:: Recensione di Il sigillo dei Borgia di Mauro Marcialis (Rizzoli, 2012)

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Fingono tutti, nei palazzi vaticani, e indossano maschere come fossero abiti di fattura pregiata: i volti maliziosi delle cortigiane, quelli ammiccanti dei paggi e dei cerimonieri, quelli sottilmente accondiscendenti dei nobili, quelli fiduciosi dei giudei, quelli appagati delle principesse. Le facce degli uomini e delle donne di Roma sono tutte maschere. Ogni giorno è un carnevale, una farsa esistenziale tra chi vuole ostentare, chi vuole arricchirsi e chi vuole solo sopravvivere.
Alessandro VI è diverso: usa travestimenti di ogni genere per le sue lotte politiche e diplomatiche, ma non ha maschere. Pensa di non averne bisogno, crede di trovarsi accanto a Dio, di passeggiargli mano nella mano.

Roma, 11 agosto 1492. Piazza San Pietro è gremita, l’attesa della folla per conoscere l’identità del nuovo papa è al culmine. “Habemus Papam!” grida infine al mondo intero il cardinale Sanseverino e proclama: ”Il suo nome è Alessandro VI”. Un uomo immenso “nella stazza, nella tempra, e nell’ambizione” si affaccia sul balcone del palazzo apostolico. Il vicario di Cristo in terra è l’uomo del Rinascimento. Papa Alessandro VI è Rodrigo Borgia.  Così inizia Il sigillo dei Borgia di Mauro Marcialis, interessante e sfarzoso romanzo storico edito da Rizzoli nella collana Rizzoli best. Diviso in tre parti ogni capitolo, seppure non numerato, è costruito con lo stesso schema: una parte introduttiva in corsivo, dettagliata, storicamente accurata che descrive il periodo, seguita dalla parte romanzata con al centro tre personaggi che si alternano fino al termine del romanzo: Miguel Corella, spia e assassino al servizio dei Borgia, Rodrigo Borgia stesso e Drusilla Martelli da Lucca giovane cortigiana amante di Cesare Borgia poi noto come Il Valentino. Gli undici anni del papato di Alessandro VI, che morirà avvelenato il 18 agosto 1503, fanno da sfondo ad un romanzo che oltre ad analizzare le vicende della più scellerata e nera dinastia rinascimentale delinea le vite di coloro che anche incidentalmente si trovarono ad avere a che fare con loro, dai complici, ai nemici senza tralasciare coloro che commisero l’errore di amarli ed essergli fedeli. Rodrigo Borgia e i suoi figli illegittimi Cesare, Juan, Lucrezia e Jofrè sono al centro infatti di una fitta storia di intrighi, corruzioni, cospirazioni, tradimenti, alleanze tramite matrimoni con le famiglie più potenti del periodo, perché il soglio di Pietro non fu per Rodrigo altro che un mezzo per conquistare più che un mero potere spirituale e trascendente un più allettante potere materiale e politico. Machiavellicamente Rodrigo Borgia non si fermò di fronte a nulla nel tentativo di impadronirsi del Vaticano, dell’Italia, dell’Europa e fin anche delle terre appena scoperte al di la dell’Oceano da Colombo le cui mappe campeggiano nella sua sala privata dove segna con l’emblema dei Borgia, un toro rosso, le conquiste raggiunte. Il mondo intero è la misura esatta della sua ambizione e della sua sfrenata sete di piacere e di supremazia. Omicidi, torture, violenze e crudeltà di ogni genere si aggiungono ad una lussuriosa smania di possesso e sensualità creando la fama nera che circonda il suo nome, forse solo un po’ accresciuta dai pettegolezzi atti a screditarlo dei suoi potenti nemici, tra cui il più acerrimo il cardinale Giuliano della Rovere futuro papa Giulio II. Molti libri sono stati scritti con al centro questa inquietante famiglia, biografie, saggi storici, romanzi, finanche opere a fumetti, ed è indubbio che il nome stesso dei Borgia sia sinonimo di sfarzo e dissolutezza un contrasto stridente che affascina e disgusta, che attrae e nello stesso rende critici sui mali che sembrano anche oggi così moderni. Cosa caratterizza e differenzia il romanzo di Marcialis dalle opere già uscite? Innanzi tutto una luce diversa data al personaggio di Lucrezia, non la scellerata maestra di veleni che la leggenda ci ha tramandato, ma una ragazzina allegra e sorridente vittima delle complicate macchinazioni matrimoniali di suo padre e poi una donna forte, attenta amministratrice e governatrice di Spoleto, madre devota e moglie innamorata di Alfonso d’Aragona, un personaggio davvero complesso e variegato almeno quanto il padre. Cesare Borgia emerge come un uomo mentalmente disturbato che alterna lampi improvvisi di violenza ad altri di generosità e autentico affetto per la sorella, con la quale vivrà una passione incestuosa, o di amicizia verso Miguel suo compagno di studi e ora spia e assassino personale dei Borgia. Ampio spazio è dato alle storie sentimentali o puramente sessuali dei personaggi, alla relazione tra Rodrigo e Giulia Farnese, a quella tra Miguel e Pantasilea, o tra Drusilla e Cesare Borgia, e sullo sfondo Roma, la Roma dei palazzi ornati di statue di marmo, tappeti orientali, quadri del Pinturicchio, e le malfamate strade popolate di prostitute, mendicanti, giocatori d’azzardo, assassini. Il contrasto stridente tra ricchezza e disperazione, corruzione  e lealtà fa da scenario ad un romanzo di intrattenimento ma sorretto da un’attenta ricostruzione storica. Per i cultori del Rinascimento e gli appassionati di romanzi storici con spruzzate di erotismo.

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