Il prossimo villaggio. Racconti e macchine del tempodi Lorenzo Esposito: 144 pp. brossura, prezzo di copertina €13,50 [Caratteri Mobili, 2011].
Mio nonno soleva dire: «La vita è straordinariamente corta. Ora, nel ricordo, mi si contrae a tal punto che, per esempio, non riesco quasi a comprendere come un giovane possa decidersi ad andare a cavallo sino al prossimo villaggio senza temere (prescindendo da una disgrazia) che perfino lo spazio di tempo, in cui si svolge felicemente e comunemente una vita, possa bastar anche lontanamente a una simile cavalcata.»
Con questa citazione kafkiana, si apre Il prossimo villaggio di Lorenzo Esposito (Roma, 1974) componente della redazione di Fuori Orario (Rai Tre) e del direttivo di Filmcritica, nonché già autore del saggio Carpenter Romero Cronenberg. Discorso sulla cosa (2004) e della raccolta di aforismi Il digitale non esiste. Verità e menzogna dell’immagine (2009).
Racchiuso tra una prefazione e una postfazione entusiaste del critico cinematografico Enrico Ghezzi, Il prossimo villaggio è una raccolta di frammenti narrativi molto eterogenei tra loro. Libro quindi più che indicato per una collana chiamata Molecole (seconda uscita dopo 1975 di Franz Krauspenhaar), che si propone programmaticamente di pubblicare “aggregazioni narrative poliatomiche, legami letterari covalenti, meccanica quantistica della materia scrittoria”.
Ancora una volta, quindi, la giovane casa editrice barese Caratteri Mobili si distingue per l’originalità, la cura e il coraggio, pubblicando un oggetto letterario decisamente poco identificabile.
Trentadue brevi sequenze cinematografiche, che si risolvono in visioni surrealistiche ed enigmatiche. Il tempo e lo spazio si deformano in racconti-non racconti in cui non c’è un inizio, una fine e forse neppure una storia, ma soltanto un’allucinata riflessione sull’immagine (vero interesse monomaniacale dell’autore).
Le suggestioni sono tante. Kafka in primis, ma anche le apocalissi di Ballard o le mutazioni di Cronenberg. Consigliato a chi vuole immergersi in un multiverso parcellizzato e straniante.
Valentino G. Colapinto
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