:: Recensione dell’antologia “Meridione d’inchiostro” a cura di Valentino G. Colapinto

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Nuova immagineMeridione d’inchiostro” di AA.VV.: 135 pp. brossura, prezzo di copertina €12,00 [Stilo Editrice, 2011].
 
Ormai da diversi anni la narrativa pugliese riscuote sempre più interesse da parte del pubblico e degli addetti ai lavori. Scrittori di genere come Carofiglio e De Cataldo o autori più letterari come Lagioia e Desiati pubblicano presso le case editrici più prestigiose, vendono centinaia di migliaia di copie e ottengono premi importanti.
Si tratta quindi di un filone già ampiamente sfruttato, che però non cessa di riservare piacevoli sorprese come per l’appunto Meridione d’inchiostro, una deliziosa antologia della Stilo Editrice, curata ottimamente dall’editor Giovanni Turi.
Nove scrittori meridionali sono stati chiamati a esprimere le contraddizioni e l’anima autentica del sud con un racconto inedito: Cosimo Argentina, Osvaldo Capraro, Omar Di Monopoli, Gabriella Genisi, Giuseppe Goffredo, Andrej Longo, Raffaele Nigro, Livio Romano e Cristina Zagaria.
Giovanni Turi ha coinvolto in questa operazione editoriale scrittori prevalentemente pugliesi e soprattutto autori che vivono ancora nel meridione e non sono emigrati al nord come tanti loro colleghi.
Ogni brano è preceduto da una lettera e da alcuni lemmi tratti dai paesaggi, usi e gastronomia del sud, al fine di realizzare una sorta di alfabeto del Mezzogiorno. In molti racconti traspare una forte tensione etica, una voglia di riscatto dei meridionali che si ribellano ai soliti stereotipi.
Tanti i brani notevoli. Segnaliamo in particolare Nostro Signore l’Uomo-Purpu di Omar Di Monopoli, una storia nerissima raccontata attraverso gli occhi di un ragazzino illetterato alle prese con un fratello albino, che pare arrechi solo tragedie alla sua famiglia e che alcuni vorrebbero sacrificare all’Uomo Purpu, grottesca incarnazione dello spirito del mare. Il tutto narrato col solito impasto barocco di italiano e salentino, cui Di Monopoli ci ha abituato fin dai suoi primi libri.
In viaggio con mio padredel decano della narrativa pugliese, Raffaele Nigro, racconta invece con delicatezza un inutile viaggio della speranza in Svizzera per curare il padre. Un’esperienza autobiografica che contraddice i soliti luoghi comuni sulla malasanità meridionale.
Ma probabilmente il componimento migliore della raccolta è lo splendido Anche oggi mangio sabbia di Giuseppe Goffredo. Un intenso poema in prosa che con un ritmo sincopato ci fa vivere in presa diretta il dramma dei giovani meridionali, costretti dalla disoccupazione ad arruolarsi nell’esercito, e poi impiegati in terre lontane come l’Afghanistan per missioni cosiddette di pace. Carne da cannone comprata a buon prezzo, che perde la vita senza sapere neppure perché. Un piccolo capolavoro che si presta benissimo a una riduzione teatrale.
In definitiva – a parte uno o due racconti meno riusciti – un’antologia curata davvero con molta attenzione e amore, di cui è già stato annunciato un seguito.
 
Valentino G. Colapinto


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