:: Intervista a Davide Mosca autore de Il profanatore di biblioteche proibite, (Newton&Compton, 2012) a cura di Viviana Filippini

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Ecco qui a Liberidiscrivere l’intervista a Davide Mosca, autore de Il profanatore di biblioteche proibite, un avventuroso romanzo che indaga il vero nome della città eterna: Roma. Davide Mosca, classe 1979  è nato a Savona, è laureato in storia antica con una tesi sulla fondazione di Roma. Attualmente collabora come editorialista per la rivista «Riza Psicosomatica», scrive libri in collaborazione con Raffaele Morelli e come mi ha detto lui: «Rullo di tamburi… ho da tre settimane un wine-bar a Celle Ligure».

Ciao Davide, come è nata l’idea di questo tuo nuovo romanzo?

È un’idea che cullavo da dieci anni: ho dovuto meditarci a lungo, coltivarla, ma alla fine ce l’ho fatta.

Perché la scelta del titolo Il profanatore di biblioteche proibite?

L’ha scelto l’editore dopo aver letto il romanzo.

Che ruolo hanno avuto i tuoi studi e conoscenze sull’antica Roma nella stesura del libro?

Determinanti. Non amo i thriller storici che mescolano interpretazioni e congetture senza base documentale.

Lazzari, il professore esperto di storia antica romana quanto ti assomiglia?

Non molto a dire la verità. Però gli ho attaccato qualche malattia…

Quali sono i personaggi  ai quali sei più affezionato?

Ai cattivi, ovvio.

Nel Il  profanatore di biblioteche proibite quanto c’è di vera storia e quanto di leggenda attorno al nome segreto di Roma?

Per quanto concerne il nome, è tutta storia. Roma non si chiamava così, il suo vero nome fu mantenuto segreto per motivi religiosi, magici e politici. Ho cercato di offrire al lettore le ipotesi storiche più accreditate sul nome segreto e originario, affinché ciascuno possa farsi una sua idea.

Nella narrazione Lazzari racconta molti usi e costumi riguardanti l’Urbe ai tempi dei romani ed emergono una serie di parallelismi tra culti pagani e il cristianesimo ( tu fai riferimento alla Pasqua , a Gesù, ma ho pensato anche al 25 dicembre corrispondente alla festa del Sole invictus per i romani e la nascita di Cristo per i cristiani o ancora nel mese di agosto le feste di Augusto  e l’ascensione della Vergine). Secondo te quanto è stretto il rapporto tra paganesimo e cristianesimo?

Molto stretto. È davvero singolare che la fondazione di Roma cada nella festa latina omologa della Pasqua, e che la vicenda di Remo e Romolo termini in un luogo della città definito Tescum, ossia Golgota, proprio come il monte dove venne crocifisso Gesù. E le analogie non terminano qui…

Lazzari non agisce da solo, con lui c’è la bella e misteriosa Artemisia.  Chi ti ha ispirato il suo personaggio e il nome?

Ho sempre ammirato l’intraprendenza e l’energia delle donne… hanno una marcia in più rispetto a noi uomini.

Lazzari e Artemisia vivono un avventura amorosa lampo (una notte di passione). Lui è innamorato, mentre lei si dimostra distante, poi cambia atteggiamento. Questa sua trasformazione cosa rappresenta?

Quando le donne se ne vanno non capisci mai se vogliono che tu le lasci in pace o invece le insegua, è il mistero di ogni rapporto d’amore.

Quali sono i modelli letterari che ti hanno influenzato per la stesura del Il profanatore di biblioteche proibite?

Da un lato tutti quegli scrittori che hanno posto l’accento sulla potenza creatrice della parola, ad esempio i grandi russi, e dall’altro tutti quegli autori di thriller-noir refrattari agli schemi e alle regole del genere: Chandler, Crumley…

Il lituo, il bastone usato per segnare la nascita di Roma esiste veramente o è una leggenda?

È veramente esistito ed era indispensabile nei riti degli antichi auguri romani.

Nella narrazione Lazzari cita il personaggio di Antonio da Alba Docilia, nel quale si nasconde il suo nome. Quale è la vera identità del protagonista: Antonio da Alba Docilia o Antonio Lazzari e il fatto che noi lettori come Artemisia scopriamo solo alla fine questo particolare cosa rappresenta?

Credo che il succo del romanzo stia in ciò: dietro ogni domanda fondamentale che ci facciamo nella vita, dietro ogni scopo che ci prefiggiamo, dietro ogni azione, si nasconde in realtà una domanda su noi stessi e sul nostro destino.

Il tema del doppio aleggia nella storia per quanto riguarda i fatti e i personaggi. Che cosa evidenzia questa doppia natura del reale e umana? E’ come se volessi affermare  che tutte le cose non sono quello che sembrano a prima vista?

Sì, credo che esista una vera natura delle cose, qualcosa che ci caratterizza in profondità.

Lazzari avrà nuove avventure?

Penso di sì, mi pare un tipo a cui ne capitano di ogni colore!


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Una Risposta to “:: Intervista a Davide Mosca autore de Il profanatore di biblioteche proibite, (Newton&Compton, 2012) a cura di Viviana Filippini”

  1. Avatar di Elvio Garbin Elvio Garbin Says:

    Libro che indica l’esistenza del lituo, supponevo che fosse nel Pantheon.
    Credevo che AMOR e ROMA Fossero la stessa identita’ e che la data di nascita fosse il 24.04.759 a.C.
    Elvio Garbin

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