a costo della vita, le pratiche ortodosse devono farsi da parte.
Per gli amanti del genere, è un piacere leggere questo autore che si conferma abile e appassionato nel raccontare storie al di là dell’ordinario, crude eppure emozionanti, stabilendo un equilibrio narrativo incontestabile.
Diego Bortolozzo riprende il reale, lo torce e lo fa suo, tramutandolo nella sua realtà, nella sua storia.


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