New York. Lauren Stillwell detective capo della squadra omicidi del Bronx dopo aver scoperto la presunta infedeltà del marito Paul, non ci sono prove, si limita a vederlo in compagnia di una bionda mentre si dirige in un albergo, decide di ripagarlo con la stessa moneta e accetta le avances di un collega della narcotici Scott finendo a letto con lui.
Non l’avesse mai fatto. A causa di una sola notte di passione adulterina si ritrova nei guai fino al collo. Scott viene infatti ucciso quella stessa notte e Lauren vede in faccia l’assassino: suo marito. Senso di colpa, panico, il dubbio quasi la certezza che il marito l’abbia scoperta e si sia vendicato uccidendo il suo amante . Ma state attenti in questo libro nulla è come sembra. Il destino comunque ha in serbo una beffarda trovata. Sarà lei con il collega Mike, onesto, simpatico, quello sì adatto a farci un pensierino su, ad indagare sul delitto.
Che fareste voi al suo posto? Mettereste le manette ai polsi di Paul, dopo tutto un marito fedifrago e pure assassino è meglio perderlo che trovarlo, o mettereste in gioco la carriera, la famiglia e la vostra stessa vita per insabbiare il tutto, nascondere prove, mentire, alla faccia dell’etica e del codice morale da poliziotto onesto?
Diciamolo subito io al posto di Lauren non avrei avuto dubbi, avrei impacchettato Paul consegnandolo alla giustizia diciamo a pagina 72 ma James Patterson e Micheal Ledwidge autori di Una sola notte (The Quickie, 2007) edito in Italia da Tre60 marchio di TEA costola del Gruppo editoriale Mauri Spagnol, hanno in mente altri progetti l’uno a dire il vero più pazzesco e incredibile dell’altro.
Non si può dire che non ci siano colpi di scena in questo libro, le regole del thriller sono portate all’estreme conseguenze, cosa che di sicuro farà la felicità di un mio caro amico editor, e il risultato non dispiace a patto che si sia fan storici di James Patterson e si preferisca l’adrenalina di un forsennato susseguirsi di eventi un po’ bizzarri a dire il vero al più prosaico buon senso. Ha di buono comunque che non è noioso ma anzi è un libro che si legge in modo veloce e facile grazie allo stile piano e ai capitoli davvero brevi, più che altro schegge di narrazione, che corrono verso un finale piuttosto concitato, ma non per questo meno soddisfacente.
Spendo una parola per una personale riflessione a margine, quanto ci sia di Patterson e di Ledwidge non è dato saperlo, presumo che le idee siano del primo e la stesura del secondo, ma ho apprezzato di vedere il nome di Micheal Ledwidge in copertina, Patterson osannato autore alla serie di Alex Cross è vero e proprio mostro sacro del thriller con milioni di libri venduti credo che ormai abbia un impero al suo seguito, avrebbe potuto prendere un ghostwriter, mestiere degnissimo che apprezzo per esempio per sportivi che vogliono tramandare le loro memorie o capitani d’azienda che si fanno scrivere il discorso di addio, e tanti saluti e invece divide il merito con un quasi sconosciuto Micheal Ledwidge che mi sono informata ha scritto anche libri in proprio ma ormai da anni collabora con Patterson come suo fido alterego.
Leggerò sicuramente Now you see her e Zoo appena arriveranno in Italia.
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